Libia, Conte: “Alto rischio crisi umanitaria”. Ma per Salvini i porti restano chiusi

Giuseppe Conte ha detto che il rischio di una crisi umanitaria in Libia è sempre più concreto. Cosa farà il governo italiano?

Libia, Conte: “Alto rischio crisi umanitaria”. Ma per Salvini i porti restano chiusi

Rischio crisi umanitaria in Libia. Con l’ultimo, spiazzante bilancio delle morti causate dalla guerra civile - 225 vittime - il presidente del Consiglio Giuseppe Conte afferma che, ormai, “il rischio di crisi umanitaria è concreto”. Ma il ministro dell’Interno Matteo Salvini persegue la linea dura, che a Porta a Porta ripete: “Ci sono dei sicuri terroristi pronti a partire in direzione Italia”.

Libia, il bilancio delle vittime

Sono 225 i morti causati finora dalla crisi libica. Di questi, 70 vittime sono minorenni. A rivelarlo alla stampa è stato Foad Aodi, presidente dell’Amsi (Associazione medici di origine straniera in Italia) e Consigliere dell’Ordine dei medici di Roma. Cifre confermate dalla World Health Organization. Il medico descrive un quadro desolante: i militari di Haftar perpetrano violenze sulla popolazione e non si fermano davanti a nulla.

“Tra le vittime, continua Aodi, ci sono anche 40 donne morte in seguito a violenza sessuale e 15 professionisti della sanità”. Ma il bilancio potrebbe aggravarsi in fretta, perché sono “1.200 i feriti, di cui 500 gravi, e 26.000 gli sfollati”. Peggiorano anche le condizioni degli ospedali, in cui “manca praticamente tutto”. Inoltre, “l’acqua è molto sporca e il rischio epidemie è elevatissimo”. Come se non bastasse, il generale Haftar si sta ormai preparando all’attacco finale a Tripoli.

Conte: rischio crisi umanitaria concreto

L’Italia cerca ancora il suo ruolo. Giuseppe Conte ha espresso “forte preoccupazione” per la situazione in Libia e per la nuova ondata migratoria che potrebbe derivarne. Il presidente del Consiglio ha comunque escluso, almeno per il momento, qualsiasi potenziale infiltrazione terroristica.

“Al di là delle cifre circolate nei giorni scorsi, anche a fini propagandistici, dalle informazioni in nostro possesso non emerge allo stato un quadro di imminente pericolo”,

ha detto Conte. Il rischio di terrorismo potrebbe però crescere in caso di duratura “situazione di caos e violenze”. Quanto a un eventuale intervento armato, Conte giudica assenti gli “interessi economici o geopolitici” che lo giustificherebbero.

Il vicepremier Matteo Salvini dà invece ormai per certa la presenza di potenziali terroristi, e da Bruno Vespa afferma: “Chi dice ‘porti aperti’ fa il male dell’Italia e dell’Europa”. Una tesi smentita, però, dalla ministra della Difesa Elisabetta Trenta, per la quale i migranti libici sarebbero profughi di guerra e come tali andrebbero trattati.

Sospesi accordi bilaterali fra Libia e Francia

Ma non solo il governo italiano è diviso sulla questione libica. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha respinto una bozza di risoluzione proprio stasera, con la bocciatura di Guinea Equatoriale, Costa d’Avorio, Sudafrica e Russia. Putin, come del resto Macron, si è opposto all’attribuzione di responsabilità al generale Haftar.

Parigi ha smentito tutte le accuse riguardo al sostegno alla Cirenaica, ma il presidente al-Sarraj ha interrotto ogni accordo bilaterale sulla sicurezza fra il ministro degli Interni libico e quello francese. Il governo della Libia ha emesso mandati di cattura per Khalifa Haftar e sei dei suoi collaboratori.

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