Giuseppe Conte: “Con il lockdown è cresciuta la mia popolarità”

In un’intervista rilasciata all’emittente spagnola NIUS, Giuseppe Conte parla della sua popolarità “cresciuta dopo il lockdown” e invita i paesi frugali a “prendersi insieme un tiramisù”.

Giuseppe Conte: “Con il lockdown è cresciuta la mia popolarità”

I sondaggi continuano a confermare la popolarità di Giuseppe Conte nell’elettorato italiano, con un gradimento del 55%. Proprio rispetto a questo, insieme anche ad altri temi di politica italiana ed europea, il Presidente del Consiglio è intervenuto in un’intervista rilasciata all’emittente digitale spagnola NIUS.

Spiccano le rivelazioni del suo rapporto con Matteo Salvini e la nascita della maggioranza giallo-rossa, il suo stato d’animo sull’inchiesta di Bergamo, le trattative con gli altri Paesi europei per l’attivazione del Recovery Fund, la posizione sul MES e i suoi piani personali futuri.

Riguardo alla sua popolarità Conte ha dichiarato: “Sicuramente è cresciuta con il lockdown, durante il quale le persone hanno rispettato le indicazioni fornite dal governo e hanno seguito gli appuntamenti in cui parlavo della situazione epidemiologica e delle misure che dovevano essere prese”.

Il premier continua sull’argomento, sostenendo che: “La fiducia tra governo e cittadini è legata anche al fatto che i cittadini stesso hanno rispettato le regole e hanno dato prova di grande responsabilità, coraggio e determinazione. Al tempo stesso è aumentato il senso di appartenenza alla stessa comunità. Sono molto orgoglioso di essere il presidente del popolo italiano”.

L’invito di Giuseppe Conte ai paesi frugali: “Prendiamoci un tiramisù insieme”

Conte svela anche al quotidiano iberico che: “Abbassare l’IVA è un’opzione, ma è molto costosa. Stiamo lavorando però a ridurla per i pagamenti digitali, offrendo uno sconto a chi paga con la carta. In questo modo riusciremo a recuperare una parte dell’economia sommersa e se tutti pagano le tasse, possiamo cominciare a pagarle tutti meno”.

Riguardo all’utilizzo del MES il nostro primo ministro rimanda il discorso a “quando si sarà conclusa la negoziazione con gli altri paesi europei. A quel punto avremmo tutti gli elementi per andare in Parlamento con una proposta chiara. Il MES non è un tabù, ma non è neanche la soluzione a tutti i nostri problemi”.

Il premier nega quindi la possibilità di un rimpasto di governo dopo le elezioni regionali e sulla creazione di un proprio partito: “Non lavoro per il mio futuro. Per me è un onore svolgere l’incarico di presidente e lo farò con disciplina ed onore fino all’ultimo. Non sto lavorando alla creazione di un partito”.

Alla fine delle varie dichiarazioni Giuseppe Conte si lascia andare ad una battuta per convincere i paesi frugali ad accettare la creazione di Bond europei, proponendogli scherzosamente di “mangiare insieme un tiramisù, così tiriamo su noi stessi e l’Europa”.

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