Guerra commerciale USA-Cina, a rischio la lotta al cambiamento climatico del pianeta

Riccardo Lozzi

2 Settembre 2021 - 15:35

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Il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha avvertito l’inviato speciale per il clima John Kerry che la crisi diplomatica con gli USA potrebbe mettere a rischio la cooperazione sulla lotta al cambiamento climatico.

Guerra commerciale USA-Cina, a rischio la lotta al cambiamento climatico del pianeta

La guerra commerciale e le tensioni tra USA e Cina rischiano di causare dure conseguenze per il pianeta, non solamente dal punto di vista economico ma anche ecologico, compromettendo la cooperazione mondiale nella lotta al cambiamento climatico.

L’avvertimento è arrivato dal ministro degli Esteri cinese Wang Yi durante un meeting virtuale con John Kerry, l’inviato speciale per il clima nominato da Joe Biden all’indomani della vittoria alle elezioni presidenziali del 2020.

Come ha riferito il responsabile degli Affari Esteri di Pechino, gli accordi sul clima non possono essere separati dalle altre questioni che vedono contrapposti i due Paesi, come le accuse statunitensi al dragone sulle origini del Covid-19 e i possibili accordi commerciali tra l’Afghanistan e la stessa Cina.

Una dichiarazione che ha gettato benzina sul fuoco in vista dell’incontro che si svolgerà nelle prossime ore a Tianjin tra Kerry e il suo omologo Xie Zhenhua per definire le politiche da mettere in atto così da frenare l’innalzamento delle temperature, cercando di mantere quest’ultimo sotto i 2° C rispetto ai livelli pre-industriali.

Guerra commerciale USA-Cina mette a rischio la lotta al cambiamento climatico

Il resto del mondo sta osservando da spettatore interessato l’evoluzione delle trattative tra le due maggiori potenze economiche e inquinatrici del pianeta.

Infatti, secondo diversi osservatori se uno dei due Stati si sganciasse dagli impegni per una rapida decarbonizzazione, si andrebbe quasi certamente verso il disastro ecologico.

L’impegno preso dalla Cina è di centrare l’obiettivo di emissioni zero entro il 2060, mentre gli Stati Uniti hanno promesso di ridurre del 52% la produzione di gas serra entro il 2030 e raggiungere la neutralità climatica per il 2050.

Le azioni fin qui intraprese verranno valutate dalla prossima Conferenza sul clima - COP26 - organizzata dalle Nazioni Unite che si terrà a Glasgow il prossimo novembre.

Con Biden continua la crisi diplomatica Washington-Pechino

Al contrario dei vertici della Repubblica Popolare, la delegazione americana ha sostenuto in più occasioni come l’obiettivo della transizione ecologica debba restare fuori dalle altre divergenze diplomatiche che le vedono sempre più contrapposte.

Tuttavia il Governo guidato da Biden si trova ad affrontare anche diverse critiche interne, da parte soprattutto delle grandi aziende tecnologiche del Paese che stanno pagando in modo particolare la guerra dei dazi avviata da Trump e continuata, più per mancanza di alternative piuttosto che di una reale convinzione, dalla leadership democratica.

Rispetto al suo predecessore Biden ha riportato gli Stati Uniti a giocare un ruolo da protagonisti nella lotta al riscaldamento globale, ma le possibilità di confronto in questo campo non sono state sfruttate per procedere a un miglioramento delle relazioni diplomatiche, come molti si erano augurati.

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