Emergenza Libia, 500 mila bambini a rischio violenze

Si aggrava la situazione in Libia dove aumenta il numero di morti e feriti. Tanti i bambini in fuga dalle zone calde rischiano gravi vilazioni

Emergenza Libia, 500 mila bambini a rischio violenze

240 morti, di questi 75 bambini, 42 donne decedute dopo gli stupri subiti, 17 medici e infermieri. Salgono invece a 1.400 i feriti, 300 sono minori.

Sono i numeri degli scontri in Libia. Un bilancio che continua a salire, giorno dopo giorno, come riferisce all’ANSA Foad Aodi, presidente dell’Associazione medici di origine straniera in Italia e consigliere dell’Ordine dei medici di Roma.

L’emergenza in Libia interessa 500 mila bambini

Si aggrava il numero delle vittime degli scontri in Libia. Molte di queste sono bambini. Si aggira intorno ai 500 mila il numero dei minori, che rischiano di rimanere coinvolti nelle violenze che, ormai da tempo, stanno interessando la parte occidentale del Paese nordafricano.

A parlare di una vera e propria emergenza umanitaria, in una dichiarazione congiunta, sono stati il direttore generale dell’Unicef, Henrietta Fore, e il rappresentante speciale del Segretario generale dell’Onu per i bambini e i conflitti armati, Virginia Gamba.

“Un numero crescente di bambini è a rischio imminente di ferite o morte a causa dell’escalation dei combattimenti – i peggiori degli ultimi anni – a Tripoli e dintorni. Ricordiamo l’obbligo di proteggere i bambini in ogni momento, nel pieno rispetto del diritto internazionale. Uccidere, ferire e reclutare bambini, gli attacchi su strutture scolastiche, mediche e idriche sono tutte gravi violazioni dei diritti dei bambini e devono cessare immediatamente”.

Le portavoce delle due organizzazioni ricordano che è in continua crescita anche il numero dei piccoli sfollati e dei minori che hanno bisogno di essere ancora evacuati. Attualmente sono 1.800 quelli che dovrebbero essere portati via, con urgenza, dalle proprie abitazioni, situate nelle zone più calde dei combattimenti. 7.300 sono già stati allontanati dalle proprie case. Numeri questi destinati ancora a salire. I minorenni non accompagnati possono essere vittime di gravi violazioni, tra cui il reclutamento, la violenza sessuale o il rapimento.

A chiedere stabilità e pace per il Paese è stato anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel corso di un colloquio telefonico con Khalifa Haftar.

“Il presidente ha riconosciuto il significativo ruolo di Haftar nel combattere il terrorismo, e i due hanno discusso una visione comune per la transizione della Libia verso un sistema politico stabile e democratico”,

il commento della Casa Bianca subito dopo la telefonata. La questione Libia è stata al centro di un incontro bilaterale Italia-Francia, svoltosi oggi alla Farnesina per rafforzare la coesione sull’argomento. Il ministro degli Esteri francesi Jean-Yves Le Drian ne ha discusso con il collega Enzo Moavero.

Entrambi sono consapevoli della necessità di bloccare la crescente ondata di violenze, ma non credono che un intervento militare possa essere la soluzione. Per i due ministri solo con il dialogo politico si potrà arrivare alle elezioni. Jean-Yves Le Drian ha però sottolineato che

“la crisi in Libia può diventare molto pericolosa, quindi è importante mettere un punto”.

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Argomenti:

Libia Guerra ONU

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