Imu 2022, come funziona la riduzione per comodato d’uso gratuito

Claudia Cervi

03/06/2022

02/12/2022 - 15:01

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Imu 2022, riduzione al 50% in caso di comodato d’uso gratuito: come funziona? Facciamo il punto su requisiti e istruzioni in vista della scadenza del 16 giugno.

Imu 2022, come funziona la riduzione per comodato d'uso gratuito

Imu 2022, riduzione in caso di contratto di comodato d’uso gratuito: in vista della scadenza dell’acconto fissata al 16 giugno, vediamo come funziona e quando spetta.

La riduzione al 50% dell’imposta sulla casa è una delle agevolazioni previste in materia di Imu. Ad averne diritti sono i proprietari di immobili che concedono in comodato d’uso gratuito la propria abitazione a parenti in linea retta di primo grado, ossia tra genitori e figli.

Sono questi i primi requisiti da tenere a mente per capire chi può beneficiare della riduzione dell’Imu in caso di contratto di comodato d’uso gratuito. Approfondiamo di seguito le regole da seguire.

Imu 2022, come funziona la riduzione per comodato d’uso gratuito

A disciplinare la riduzione del 50% dell’Imu in caso di comodato d’uso gratuito è l’articolo 1, comma 747 della legge n. 160/2019, la legge di Bilancio 2020, con la quale è stata introdotta la nuova imposta unica sulla casa.

Nello specifico, l’agevolazione consiste nella riduzione alla metà della base imponibile per il calcolo Imu, e si applica alle abitazioni non di lusso, concesse in comodato d’uso a parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale.

Va rispettata un’altra regola per non pagare l’Imu nel caso di comodato d’uso: l’accesso allo sconto Imu è riconosciuto solo se il contratto di comodato d’uso sia stato regolarmente registrato.

Riepilogando, per aver diritto alla riduzione dell’Imu è necessario che si rispettino i seguenti requisiti:

  • l’unità immobiliare non deve rientrare tra le categorie catastali di lusso, ossia A/1, A/8 e A/9;
  • l’immobile deve essere concesso in comodato d’uso a parenti in linea retta entro il primo grado (genitori-figli). In caso di morte del comodatario, l’agevolazione si estende al coniuge di quest’ultimo in presenza di figli minori;
  • deve essere adibito ad abitazione principale dal comodatario;
  • il contratto di comodato deve essere regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate.

Non solo. Requisiti specifici sono richiesti anche in relazione al proprietario dell’immobile (comodante), che dovrà:

  • possedere un solo immobile in Italia oltre alla casa principale;
  • avere residenza e dimora abituale nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato d’uso.

Riduzione Imu 2022 con comodato d’uso gratuito: quando non si applica

Visti i casi in cui è possibile beneficiare della riduzione a metà dell’Imu 2022, vediamo quando non spetta pur in presenza di un contratto di comodato d’uso.

L’Imu è dovuto per intero nelle seguenti ipotesi:

  • comodati per le abitazioni di lusso (Categorie catastali A1, A8 e A9);
  • proprietari di 3 o più immobili a uso abitativo;
  • prima e seconda casa situate in due comuni differenti;
  • residenza in un comune e seconda casa ubicata in un comune diverso;
  • proprietari di immobili residenti all’estero;
  • immobile concesso in comodato d’uso gratuito non adibito ad abitazione principale dal comodatario;
  • contratto di comodato d’uso stipulato tra nonni e nipoti.

In questi casi chi paga l’Imu, il comodante o il comodatario?
Il contratto di comodato d’uso gratuito è definito dall’art. 1803 del Codice Civile come:

il contratto con il quale una parte (comodante) consegna all’altra (comodatario) una cosa mobile e immobile affinché se ne serva per un tempo o un uso determinato, con l’obbligo di restituire la cosa ricevuta. Il comodato è essenzialmente gratuito.

Ai fini Imu, il soggetto tenuto al pagamento dell’imposta è il proprietario dell’immobile (comodante), in quanto la sua dimora abituale risulterà altrove, figurando l’abitazione come seconda casa.

Imu 2022, per la riduzione è necessario che il contratto di comodato d’uso sia registrato

Un aspetto importante da evidenziare ai fini dell’applicazione dello sconto Imu è relativo all’obbligo che il contratto di comodato d’uso gratuito sia stato regolarmente registrato all’Agenzia delle Entrate.

In caso di contratto scritto, la registrazione deve avvenire entro 20 giorni. Si presenta invece richiesta all’Agenzia delle Entrate per i contratti stipulati in forma verbale.

È in ogni caso preferibile che il contratto d’uso gratuito sia stipulato e firmato da genitori e figli in forma scritta, al fine di avere una data certa e un documento valido in caso di possibili contestazioni e accertamenti da parte del proprio Comune.

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