Expomove e la collaborazione con il Commonwealth Club di Roma per una nuova idea di mobilità

26 ottobre 2020 - 19:15 |

Il rapporto tra mobilità sostenibile e azione del Commonwealth tra i temi al centro del Festival della Diplomazia 2020

Expomove e la collaborazione con il Commonwealth Club di Roma per una nuova idea di mobilità

Durante i lavori del Festival della Diplomazia 2020, che quest’anno si svolge in modalità online a causa della pandemia sanitaria e che vede trattare numerosi temi attraverso 80 eventi in programma, uno spazio importante è stato dedicato al rapporto tra mobilità sostenibile e azione del Commonwealth.

Al dibattito hanno partecipato Edward Mura, chairman del Commonwealth Club of Rome e Antonio Ferro, presidente di “Expomove”, l’evento fieristico e convegnistico che analizza le nuove opportunità della mobilità elettrica e sostenibile.

Ferro ha spiegato come i vecchi modelli della mobilità non siano più adatti allo scenario attuale e come questo principio valga per tutti i Paesi:

“I vecchi modelli della mobilità non sono più adatti alla nostra attualità e ciò è evidente sia nei Paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo. Per il nostro evento abbiamo scelto Firenze per una serie di ragioni, ma soprattutto perché è una città al centro dell’Italia, che sta sviluppando politiche sostenibili, in termini di mobilità, molto avanzate. Quest’anno dovevamo svolgere la seconda edizione ma a causa della pandemia abbiamo rimandato i lavori al 2021”.

In rapporto alla mobilità sostenibile della nostra attualità, Ferro ha quindi ribadito l’obbligo di ripensare l’intero assetto:

“Abbiamo il dovere di rivedere i modelli della mobilità pubblica e privata. Dobbiamo pensare che in Norvegia le auto che si comprano sono quasi tutte elettriche, un mercato che si sta incrementando, e iniziano a essere in commercio anche gli autobus elettrici. L’anno prossimo a Firenze porteremo anche delle barche elettriche e le ultime idee in tema di innovazione ecologica. Tale approccio vogliamo mostrarlo, come un contenitore, a tutti i soggetti pubblici e privati”.

Smart mobility: un’analisi globale delle opportunità

L’evento è sostenuto e promosso anche dal Commonwealth Club of Rome, perché il focus vuole sviluppare una visione e un’analisi su tutte le opportunità di cooperazione provenienti dal mondo.

Il Commonwealth rappresenta 54 Paesi, un contenitore dove possono interfacciarsi sia Paesi sviluppatissimi e avanzati, anche in termini di sostenibilità e mobilità, ma anche Paesi in via di sviluppo che stanno intraprendendo e implementando nuove politiche cittadine, di mobilità, e che necessitano della collaborazione e l’aiuto innovativo nell’intraprendere proposte adatte all’ambiente e al rispetto dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Edward Mura, del Commonwealth Club di Roma, ha ricordato i notevoli passi in avanti già fatti negli ultimi anni:

“Già nel 2019 abbiamo presentato gli enormi progressi in tema di sostenibilità e mobilità provenienti da India e Australia, descrivendo la situazione di questi paesi per comprendere le migliori pratiche che possiamo apprendere e imitare. Un mondo che sta cambiando velocemente anche in rapporto alla distribuzione e alla commercializzazione. Un percorso che bisogna accelerare e vi sono tutte le premesse per poter crescere con tali principi”.

La collaborazione con il Commonwealth è importante per dare risalto alle migliori idee innovative che provengono dal mondo e dare visibilità alla ricerca scientifica proveniente dai Paesi del Commonwealth. Il problema della mobilità è un problema complesso che necessita di studi e approfondimenti e non è solo l’auto il tema centrale di tale dibattito.

Mettendo insieme una giusta combinazione di servizi pubblici, mezzi per l’ultimo miglio, la sharing mobility, con lo sviluppo del car sharing, bike sharing, scootersharing, carpoolin, ridesharing e lavorando sulle le smart city e sull’innovazione digitale può variare l’idea stessa di mobilità pubblica e privata.

Nelle cinque aree della fiera di Expomove grande risalto è dato alla tecnologia, all’innovazione e alle prospettive del 5G anche nel mondo della mobilità contemporanea. Tematiche che interessano il mondo del Commonwealth. Il Ruanda ospiterà la prossima riunione dei leader di governo del Commonwealth. Il meeting internazionale doveva svolgersi a Kigali nel giugno 2020 ma è stata rinviato a causa delle problematiche legate alla pandemia sanitaria.

Prossima tappa Ruanda per le sfide del futuro

Durante i prossimi lavori di Kigali, come ribadito dal presidente del Ruanda, Paul Kagame e dal segretario generale del Commonwealth Patricia Scotland, l’evento sarà un’occasione importante per deliberare sulle enorme sfide del futuro in rapporto alle nuove visioni tecnologiche, ecologiche ed economiche con al centro il contributo dei giovani che devono affrontare tale sfide con nuove idee e proposte, un’urgenza che vede nell’emergere della pandemia sanitaria una nuova accelerazione verso nuove idee di mobilità:

“Il Ruanda non vede l’ora di accogliere tutti i delegati e i partecipanti per il prossimo anno e svolgere un incontro sicuro e produttivo, pronto ad affrontare la sfida della sostenibilità”,

ha recentemente dichiarato il presidente del Ruanda, Paul Kagame.

Prospettive che vedono un protagonismo importante anche per l’Italia attraverso il prossimo vertice sul clima, il Cop26 e la collaborazione tra Italia e Regno Unito. D’altronde, Italia e Regno Unito (la casa madre del Commonwealth) già cooperano da tempo per ribadire l’importanza di un’azione sul clima a livello mondiale, svolgendo un ruolo attivo nel fare adottare dall’Unione Europea impegni concreti sul clima.

Entrambi i Paesi sono membri attivi della High Ambition Coalition ed hanno sottoscritto la dichiarazione sul rafforzamento delle ambizioni climatiche in occasione della Cop24. Le tematiche dello sviluppo sostenibile e della tutela ambientale possono rappresentare una nuova sinergia diplomatica e di cooperazione tra le due realtà, coinvolgendo tutto il circuito del Commonwealth che in Italia è rappresentato dal Club di Roma.

Un fiorire di idee che, grazie al Festival della Diplomazia del 2020, ha visto ulteriormente crescere con l’approfondimento dedicato ai lavori di Expomove che si svolgeranno l’anno prossimo a Firenze, pandemia permettendo.

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