Governo Draghi, che fa il centrodestra? Le posizioni di Salvini, Meloni e Berlusconi

Riccardo Lozzi

3 Febbraio 2021 - 11:42

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Un Governo guidato da Draghi potrebbe mettere a rischio l’unità del centrodestra. Le posizioni di Salvini, Meloni e Berlusconi sull’esecutivo tecnico chiesto da Mattarella.

Governo Draghi, che fa il centrodestra? Le posizioni di Salvini, Meloni e Berlusconi

Le aperture di Berlusconi, Salvini possibilista e senza veti sui nomi e Meloni pronta a un’opposizione costruttiva per il bene della nazione. Queste sono in estrema sintesi le posizioni dei tre alleati di centrodestra rispetto a un Governo tecnico guidato da Mario Draghi.

Chi si trova in una posizione inaspettatamente moderata è il leader della Lega, il quale immediatamente dopo l’appello di Mattarella ha pubblicato un tweet in cui sottolineava che, come da Articolo 1 della Costituzione, la sovranità appartiene al popolo. Un post letto come chiaro riferimento alla prospettiva di elezioni anticipate.

Tuttavia, Matteo Salvini si dice pronto nel frattempo a sostenere, a differenza di altri senza nessun pregiudizio, un esecutivo nominato da Mattarella che riesca nei mesi prima delle urne a fare le cose utili per il Paese.

Il senatore del Carroccio ribadisce come la compattezza del centrodestra, nonostante le ricostruzioni fantasiose che si leggono sui giornali, abbia aiutato l’Italia a “liberarsi di Conte e della Azzolina”, sostenendo come la coalizione manterrà la propria unità anche nei prossimi passaggi.

Governo Draghi: le posizioni di Salvini, Meloni e Berlusconi

Salvini ai microfoni di Omnibus ha dichiarato come gli siano cascate le braccia alle parole di Mattarella sui rischi sanitari del voto, affermando ancora una volta che nei prossimi mesi sono previste le consultazioni elettorali in molti Stati europei, oltre alle amministrative in Italia.

L’unico punto su cui l’ex ministro dell’Interno appare leggermente più dubbioso è la posizione di Fratelli d’Italia sulla possibilità di accompagnare il Paese alle elezioni con un Governo in grado di realizzare le riforme necessarie in questo momento, poiché “anche in tre mesi si può fare tanto”.

Sulla Meloni, quindi, Salvini glissa con una battuta (“non sono il suo esegeta”), ma proprio la deputata romana potrebbe essere il maggiore ostacolo alla sua strategia.

Giorgia Meloni, infatti, pare intenzionata a capitalizzare al massimo i sondaggi che registrano per il suo partito una crescita vertiginosa dalle politiche del 2018 a oggi, e sembra vedere con sospetto la possibilità della nascita di un nuovo esecutivo guidato da una personalità forte come quella di Draghi, seppur con una scadenza.

Unità del centrodestra a rischio?

Chi invece si troverebbe più in difficoltà nel non raccogliere l’invito del Capo dello Stato è Silvio Berlusconi, il quale aveva indicato lo stesso Draghi nel 2011 come presidente della Banca Centrale Europea, nutrendo sempre grande stima per l’economista romano.

Alcuni esponenti di spicco di Forza Italia sembrano essere più possibilisti nelle loro dichiarazioni. Tra questi Mara Carfagna, che sostiene il bisogno di una “riflessione profonda” al riguardo e Renato Brunetta, da sempre uno dei più favorevoli a una coalizione Ursula.

Giovanni Toti, governatore della Liguria e leader di Cambiamo, che conta su tre seggi al Senato, ha invece dato immediatamente la disponibilità, esortando l’intero centrodestra a rispondere presente alla “chiamata della Repubblica”.

Una lettura diversa la dà Giuseppe Conte, il quale ha accusato Renzi di aver trovato un accordo con Salvini e Berlusconi per la formazione di un nuovo esecutivo in grado di affossarlo.

Infine, con il Movimento 5 Stelle a rischio spaccatura su Draghi, alcuni grillini potrebbero passare al nuovo gruppo fondato da Emilio Carelli. L’ex giornalista Mediaset si è detto pronto ad accogliere nuovi fuori usciti che non si riconoscono più nelle posizioni dei pentastellati e sono pronti a collocarsi nell’area di centrodestra.

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