Italia: Bruxelles potrebbe approvare incremento deficit/Pil

Il nuovo esecutivo si prepara ad alzare il target sul rapporto tra deficit e ricchezza prodotta. A riferirlo è l’agenzia Reuters. E questa volta Bruxelles potrebbe essere d’accordo.

Italia: Bruxelles potrebbe approvare incremento deficit/Pil

Il target di deficit del nostro Paese potrebbe essere alzato. A riferirlo è l’agenzia Reuters, secondo cui con il nuovo esecutivo si potrebbe arrivare a sfiorare il 2,4% che, per due volte, a dicembre 2018 ed a giugno 2019, stava per provocare l’apertura della procedura d’infrazione nei confronti del nostro Paese.

In una seduta all’insegna della debolezza il paniere principale di Piazza Affari, il Ftse Mib, arretra dello 0,31% a 21.920,53 punti. In rialzo lo spread che, a meno di un’ora dalla chiusura degli scambi passa di mano a 157 punti base (+5,3%%).

Italia: obiettivo deficit sarà alzato?

Secondo i rumor circolati nel corso della seconda parte, il governo giallo-rosso starebbe valutando di incrementare la view sul rapporto tra il deficit e la ricchezza prodotta dal 2,1 per cento stimato in precedenza al 2,3%.

Per l’anno corrente l’obiettivo, anche in questo caso fissato dal precedente esecutivo, è al 2,04%.

Membri dell’esecutivo del Belpaese, riporta la Reuters, punterebbero a rafforzare i legami con le autorità europee ed a chiedere la possibilità di innalzare il target sul deficit/Pil.

Italia: Bruxelles potrebbe accettare innalzamento deficit

A sostegno di questa tesi ci sarebbe la nomina dell’ex presidente del consiglio Gentiloni (Gentiloni nuovo Commissario Ue Affari economici: cosa potrebbe cambiare per l’Italia) a commissario agli Affari economici (l’esponente del partito democratico è il primo italiano a ottenere la responsabilità del pacchetto EcFin).

Gentiloni dovrà assicurare, riporta una lettera inviata dalla presidente della commissione Ue Ursula Von der Leyen, “l’applicazione del patto di stabilità, utilizzando appieno la flessibilità permessa all’interno delle regole”.

“Questo ci aiuterà ad avere una politica di bilancio più favorevole alla crescita economica nell’area euro e a stimolare gli investimenti, salvaguardando nel contempo la responsabilità nella gestione dei bilanci”.

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