Il governo Conte può cadere? Perché la mossa di Renzi “puzza” molto di bluff

Alessandro Cipolla

11 Dicembre 2020 - 09:36

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In caso di fine del governo Conte, le elezioni anticipate appaiono inevitabili specie ora che è pronta la modifica alla legge elettorale a seguito del referendum: ecco perchè l’ultimatum di Matteo Renzi appare poco credibile, visto che con il voto finirebbe dalla panchina alla tribuna nella partita del Recovery Fund.

Il governo Conte può cadere? Perché la mossa di Renzi “puzza” molto di bluff

Questa volta Matteo Renzi appare essere intenzionato ad andare fino in fondo, tanto da ripeterlo da giorni in ogni luogo: da quello istituzionale del Senato fino a quelli mediatici delle TV e dei social.

L’ultimatum a Giuseppe Conte è chiaro: o ascolta le richieste in materia di governance del Recovery Fund, oppure Italia Viva non voterà la legge di Bilancio e un attimo dopo ritirerà i suoi ministri e sottosegretari aprendo così di fatto una crisi di governo.

La partita non è di poco conto, visto che in ballo ci sono i 209 miliardi in arrivo dall’Europa che saranno utilizzati tramite un Recovery Plan che l’Italia a febbraio si è impegnata a consegnare a Bruxelles.

Ma come saranno utilizzati questi soldi e soprattutto chi li gestirà? Secondo l’accusa di Matteo Renzi, la cabina di regia politica (dove non ci sarebbe nessun esponente di Italia Viva) e la task force dei sei manager, rischiano di scavalcare quelli che sono i compiti dei vari ministri e del Parlamento.

Accuse queste respinte al mittente da Conte che ha assicurato una collegialità nelle decisioni da prendere. Parole queste che di certo non hanno rassicurato Renzi, che così continua a minacciare una crisi.

Ma quanto è alto il rischio che questo secondo governo Conte possa cadere? Come fatto capire anche del potente esponente del PD Goffredo Bettini sulle colonne del Corriere, se questo esecutivo dovesse implodere le “elezioni sarebbero inevitabili”. Visti i recenti sondaggi, per Renzi questo scenario sarebbe da film horror.

Renzi e la crisi di governo

Notizia recente è che le commissioni Affari costituzionali di Camera e Senato hanno approvato il decreto legislativo che ridisegna i collegi elettorali del Rosatellum, passaggio obbligato questo dopo la sforbiciata del numero dei parlamentari che entrerà in vigore dalla prossima legislatura a seguito del referendum.

Adesso manca dunque solo l’approvazione da parte del governo e la pubblicazione in Gazzetta, dopo di che l’Italia avrà di nuovo una legge elettorale applicabile in caso di elezioni politiche anticipate.

Fino al prossimo 3 agosto, quando scatterà il semestre bianco, il Presidente Sergio Mattarella potrà di conseguenza sciogliere le Camere senza il rischio che non ci sia una legge elettorale in vigore con cui votare.

Se quindi Matteo Renzi fosse realmente intenzionato a fare cadere il governo, le elezioni anticipate appaiono come lo scenario più probabile visto che manca un’alternativa credibile e reale a questa maggioranza.

Il Quirinale considerato il periodo più che delicato, potrebbe avallare la formazione di un terzo governo in questa legislatura soltanto in caso di una nuova chiara maggioranza.

A riguardo da tempo si parla di un possibile governo guidato da Mario Draghi, ma senza precise garanzie di stabilità che al momento non ci sarebbero, l’ex numero uno della BCE difficilmente accetterebbe questo salto nel buio.

L’incubo elezioni anticipate

Far cadere in questo momento il governo per Matteo Renzi sarebbe un grande azzardo sotto ogni punto di vista. Per prima cosa si getterebbe il Paese in una sorta di caos politico nel pieno di una pandemia e di una crisi economica senza precedenti.

Andare al voto poi per Italia Viva, che stando ai sondaggi ballerebbe intorno alla soglia di sbarramento del 3%, sarebbe un forte rischio: visto che difficilmente ci potrà essere una alleanza alle urne con il PD, bene che vada i renziani porterebbero in Parlamento una manciata di deputati e senatori.

Una prospettiva che potrebbe non entusiasmare troppo gli attuali parlamentari di Italia Viva: che senso avrebbe abbandonare con due anni di anticipo il governo e lo scranno in Parlamento, con la fondata prospettiva poi di non essere rieletti?

Con un ritorno alle urne, si andrebbe a regalare il Paese a Matteo Salvini con il risultato che sarebbe poi il centrodestra a gestire i fondi del Recovery Fund, una torta da 209 miliardi che rappresenta una sorta di cometa di Halley per il nostro Paese.

I soliti maligni sussurrano che questo nuovo ultimatum di Matteo Renzi a Giuseppe Conte, sia sostanzialmente dettato dalla disperata ricerca di visibilità mediatica e dalla speranza di poter aumentare il peso di Italia Viva nella gestione del Recovery Fund.

L’obiettivo di fondo del senatore di Rignano potrebbe così essere quello di un rimpasto di governo dove potrebbe entrare come ministro, a meno che Renzi non abbia già pronta una maggioranza alternativa a quella attuale e un premier di assoluto spessore per sostituire Conte, uno scenario questo che però al momento appare fortemente improbabile.

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