India verso la terza ondata di Covid: i bambini tra i più a rischio

Martino Grassi

23 Agosto 2021 - 17:28

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Secondo un gruppo di esperti l’India si troverà a dover fronteggiare una terza ondata di Covid che potrebbe raggiungere il suo picco a fine ottobre, andando a colpire soprattutto i bambini.

India verso la terza ondata di Covid: i bambini tra i più a rischio

In India cresce la paura nei confronti di una possibile terza ondata di Covid che potrebbe raggiungere il suo picco nel corso della fine del mese di ottobre. L’allarme è stato lanciato da un gruppo nazionale di esperti nominati dal National Institute of Disaster Management che risponde al ministero degli Interni.

Quello che si teme maggiormente è che il Paese non sia in grado di fronteggiare una nuova recrudescenza del virus a livello sanitario, anche perché, secondo il report presentato oggi all’ufficio del premier Modi, potrebbe andare a colpire soprattutto i bambini, da qui la necessità di elaborare una strategia per difendersi.

India verso la terza ondata: rischi elevati per i bambini

Secondo gli esperti, nonostante i dati sembrino indicare un miglioramento della situazione con un costante riduzione dei nuovi contagi, dall’ultima settimana di luglio indice R di diffusione del virus è tornato a crescere. Questo indicherebbe l’avvio di una terza ondata di Covid nel Paese, che secondo gli esperti sarebbe già in corso.

Da qui la necessità di elaborare una strategia volta a proteggere soprattutto i bambini, considerati tra le categorie più a rischio. Gli esperti hanno infatti sottolineato che “in termini di numero di pediatri, attrezzature e personale sanitario è largamente impreparato ad affrontare l’emergenza che potrebbe crearsi se un ampio numero di bambini venissero aggrediti dal virus”.

Data l’estrema delicatezza della situazione, il tempismo potrebbe giocare un ruolo cruciale nella battaglia contro il Covid, proprio per questo motivo è stato suggerito di avviare quanto prima la vaccinazione dei bambini fragili e con disabilità. Secondo lo studio condotto dal team di esperti, l’80% dei centri di cure primarie dell’India sarebbe a corto di pediatri e di attrezzature specifiche per curare i pazienti più piccoli.

In Cina nessun contagio interno

Diversa la situazione nella vicina Cina, dove i contagi a diffusione interna si sono azzerati a distanza di circa un mese dal focolaio di metà luglio causato dalla variante Delta nell’aeroporto della città di Nanchino.

A riferirlo è la Commissione sanitaria nazionale che ha segnalato anche che i casi di importazione, in totale, sono stati 21: 5 nel Guangdong, 4 a Shanghai, 3 sia a Tianjin sia nello Yunnan, 2 a Pechino e uno ciascuno nelle province di Shanxi, Zhejiang, Henan e Sichuan. Per fronteggiare la più grande recrudescenza del virus causata dalla variante Delta la Cina ha deciso di attuare una strategia che prevedeva test di massa sulla popolazione e chiusure mirate delle varie attività.

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