IMU seconda casa, aumento delle tasse sugli immobili sfitti? La legge è al Senato

Anna Maria D’Andrea

15 Marzo 2021 - 16:15

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IMU seconda casa, in Senato si discute sul DdL sulla rigenerazione urbana che, tra le novità, prevede l’aumento della tassa in caso di immobili sfitti.

IMU seconda casa, aumento delle tasse sugli immobili sfitti? La legge è al Senato

IMU seconda casa a rischio aumento nel caso di immobili sfitti, nell’ottica di favorire la rigenerazione urbana e contrastare il degrado delle città.

È in fase di discussione in Senato, presso la Commissione Ambiente, il disegno di legge sulla riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente. La discussione è partita ben due anni fa, a giugno 2019, e il 10 marzo 2021 è stato adottato il nuovo testo base dei relatori.

L’obiettivo del disegno di legge è quello di promuovere l’utilizzo del patrimonio esistente, evitando il fenomeno dell’abbandono e del degrado.

L’aumento dell’IMU sulla seconda casa sfitta o inutilizzata, così come sugli immobili incompiuti, segue questa logica. Il tema non può che creare tensioni, in un periodo economico complesso come quello in corso.

IMU seconda casa, aumento delle tasse sugli immobili sfitti? La legge è al Senato

Prima di entrare in vigore, il disegno di legge sulla rigenerazione urbana dovrà passare al vaglio delle Commissioni e poi in Aula, sia al Senato che alla Camera. Il testo adottato il 10 marzo 2021 è in sostanza solo la base di partenza per la discussione e il 31 marzo è il termine per la presentazione degli emendamenti.

Nonostante ciò, la proposta di legge fa già molto discutere, soprattutto in relazione al meccanismo di incentivi e disincentivi per stimolare il recupero del patrimonio edilizio.

Tra le novità più controverse c’è senza dubbio la possibilità di aumento dell’IMU sulla seconda casa non utilizzata ma, più in generale, su tutti gli immobili “abbandonati”.

Se ne era parlato già negli scorsi mesi, quando però la “stangata” era prevista in particolare per i negozi sfitti nei centri storici.

Il disegno di legge messo a punto in Senato prevede che sugli immobili sfitti i comuni possano aumentare le aliquote dell’IMU, con l’obiettivo di promuovere il riutilizzo del patrimonio esistente, efficienza, sicurezza e sostenibilità dello stesso. L’aumento dell’IMU potrebbe inoltre applicarsi anche sugli edifici inutilizzati o incompiuti da più di 5 anni.

Parimenti, alle regioni verrebbe dato il potere di aumentare l’addizionale Irpef, fino ad un massimo dello 0,2%.

Per l’applicazione delle imposte si attingerebbe ai dati del “censimento edilizio comunale”, effettuato dal Comune. Il censimento consentirebbe di rilevare tutti gli immobili sfitti, non utilizzati ed abbandonati, al fine di creare quella che viene definita come la “banca dati del riuso”, da aggiornare ogni due anni.

Si gioca sul sistema di premi e penalizzazioni, con l’IMU come protagonista. Non è previsto infatti solo l’aumento sugli immobili sfitti, ma anche l’esonero totale su quelli oggetto di rigenerazione urbana, limitatamente al periodo di esecuzione dei lavori.

IMU, non solo aumento sugli immobili sfitti: sconti in caso di rigenerazione urbana

Sugli immobili oggetto di interventi di rigenerazione urbana, il disegno di legge struttura un sistema di incentivi, che parte proprio dall’IMU. Si prevede infatti l’esonero dal versamento dell’imposta, fino alla data di conclusione dei lavori previsti nel Piano comunale. Parimenti, è previsto l’esonero dal versamento della Tari.

Non solo: tra le novità, è prevista l’applicazione delle imposte di registro, ipotecarie e catastale in misura fissa di 200 euro in caso di vendita di immobili in favore di soggetti che effettuano lavori di rigenerazione urbana.

Lavori ai quali si applicherebbero le ordinarie detrazioni fiscali, ma anche il superbonus del 110%, ove possibile, ed anche in caso di demolizione e successiva ricostruzione.

Dopo aver effettuato i lavori previsti dal piano comunale di rigenerazione urbana, e con il fine di stimolare il riuso dei beni, il disegno di legge prevede la possibilità di detrazione al 50% dell’IVA pagata sull’acquisto di tali unità immobiliari, se di classe A o B, cedute da imprese.

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