Incontro Conte-Renzi: perché è importante, cosa si decide

Alessandro Cipolla

17 Dicembre 2020 - 14:45

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Si terrà in serata l’atteso vertice tra Giuseppe Conte e i rappresentanti di Italia Viva: dopo la lettera di Matteo Renzi dove è stata ribadita la minaccia di una crisi di governo, ecco perché questo faccia a faccia potrebbe essere decisivo per il prosieguo dell’esecutivo giallorosso.

Incontro Conte-Renzi: perché è importante, cosa si decide

Si terrà in serata a Palazzo Chigi il tanto atteso incontro tra Giuseppe Conte e Matteo Renzi, dopo i due rinvii per questa verifica di governo tra i rappresentanti di Italia viva e il Presidente del Consiglio.

Per primi sono stati i renziani a dare buca, causa impegno del ministro Teresa Bellanova a Bruxelles probabilmente sfuggito a quelli di IV in fase di calendarizzazione, mentre oggi c’è stato un secondo slittamento visto che Giuseppe Conte e Luigi Di Maio questa mattina si sono recati in Libia per la liberazione dei diciotto marinai da tempo detenuti a Bengasi.

In apertura di giornata c’è stata invece la pubblicazione, sulla propria pagina Facebook, del testo della lettera indirizzata da Matteo Renzi a Giuseppe Conte, dove l’ex premier ha esposto il suo papello di richieste.

Dall’abiura della task force per la gestione del Recovery Fund fino all’attivazione del MES sanitario e lo sblocco della delega ai servizi segreti, sono diversi i punti messi sul tavolo da Renzi che ha ribadito come i suoi ministri siano pronti a dimettersi, aprendo così di fatto una crisi di governo, nel caso di una mancata apertura su questi temi.

Vertice Conte-Renzi: cosa si decide?

Dopo i due rinvii in serata dovrebbe finalmente esserci la verifica di governo tra Giuseppe Conte e Italia Viva. Un incontro che è stato preceduto dalla pubblicazione della lettera scritta da Matteo Renzi e indirizzata al Presidente del Consiglio.

La minaccia di una crisi di governo rimane quindi sempre attuale, visto che si legge come “Teresa, Elena, Ivan (Bellanova, Bonetti e Scalfarotto n.d.r.) sono pronti a dimettersi domani, se serve”.

Conte nelle ultime ore si è detto pronto a discutere in merito al Recovery Fund, va detto comunque che lo strumento della task force è stato chiesto da Bruxelles a tutti i membri anche se vanno delineate le funzioni, ma sul tema del MES sanitario difficile che possa avvenire una apertura, almeno nel breve periodo.

I maligni sussurrano che Renzi abbia inserito nelle richieste l’attivazione del fondo proprio per mettere in crisi il premier, visto che il Movimento 5 Stelle in questo momento mai potrebbe avallare una scelta del genere.

Un modo questo per tenere alta la tensione, visto che si vocifera come il vero scopo di Italia Viva sia quello di avere maggiore peso nella gestione del Recovery Fund, una torta che vale 209 miliardi, oltre al non rimanere ai margini della partita sulla nomine che saranno fatte in primavera senza dimenticare poi l’ipotesi ever green di un rimpasto.

Ma veramente Matteo Renzi sarebbe pronto a far cadere il governo? Lui continua a ripetere di essere pronto ad andare fino in fondo questa volta, non a caso anche nella lettera viene citato Mario Draghi, ma probabilmente i suoi non lo seguirebbero se una crisi dovesse portare a elezioni anticipate visto che, stando ai sondaggi, alle urne Italia Viva sarebbe a rischio flop.

Una maggioranza alternativa a quella giallorossa al momento però non c’è: l’ipotesi di un governo istituzionale con l’appoggio esterno della Lega infatti appare essere allo stato delle cose una suggestione, anche se come abbiamo visto di recente in Italia non si può dare nulla per scontato in politica.

In piena pandemia e nel mezzo della sessione di bilancio, con l’interrogativo di un possibile nuovo lockdown sotto Natale, il governo è quindi bloccato da questo ultimatum di Matteo Renzi: se si tratta solo di un bluff oppure la crisi è un rischio concreto lo scopriremo solo nelle prossime ore, ma nel frattempo l’Italia ha bisogno di scelte al momento tutte congelate in attesa che termini questa verifica di governo.

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