Finanziamenti start up in Italia: ecco cosa fare per avviare un’attività di successo

Le start up innovative in Italia sono un fenomeno sempre più diffuso. Come trovare finanziamenti e quali sono gli errori da evitare per avviare una start up di successo?

Le start up in Italia sono un fenomeno sempre più diffuso e interessante, eppure l’aspetto legato ai finanziamenti è ancora critico.

Come finanziare una start up? A chi rivolgersi e quali sono i primi passi da fare? Ecco delle indicazioni per coloro che vogliono lanciarsi in una nuova avventura imprenditoriale.

Finanziamenti start up: consultare il portale Italia start up

Chi ha deciso di investire in una start up e ha bisogno di finanziamenti non può non conoscere Italia start up, l’associazione che rappresenta l’ecosistema delle startup italiane, che ha battuto sul tempo il portale con le informazioni sui finanziamenti pubblici, che dovrebbe essere presentato dal Ministero dello Sviluppo Economico.

In seguito alla legge sull’Investment Compact è previsto che tali notizie siano facilmente consultabili da tutte le aziende quindi anche da chi vuole creare una start up. Un diritto promosso soprattutto grazie al Movimento 5 stelle.

Il portale Italia Start up, pur con sostanziali differenze rispetto al futuro portale pubblico, offre già dati aggiornati quotidianamente sulla concessione di fondi in ogni Regione ed anche notizie sui fondi nazionali ed europei.

Imparare dagli errori degli altri

Errare è umano ma perseverare è diabolico. Quando si avvia una start up è meglio non ripetere gli errori che qualcun altro ha già fatto prima di noi. Ma come si fa a sapere quali sono?

Semplice. C’è un sito dal nome poco rassicurante ma molto utile: Autopsy.io che analizza le start up che hanno fallito nell’intento di affermarsi con prodotti innovativi.

D’altronde chi si avvicina al mondo delle start up deve essere consapevole del fatto che non sta affrontando un percorso facile.

Un rischio elevato, tuttavia, a volte è premiato. Pensiamo a Jim Breyer che ha scommesso dall’inizio su Facebook, acquisendo la più elevata quota di azioni dopo Zuckerberg. Una cifra spesa bene all’inizio se è vero che gli è fruttata 100 volte tanto.

Un esempio: Yoox

Le 11 migliori startup italiane: è questo l’argomento che ha attratto l’attenzione del Business Insider verso l’Italia. L’autorevole sito d’origine americana, presente sul web anche con una versione inglese, ha infatti voluto stilare una classifica delle 11 migliori start up italiane. Al primo posto troviamo Yoox, che esiste già dal 2000. Un esempio, dunque, di start up di successo.

Si tratta infatti di un esperimento precoce di e-commerce ben riuscito, che, negli anni, è arrivato a vendere i prodotti della moda italiana in ben 100 Paesi del mondo.

Qual è il segreto dell’azienda, prossima alla fusione con Net-A-Porter, in realtà già annunciata dal fondatore Marchetti? Il numero uno ha dichiarato:

«Non mi sono mai sentito arrivato mi sento sempre all’inizio».

Questo è sicuramente lo spirito giusto per approcciare ad un settore tanto complesso e ambiguo.

Finanziamenti start up: occhio ai grandi finanziatori italiani

E’ del 25 giugno scorso la notizia, che interessa il settore moda, del finanziamento di 500 milioni di euro stipulato da Intesa San Paolo e Sistema Moda Italia con l’obiettivo di penetrare sempre più il mercato estero.

Fra gli scopi dell’accordo c’è quello di offrire un punto d’incontro digitale tra imprese e start up tramite Tech Marketplace e di sfruttare l’Expo 2015 per far incontrare aziende italiane e straniere del settore.

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