Incontro Conte-Trump: Libia e dazi in agenda, ma resta l’incognita spese militari

Alle 18 ora italiana di scena l’incontro Conte-Trump, che può rivelarsi cruciale per quanto riguarda la questione libica e i dazi. Ma se Trump sollecita il premier sull’aumento delle spese militari? Il punto

Incontro Conte-Trump: Libia e dazi in agenda, ma resta l'incognita spese militari

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte si incontrerà con Donald Trump oggi a Washington alle 18 (ora italiana), per un confronto in cui sembra avere un ruolo di primo piano la questione libica.

Non è il primo faccia a faccia tra le due figure politiche, che avevano avuto modo conversare insieme anche al G7 canadese del mese scorso, ma è certamente quello che assume un peso maggiore. Si tratta infatti stavolta di un vis-à-vis che può rivelarsi cruciale nella storia dei rapporti Italia-USA e, di rimando, nel successo che il nuovo governo 5 Stelle-Lega può conseguire in futuro.

In molti hanno però osservato che la domanda da porsi prima di ogni altra è tutt’altro che politica o economica, ma riguarda piuttosto una semplice questione di feeling: a Trump sarà simpatico Conte? Nella maggior parte dei casi infatti i commenti del tycoon alle conferenze stampa post-vertici e nei suoi immancabili tweet sono dettati dalle preferenze personali riguardo i suoi rispettivi interlocutori.

Guardando all’unica esperienza pregressa finora, c’è da osservare che al G7 Trump definì Conte “un ragazzo veramente in gamba”, aggiungendo che gli italiani ci avevano preso.
Secondo l’economista Christiane von Berg, il premier italiano è un rappresentante moderato di un governo di destra, cosa che potrebbe collocarlo nella schiera delle simpatie del Presidente USA.

Questioni spinose: spese militari e Libia

Anticipati dai migliori preamboli - con lo stesso premier che ha sottolineato i numerosi punti d’unione con il tycoon statunitense, a partire dalla rottura che entrambi rappresentano rispetto alla vecchia politica - i negoziati potrebbero però non rivelarsi così semplici.

Sul fronte militare, per esempio, alcune testate USA si sono riferite al vertice odierno parlando addirittura di “elefante nella stanza”, ricordando che la richiesta fatta da Trump a tutti gli alleati della NATO di rispettare una soglia dei contributi verso l’Organizzazione pari al 2% del PIL potrebbe essere uno dei punti di partenza cruciali, che metterebbe in serissima difficoltà Conte, chiedendogli di fatto un aumento delle spese militari al momento completamente estraneo all’agenda governativa.

Altra questione assai spinosa è quella relativa alla Libia, con l’Italia che potrebbe assumere il ruolo di vero e proprio punto di riferimento europeo per il Paese africano e interlocutore con gli Stati Uniti, nel tentativo di stabilizzare la situazione dal punto di vista geopolitico e garantire una più generale sicurezza su più fronti (immigrazione e terrorismo su tutti).

Trump-Conte: incontro cruciale anche in ottica guerra commerciale?

Sembra inevitabile il cenno alla questione dazi. Da questo punto di vista, allargando le telecamere a una visione più europea, l’Italia potrebbe porsi come primo Paese a trattare, ed eventualmente ammorbidire, i più recenti contrasti tra gli Stati Uniti e il blocco, che si sono imposti tariffe a vicenda a giugno, anche se poi hanno subito trovato un accordo a fare da ammortizzatore grazie al recente incontro Trump-Juncker.

Conte potrebbe puntare ad avere dal capo della Casa Bianca importanti garanzie riguardo le aziende italiane e i prodotti del settore agroalimentare.

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