Cina: con il “coprifuoco dei videogiochi” società pronte a investire all’estero

Riccardo Lozzi

1 Settembre 2021 - 11:00

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Il “coprifuoco dei videogiochi” attuato da Xi Jinping potrebbe far spostare all’estero gli investimenti delle società cinesi, come mostrato dal caso Tencent nell’ultimo anno.

Cina: con il “coprifuoco dei videogiochi” società pronte a investire all'estero

In Cina si sta osservando negli ultimi tempi quello che da molti viene definito come un nuovo cambiamento epocale per il Dragone. Il Governo guidato da Xi Jinping ha infatti approvato una serie di misure orientate ad una maggiore stretta normativa così da aumentare il proprio controllo sull’economia e sulla società.

In questo contesto sono emblematici gli annunci dell’aumento delle tasse nei confronti dei redditi dei super ricchi, i quali hanno portato al tonfo dei titoli del lusso in tutto il mondo, oltre al cosiddetto “coprifuoco dei videogiochi”.

Il divieto è rivolto alla popolazione minorile e impedisce di utilizzare i videogiochi online per un totale superiore a 3 ore alla settimana; i giovani utenti quindi potranno stare davanti allo schermo dalle 20 alle 21 dal venerdì alla domenica.

Una decisione giustificata da Pechino come “prevenzione dalla dipendenza dai videogiochi”, ma che potrebbe avere come altro obiettivo quello di indebolire alcune delle più importanti aziende cinesi, specializzate in questo settore e diventate troppo ricche e potenti per il regime. Quest’ultime sarebbero però pronte a spostare i propri investimenti all’estero.

Il “coprifuoco dei videogiochi” in Cina sposta gli investimenti all’estero

Di queste fa parte anche Tencent, compagnia d’investimento tra le più importanti a livello mondiale, operante nei settori di messaggistica, mass media e intrattenimento, con una fetta importante delle attività proprio nel gaming online.

Nelle ore successive alla comunicazione del nuovo divieto, il titolo di Tencent ha perso sulla borsa di Hong Kong il 10% del suo valore.

Tuttavia la holding con sede a Shenzhen può contare su altri asset che, almeno per il momento, non sono stati toccati dalle ultime strette effettuate da parte della Repubblica Popolare.

In quest’anno, infatti, Tencent ha aumentato di oltre sette volte gli investimenti in startup estere, per un totale di 34 accordi internazionali, di cui 16 riguardanti società europee. Una crescita record se rapportata al totale dei quattro siglati nello stesso lasso di tempo nel 2020.

Nel 2021 aumento degli investimenti globali per Tencent

Si stima quindi che il 25% del fatturato totale riguardante i videogiochi derivi dalle entrate realizzate in tutto il mondo. Una fetta destinata ad aumentare in seguito alle restrizioni da parte dell’esecutivo di Xi Jinping per il mercato interno.

Il modo di operare di Tencent è stato definito come “silenzioso” da parte di diversi analisti. Vale a dire che la compagnia cinese entra in maniera discreta, senza intervenire né sul marchio, né sul portfolio della società individuata, la quale può in questo modo crescere mantenendo la sua indipendenza e le proprie peculiarità.

Con l’aumento della pressione da parte del Governo cinese sul mercato interno, altre aziende potrebbero seguire l’esempio di Tencent e incrementare la propria presenza su scala internazionale.

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