Euro zona, crisi debito: successi e fallimenti. Grecia: caso speciale

Nadia Fusar Poli

7 Settembre 2011 - 16:25

Euro zona, crisi debito: successi e fallimenti. Grecia: caso speciale

ZONA EURO, CRISI DEBITO - La strategia della zona euro per affrontare la crisi del debito sovrano sta agendo fuori dalla Grecia, e trasferimenti permanenti all’interno del blocco monetario non saranno mai necessari. Queste le parole del capo del fondo di salvataggio della zona euro pronunciate Mercoledì.
«Il peggio è passato in Irlanda», che è una «storia di successo», ha detto Klaus Regling, direttore generale del Fondo europeo di stabilità finanziaria, in una conferenza. «Il paese è probabile che sarà presto in grado di tornare ai mercati come previsto se continua con le sue riforme», ha poi aggiunto.
«Anche il Portogallo sta facendo progressi sul piano delle riforme, mentre l’Italia e la Spagna hanno preso»decisioni dolorose«e sono molto attivi, ha proseguito».
La Grecia invece è un «caso speciale», e la strategia della zona euro fatica a farsi largo e a radicarsi. Un secondo programma di aiuto greco «dipende dall’azione che veràà messa in campo dalla Grecia».
Regling ha insistito che non ci sono ancora stati permanenti trasferimenti di fondi all’interno della zona euro, aggiungendo che è improbabile che possano mai concretizzarsi.
«A mio parere non ci sarà mai il trasferimento permanente nell’unione monetaria ... da nord a sud,» ha detto il capo tedesco dell’ EFSF. «Non credo che questi saranno politicamente accettabili ... o economicamente necessari».
La riforma della zona euro sarebbe più facile se le decisioni fossero prese da un ministro europeo delle finanze, ha detto Regling . Ma ha aggiunto che la creazione di una tale posizione richiederebbe tempo. «Sono tutti favorevoli a iniziare questo processo».
L’ EFSF è stato istituito sulla scia della crisi del debito sovrano per concedere prestiti al fine di stabilizzare la zona della moneta unica, in associazione con l’Unione europea e il Fondo Monetario Internazionale. Il suo ruolo verrà presto ampliato per rendere possibile l’acquisto di titoli di stato sul mercato secondario a condizioni rigorose, in linea con le misure concordate dai leader della zona euro al vertice del 21 luglio.