Elezioni europee -25 giorni: cosa dicono i titoli spagnoli?

All’indomani delle elezioni in Spagna i mercati hanno reagito con razionalità. Secondo i sondaggi, però, le elezioni europee di maggio potrebbero aprire le porte del Parlamento europeo al partito Vox guidato dal leader Santiago Abascal per la prima volta nella sua storia

Elezioni europee -25 giorni: cosa dicono i titoli spagnoli?

Le elezioni in Spagna di domenica 28 aprile si sono concluse con la vittoria del partito socialista del premier uscente Pedro Sanchez.

Sebbene i socialisti di Pedro Sanchez abbiano ottenuto la vittoria non sono riusciti a ottenere la maggioranza in Parlamento. L’altro evento che ha fatto notizia in Europa è stato lo storico ingresso nel Parlamento spagnolo di una forza politica di ultradestra, il partito Vox.

L’avanzata delle ultra destre minaccia le elezioni europee

La Spagna era rimasta l’unica democrazia europea a non avere all’interno del suo Parlamento rappresentanti delle ali più radicali dell’ultra destra. Questo fatto aumenta i segnali generati nei diversi Paesi europei (Italia compresa) dove il rischio che nelle prossime elezioni europee le destre estreme ed antieuropeiste possano conquistare sempre più peso nel Parlamento di Strasburgo (Elezioni europee: euroscettici al comando, Salvini nuovo leader).

Il peso della Spagna

Ricordiamo che la Spagna è il quarto Paese più rappresentato nel Parlamento europeo alle spalle di Germania, Francia e Italia. Nei prossimi cinque anni (2019-2024) i parlamentari spagnoli che dovrebbero sedere a Strasburgo e Bruxelles saranno circa 59 (5 in più rispetto all’attuale composizione).

Secondo le proiezioni di Amundi questa di maggio 2019 dovrebbe essere la tornata delle elezioni europee nel quale il partito Vox guidato dal leader Santiago Abascal avrà la chance di entrare per la prima volta nella storia nel Parlamento del Vecchio Continente andando ad affiancare la folta schiera di partiti euroscettici già presenti fra cui un ruolo di primo piano è giocato dalla Lega di Matteo Salvini.

Cosa dicono i titoli Spagnoli?

All’indomani del voto in Spagna il mercato azionario di Madrid non ha registrato grandi scossoni. L’indice Ibex 35 ha chiuso la seduta di lunedì 29 aprile in moderato rialzo con un +0,12% che ha portato le quotazioni del paniere a 9.517,20 punti.

Il principale indice spagnolo da inizio anno segna una performance positiva di circa 11,7 punti, fra le peggiori all’interno dei mercati del Vecchio Continente. Solo il FTSE 100 di Londra ha fatto di meno, ma in valuta locale. A parità di cambi, quindi in euro, l’Ibex è l’indice che ha fatto meno strada fra i principali europei. A livello settoriale sono stati i titoli finanziari a remare contro il trend rialzista di fondo, in particolar modo Caixabank e Bankia, mentre la parte del leone la hanno fatta Siemens Gamesa Renewable e Acciona.


Indice Ibex 35, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

Analisi tecnica Ibex 35 di Madrid. Anche a livello visivo l’Ibex 35 presenta un quadro grafico più debole rispetto agli altri. L’indice di Madrid è l’unico a non aver raggiunto i picchi dell’estate 2018, fermandosi per il momento prima di quelli di fine settembre. Il segnale rialzista generato sul grafico giornaliero dall’incrocio delle medie mobili a 50 e 200 periodi al momento non sembra aver ancora esacerbato tutto il suo potenziale.

Il trend intermedio del mercato spagnolo è rialzista, pertanto ogni flessione delle quotazioni può essere interpretata come un’opportunità per riposizionarsi in acquisto sull’indice o sui componenti che presentano un momemtum più forte del mercato di riferimento. Gli obiettivi rialzisti dell’indice sono individuabili a 9.670 e 9.800 punti su un orizzonte temporale di medio termine. Al ribasso da monitorare la fascia di supporti transitante fra 9.400 e 9.500 punti. Una violazione di questi livelli potrebbe agevolare la fase di congestione dei prezzi sotto le resistenze a 9.600 punti.

Spread Bonos-Bund sui minimi dell’anno


Lo spread fra Bonos e Bund a dieci anni

Il mercato dei titoli di Stato della Spagna ha reagito in maniera più movimentata dell’azionario. Fra venerdì 26 e lunedì 29 il rendimento del Bonos a dieci anni è sceso di circa 6-7 punti passando da 1,088% a 1,019 per cento. Lo spread contro il Bund si è ridimensionato sotto quota 100 punti base, sotto alla quale non scendeva da marzo. Al momento della scrittura il differenziale Bonos-Bund quota a 97,333 punti base livello dove stazionano i minimi da settembre 2018.

Questo movimento è particolarmente importante anche per il confronto relativo con l’Italia. Il differenziale fra Bonos e BTp a dieci anni è ampliato a -156 punti base. È rimasto sotto controllo, invece, il differenziale della curva sul tratto a due anni, oggi tornato sopra i -84 basis point.

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