Il ritorno di Trump spaventa gli USA

Riccardo Lozzi

13 Luglio 2021 - 18:15

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Trump è tornato a parlare pubblicamente di elezioni truccate. Intanto spunta sul web la profezia del ritorno di The Donald alla Casa Bianca entro il mese prossimo che mette in allarme l’FBI.

Il ritorno di Trump spaventa gli USA

Il ritorno di Donald Trump sulla scena pubblica sta spaventando la maggioranza della popolazione degli Stati Uniti d’America, mentre galvanizza i suoi sostenitori duri e puri che lo scorso weekend lo hanno acclamato in occasione della Conservative Political Action Conference a Dallas.

Una larga parte degli elettori e della classe dirigente del Partito Repubblicano sembra essere ancora dalla parte dell’ex inquilino della Casa Bianca, il quale è stato applaudito dai presenti quando ha tirato nuovamente fuori l’argomento delle elezioni truccate che gli hanno impedito di essere confermato presidente per altri quattro anni.

L’uscita pubblica di The Donald è stata ripresa dai maggiori media statunitensi e internazionali, con diversi commentatori politici che hanno commentato duramente molti dei suoi passaggi.

Ma, secondo un rapporto dell’FBI, esiste al momento un pericolo maggiore che rischia di mettere in pericolo la sicurezza nazionale. Si tratta dell’ultima profezia sul web dei teorici della cospirazione, secondo la quale Trump tornerà a ricoprire la carica di presidente USA entro il mese prossimo.

Il ritorno di Trump spaventa gli USA

Una previsione simile da parte di QAnon era già stata diffusa nei primi mesi del 2021, secondo la quale il 4 marzo Donald Trump si sarebbe reinsediato nello Studio Ovale, riprendendo la tradizione del giuramento del presidente che fino al 1933 si era tenuta in quella data e cacciando l’“usurpatore” Joe Biden, vincitore alle elezioni presidenziali del 2020.

Nonostante queste siano teorie considerate assurde da più parti, dopo l’assalto al Congresso avvenuto lo scorso 6 gennaio, l’FBI e il Dipartimento per la Sicurezza Interna, criticati per aver sottovalutato le minacce che hanno portato ai disordini di Capitol Hill, sono in uno stato di costante allerta per prevenire ed intervenire prontamente a qualsiasi minimo segnale di pericolo.

Secondo un documento pubblicato dal Dipartimento per la Sicurezza Interna lo scorso giugno, i seguaci di QAnon potrebbero ricorrere presto a forme di violenza, spostandosi dal mondo digitale a quello reale, poiché alcuni di essi potrebbero sentire l’obbligo di attivarsi in qualche modo e impegnarsi per riportare Trump alla Casa Bianca.

Con Trump a rischio la sicurezza nazionale americana

Il lato positivo per i vertici di sicurezza è che, a differenza del 6 gennaio, non è previsto un evento come la proclamazione da parte del Congresso di Joe Biden come nuovo presidente, il rito che voleva essere stoppato dagli agitatori per impedirne il successivo insediamento.

Tuttavia esso potrebbe trasformarsi anche in un elemento destabilizzante, poiché si potrebbero verificare estemporanee azioni violente da parte di singoli, le quali sono le più difficili da individuare e disinnescare per l’intelligence.

Gli Stati Uniti si trovano quindi a dover fronteggiare la minaccia del terrorismo interno fomentata dalle continue accuse di un ex presidente come Donald Trump, il quale continua a destabilizzare il proprio Paese durante le sue uscite pubbliche.

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