Mario Draghi prepara il bazooka monetario e i mercati festeggiano. Da qui a fine anno nei portafogli spazio ad azioni e bond. Da evitare alcune valute: tra queste anche qualche «sorpresa»
L’approccio sempre più “colomba” della BCE, che ieri ha praticamente annunciato l’avvio del “QE2” a partire da dicembre, ha messo in moto una serie di meccanismi di valutazione da parte degli investitori che hanno immediatamente fatto capire quali saranno gli asset maggiormente acquistati e quali invece quelli più venduti da qui a fine anno.
Le aspettative di nuovi stimoli monetari dell’istituto di Francoforte dovrebbero sicuramente favorire gli asset più rischiosi e ridimensionare i cosiddetti beni rifugio, che in questa fase diventano poco appetibili agli occhi degli investitori internazionali. Nel carrello della spesa figurano senza dubbio le azioni, in particolare quelle europee che avevano registrato un ridimensionamento tra fine agosto e fine settembre.
Da inizio mese la musica è già cambiata, ma ora con il “bazooka” monetario di Mario Draghi aumentano notevolmente le attese per il rally di fine anno. Piazza Affari, salita sui massimi degli ultimi due mesi, dovrebbe essere una delle borse più interessanti in Europa. In particolare gli investitori dovrebbero acquistare azioni di banche e società del risparmio gestito.
Capitolo obbligazioni. I bond restano un asset sempre più presente nei portafogli dei grandi investitori. Si acquista un po’ di tutto, ma in particolare si continua a scommettere forte sul restringimento dei differenziali di rendimento tra i titoli pubblici “core” (come il Bund) e quelli “periferici” (BTp e Bonos su tutti). Nonostante lo spread Btp-Bund abbia perforato la soglia dei 100 punti base, ai minimi da marzo scorso, la quotazione potrebbe scendere ancora e dirigersi verso 80.
Lo stesso Bund resta molto acquistato: ormai i rendimenti sulla curva dei tassi tedesca sono negativi fino ai 6 anni. Nella black list, invece, figurano alcune valute. Si tratta di euro, corona svedese e franco svizzero. La moneta unica dovrebbe svalutarsi molto da qui a fine anno, in particolare su dollaro e sterlina, ma c’è pessimismo anche sulla corona di Stoccolma (a causa di grossi problemi economici) e sul franco (con la SNB pronta a reagire alle mosse di Draghi).
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