Evasione, carcere sopra i 100 mila euro confermato

Carcere per i grandi evasori, il Consiglio dei Ministri approva la misura proposta dal Ministro Bonafede: prevede la pena detentiva da quattro a otto anni per chi evade oltre i 100 mila euro. I dettagli del vertice di Governo.

Evasione, carcere sopra i 100 mila euro confermato

Un piccolo passo del nuovo Governo verso la stretta all’evasione fiscale: il carcere per chi evade oltre i 100 mila euro è realtà, le altre misure anti-evasione invece sono state rimandate.

Dopo ore di discussione a Palazzo Chigi, il vertice di ieri si è concluso con l’approvazione della proposta del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, non senza polemiche da parte dell’opposizone.

Adesso la soglia di punibilità per la dichiarazione fraudolenta viene abbassata da 150 mila euro a 100 mila euro, pena la detenzione in carcere da quattro a otto anni. Al carcere si aggiunge anche la confisca dei beni dell’evasore, anche per un valore superiore alla somma evasa, come accade per i reati di stampo mafioso.

Tra i contrari invece Italia Viva di Renzi e tutto il Centro destra.

Evasione fiscale: carcere oltre i 100 mila euro evasi

Approvata in Consiglio dei Ministri la proposta del Ministro Bonafede contro i grandi evasori: carcere per chi evade oltre 100 mila euro.

Prima di questa riforma per i delitto di dichiarazione infedele il carcere scattava da 150 mila euro in poi di tasse evase; con l’abbassamento della soglia di punibilità invece la pena detentiva scatta 50 mila euro prima, allargando notevolmente la platea di evasori compresi.

La proposta di Bonafede ha ottenuto il pieno appoggio del Primo Ministro Conte e si inserisce nell’ambito di una manovra finanziaria all’insegna del pugno di ferro contro l’evasione fiscale; le altre misure però sono state rimandate: il potenziamento della fattura elettronica, l’azzeramento dei costi di commissione e le multe per i commercianti che non utilizzano il pos saltano a metà 2020.

La stratta contro gli evasori fiscali viene attuata anche attraverso l’allungamento dei termini di prescrizione dei reati tributari, consentendo al Fisco più tempo per perseguire e punire chi non paga le tasse.

Cosa rischiano i grandi evasori?

La proposta di Bonafede rivede il dettato dell’articolo 4 della Legge sui reati tributari introdotta dal D.lgs. numero 74 del 10 marzo 2000; qui si prevede la pena detentiva da uno a tre anni per chi indica nelle dichiarazione annuali dei redditi cifre che si discostano dalla realtà di almeno 150 mila euro.

Da ora in poi chi evade dai 100 mila euro in su rischia il carcere da quattro a otto anni e la pena accessoria della confisca dei beni, come avviene per i beni mobili e immobili provenienti da reati di stampo mafioso.

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