Elezioni amministrative 2019, come si vota? Cosa dice la legge elettorale

Elezioni amministrative 2019, come si vota? La guida completa sull’elezione del Sindaco e del Consiglio comunale.

Elezioni amministrative 2019, come si vota? Cosa dice la legge elettorale

Elezioni amministrative 2019, come si vota?

Le elezioni amministrative indette per eleggere il Sindaco e, contestualmente, il Consiglio comunale, sono disciplinate dal TUEL, il Testo unico degli enti locali (Dlgs n. 267 del 2000).

Per quanto riguarda le elezioni comunali, la legge prevede due differenti sistemi elettorali in base al numero di abitanti del Comune (fino a 15.000 o superiori). In entrambi i casi, se nessuno dei candidati Sindaco ottiene la maggioranza, viene indetto il ballottaggio, ovvero una seconda turnazione elettorale tra i due candidati che hanno ottenuto più voti.

Di seguito una guida alle elezioni amministrative 2019 e i documenti necessari per votare.

Elezioni amministrative 2019, come e chi può votare: possibile il voto disgiunto

Possono esercitare il diritto di voto alle elezioni amministrative i cittadini che hanno compiuto il 18° anno di età e sono iscritti nelle liste elettorali del proprio Comune.

Per votare, i cittadini con diritto di voto devono recarsi al seggio elettorale di iscrizione che corrisponde alla sezione relativa al luogo di residenza. Le informazioni riguardo la sezione, il numero e l’indirizzo del seggio elettorale sono scritti sulla tessera elettorale.

Al momento del voto, l’elettore deve mostrare sia la tessera elettorale che la carta di identità o altro documento ad essa equipollente (quali sono i documenti equipollenti?).

Per eleggere il Sindaco e, contestualmente il Consiglio comunale l’elettore ha tre opzioni di voto:

  • mettere una X sul simbolo della lista, assegnando così il voto anche al candidato Sindaco;
  • mettere una X solo sul nome dell’aspirante Sindaco (in questo caso nessun voto sarà assegnato alla lista);
  • mettere una X sulla lista e scrivere il cognome del candidato Consigliere che si preferisce.

Possibile anche il voto disgiunto: significa che l’elettore può barrare il nome del candidato Sindaco che preferisce e mettere una X anche su una lista che appoggia un candidato diverso.

Nei Comuni con oltre i 15 mila abitanti si può anche assegnare la doppia preferenza di genere: basta scrivere i cognomi dei due candidati di sesso diverso appartenenti alla stessa lista.

Elezioni amministrative: come si vota nei Comuni fino a 15.000 abitanti

Le elezioni amministrative 2019 per l’elezione del Sindaco e, contestualmente, del Consiglio comunale nei Comuni fino a 15.000 abitanti avvengono con il sistema maggioritario.

Ciascun candidato Sindaco è collegato ad una lista di candidati alla carica di Consigliere comunale, comprendente un numero di candidati non superiore al numero dei consiglieri da eleggere e non inferiore ai tre quarti. Nelle liste dei candidati deve essere assicurata la rappresentanza di entrambi i sessi.

Dopo la votazione, viene eletto Sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti. In caso di parità, viene indetto il ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto più voti pur non raggiungendo la maggioranza. Se anche dopo il ballottaggio si ha una situazione di parità, viene eletto Sindaco il candidato più anziano di età.

La lista collegata al candidato Sindaco vincente ottiene due terzi dei seggi assegnati al Consiglio comunale. Se era stata ammessa e votata una singola lista verranno eletti tutti i candidati presenti nella lista ma solo se hanno ottenuto il 50% dei voti validi ed il numero dei votanti non sia stato inferiore al 50% degli elettori totali.

Elezioni amministrative: come si vota nei Comuni con più di 15.000 abitanti

Le elezioni amministrative per l’elezione del Sindaco e, contestualmente, del Consiglio comunale, nei Comuni con più di 15.000 abitanti avvengono a maggioranza assoluta dei voti validi, ovvero il 50% + 1.

Se nessun candidato Sindaco raggiunge la maggioranza assoluta dei voti, viene indetto il ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto più voti al primo turno. In caso di parità, viene eletto Sindaco il candidato che ha conseguito la maggiore cifra elettorale complessiva. Se anche la cifra elettorale risulta essere la stessa, viene eletto il candidato più anziano di età.

Le liste o il gruppo di liste collegate al Sindaco eletto, se non hanno conseguito il 60% dei seggi del consiglio in primo turno ma hanno ottenuto il 40% dei voti validi, ottengono il 60% dei seggi, a meno che nessun’altra lista o gruppo di liste collegate abbiano superato il 50% dei voti validi. I seggi rimanenti vengono assegnati con il metodo proporzionale.

Nella distribuzione dei seggi non sono ammesse le liste e i gruppi di liste che hanno ottenuto meno del 3% dei voti validi in prima turnazione e che non appartengono a nessun gruppo di liste che ha superato questa soglia di sbarramento.

Precisiamo, inoltre, che le controversia in merito alle cause di ineleggibilità, incompatibilità e decadenza sono attribuite al giudice di pace territorialmente competente, invece al giudice amministrativo spettano le controversie che riguardano le operazioni elettorali e l’annullamento degli atti amministrativi.

Ballottaggio: cos’è e come funziona

Se nessun candidato ha raggiunto la maggioranza assoluta dei voti al primo turno elettorale, viene indetto il ballottaggio: un secondo turno necessario a stabilire chi è il vincitore delle elezioni.

Al ballottaggio vengono ammessi solamente i due candidati che hanno ottenuto il maggior numero di voti al primo turno elettorale. I candidati Sindaco ammessi al ballottaggio mantengono i collegamenti con le liste dichiarati al primo turno; tuttavia, entro 7 giorni, hanno la facoltà di dichiarare il collegamento con altre liste.

Al secondo turno viene proclamato Sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti.

Elezioni amministrative, Istruzioni del Ministero dell’Interno
Clicca qui per aprire il pdf

Elezioni amministrative 2019: documenti necessari per votare

Per esprimere il diritto di voto è necessario recarsi alla propria sezione elettorale e mostrare agli scrutatori due documenti:

  • la tessera elettorale, con la quale si attesta la regolare iscrizione del cittadino nelle liste elettorali del Comune di residenza;
  • un documento di identità in corso di validità che permette l’identificazione del votante.

Oltre ai comuni documenti di identità, che sono il passaporto e la carta di identità, la legge elenca anche una serie di altri documenti equipollenti con i quali è possibile esprimere il diritto di voto.

In sintesi, si può votare mostrando insieme alla tessera elettorale uno dei documenti seguenti:

  • carta di identità;
  • patente di guida;
  • passaporto;
  • libretto di pensione;
  • tessera di riconoscimento rilasciata da un ordine professionale;
  • tessera di riconoscimento rilasciata dall’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia, purché convalidata da un comando militare.

Per maggiori approfondimenti, si rimanda all’articolo Cosa serve per votare: i documenti necessari.

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