Giovedì scorso abbiamo assistito al forte rialzo dei beni ad alto rendimento dopo che i leader della zona Euro sono «usciti alla scoperto», e hanno presentato piani concreti (?) per quanto riguarda l’enorme problema della crisi del debito della regione. La domanda è: questi (presunti) piani concreti saranno sufficienti a scansare tutti i timori degli investitori?
Uno dei temi più importanti della riunione (se non il più importante) è l’insieme dei dettagli sul secondo pacchetto di salvataggio della Grecia. Ricordiamo che il mese scorso il governo greco aveva adempiuto la sua parte del patto, ovvero fa passare un nuovo round di misure di austerità in cambio di denaro aggiuntivo.
Secondo i leader dell’Unione, la Grecia riceverà ulteriori 109 miliardi di euro dall’EFSF e circa 50 miliardi di euro dal settore privato. La nuova misura non include i 45 miliardi di euro che non sono stati rilasciati dopo il primo pacchetto greco, che ha avuto inizio lo scorso maggio. L’ utilizzo di denaro aggiuntivo è previsto per la ricapitalizzazione delle banche, il riacquisto del debito nei mercati, e il finanziamento del deficit greco.
I leader dell’UE hanno anche reso più facile per la Grecia l’acquisizione di nuovi prestiti. A quanto pare, il tasso di interesse sui prestiti del nuovo Fondo europeo per la stabilità finanziaria (EFSF) è diminuito da circa il 4,5% al solo 3,6%. Sembra che i negozi non siano gli unici ad offrire saldi di metà anno!
La Grecia non è l’unica economia cui viene proposto un tasso di interesse “da affare”. Anche prima della riunione, le preoccupazioni per le altre nazioni PIIGS avevano scosso e turbato gli euro investitori. Anche il Portogallo e l’Irlanda godranno infatti di tassi di interesse più bassi in modo da poter avere una migliore possibilità di sostenibilità del debito.
Un altro «pepita d’oro» emersa dal vertice, è l’annuncio dell’aumento della portata dell’EFSF. Invece di essere solo un salvadanaio per la regione, la EFSF ha ora il potere di intervenire sui mercati obbligazionari secondari dei paesi della zona euro ogni volta che la BCE lo riterrà necessario. La mossa non solo contribuirà ad evitare che economie come la Spagna e l’Italia siano tagliate fuori dai mercati finanziari, ma aiuterà anche alla ricapitalizzazione di banche e di altre istituzioni finanziarie della regione.
Peccato che i leader della zona euro non abbiano fornito ulteriori dettagli su questo particolare del piano. Molti analisti ritengono che i leader della zona euro avrebbe dovuto aumentare i 440 miliardi di euro del fondo quando ne hanno aumentato la portata. Dopo tutto, come può adempiere ai propri obblighi supplementari se ha a che fare con lo stesso bilancio?
Eppure, a giudicare dalla price action di euro e delle altre valute ad alto rendimento, il piano di emergenza ha nel complesso incontrato plausi e approvazione. Il rendimento delle obbligazioni greche a due anni è caduto da un mostruoso 600% fino al 27,6% in quello stesso giovedì 21 luglio! EUR / USD ha rotto anche il livello di resistenza di 1,4200 e, infine, ha chiuso la settimana vicino alla soglia di 1,4400.
L’ agenzia di rating Fitch ha salutato il piano con un downgrade temporaneo, dicendo che il nuovo pacchetto della Grecia implica uno scambio debito che comporterebbe il 20% di perdita del valore netto attuale per i detentori del debito pubblico greco. Anche se il downgrade è solo un bene, almeno fino a quando la Grecia potrà emettere nuove obbligazioni di ricollocamento, la mossa è sufficiente perchè gli investitori siano indotti a temere che altre agenzie di rating come Moody e S & P possano seguire l’esempio di Fitch.
Altre critiche del piano riguardano l’onere aggiuntivo dei fondi di salvataggio per i contribuenti, così come la posizione del Presidente della BCE Trichet e della sua banda, che sembra stiano solo prendendo a calci i barattoli lungo la strada. Insomma, che garanzia abbiamo che dando accesso a ulteriori debiti si possano realmente risollevare le già finanziariamente difficili economie di Grecia, Irlanda e Portogallo?
Forse ne sapremo di più sui dettagli del piano di emergenza quando i leader della zona euro si incontreranno, per altre due volte, la prossima settimana. Ci chiediamo, i leader dell’EZ hanno previsto e pianificato abbastanza per risolvere i problemi del debito della regione, o stanno semplicemente ritardando il problema?