Guerra Ucraina, cosa ha detto Draghi al Senato: “Le sanzioni funzionano”

Alessandro Cipolla

21/06/2022

21/06/2022 - 16:15

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Mario Draghi ha tenuto le sue comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo: “Le sanzioni funzionano, il tempo sta rivelando che queste misure sono sempre più efficaci”.

Guerra Ucraina, cosa ha detto Draghi al Senato: “Le sanzioni funzionano”

Mario Draghi ha parlato al Senato in vista del prossimo Consiglio europeo ma la sua maggioranza è nel caos. Prima dell’intervento del capo del governo, i partiti che lo sostengono non sono stati capaci di consegnare una risoluzione in merito alla questione Ucraina.

A fare da sfondo c’è la notizia dell’addio di Luigi Di Maio al Movimento 5 Stelle, con una ventina di deputati che sarebbero pronti a dare vita a un nuovo gruppo parlamentare alla Camera e una decina di senatori che potrebbero fare altrettanto a Palazzo Madama. “Preoccupato per la maggioranza? Non so, vediamo” è stato il commento dell’ex numero uno della Bce a riguardo.

In questo scenario, Mario Draghi ha provato a fare il punto della situazione alla vigilia del Consiglio europeo del 23 e 24 giugno dove la questione della guerra in Ucraina, compresa la richiesta di adesione di Kiev all’Ue, sarà ovviamente al centro del vertice.

Ucraina: cosa ha detto Draghi

In attesa di capire quale risoluzione di maggioranza sarà sottoposta al voto del Senato, Mario Draghi con lo “scissionista” Luigi Di Maio di fianco a lui ha tenuto le sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo incentrato sulla guerra in Ucraina.

La strategia dell’Italia - ha esordito Draghi - In accordo con l’Ue e il G7, si muove su due fronti, sosteniamo l’Ucraina e imponiamo sanzioni alla Russia perché Mosca cessi ostilità e accetti di sedersi al tavolo dei negoziati”.

Per il presidente del Consiglio le sanzioni imposte dall’Unione europea alla Russia “funzionano, l’Fmi prevede che inciderà per 8,5 punti di Pil sull’economia russa; il tempo sta rivelando che queste misure sono sempre più efficaci, ma i nostri canali di dialogo rimangono aperti, non smetteremo di cercare la pace, nei termini che sceglierà l’Ucraina”.

Draghi poi ha parlato della sua visita a Zelensky insieme a Scholz e Macron: “Siamo andati a Kiev per testimoniare di persona che i nostri Paesi e l’Unione sono determinati ad aiutare un popolo europeo nella lotta a difesa della democrazia e della libertà”.

Così poi sull’ingresso dell’Ucraina nell’Ue: “A Kiev ho ribadito che l’Italia vuole l’Ucraina nell’Unione europea, e vuole che abbia lo status di candidato. Il governo italiano è stato tra i primi a sostenere questa posizione in Europa e in Occidente: continueremo a farlo in ogni consesso internazionale, a partire dal prossimo Consiglio europeo. Sono consapevole che alcuni Stati membri non sono d’accordo, ma la raccomandazione della Commissione è incoraggiante e confido che si possa raggiungere l’unanimità. Il percorso da Paese candidato a stato membro è lungo, ma il segnale europeo dev’essere chiaro e coraggioso fin da subito”.

Ricercare la pace, superare la crisi: questo è il mandato ricevuto dal Parlamento, da voi. Questa è la guida della nostra azione - ha poi concluso Mario Draghi - L’Italia continuerà a lavorare con l’Ue e i partner G7 per sostenere l’Ucraina”.

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