Disoccupazione 2015-2016, Naspi, cassa integrazione e congedi e nuovi contratti: la riforma degli ammortizzatori sociali

Simone Casavecchia

5 Giugno 2015 - 08:42

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In dirittura d’arrivo la nuova riforma degli ammortizzatori sociali che definirà nuove regole sui sussidi di disoccupazione, sulla cassa integrazione, sui congedi parentali e sui nuovi contratti di lavoro.

Dopo una lunga gestazione, secondo recenti annunci del Governo, nel Consiglio dei Ministri previsto all’inizio della prossima settimana dovrebbero essere presentati gli ultimi decreti attuativi del Jobs Act, relativi alla riforma degli ammortizzatori sociali e alle politiche attive del lavoro.

I provvedimenti di prossima emanazione, oltre a concludere la serie di decreti legislativi previsti dalla delega assegnata al Governo sul Lavoro, introdurranno consistenti novità riguardo alla Naspi, alla Cassa Integrazione in deroga, ai congedi parentali e all’agenzia unica per le ispezioni sul lavoro, prevedendo anche numerosi meccanismi di semplificazione per gli adempimenti giuslavoristici.

Il Consiglio dei Ministri della prossima settimana sarà anche l’occasione per dare definitiva attuazione ai decreti legislativi, emanati lo scorso Febbraio, riguardanti il riordino delle forme contrattuali e la conciliazione vita lavoro, decreti, questi ultimi, che tornano all’esame dell’Esecutivo dopo il vaglio delle Commissioni Parlamentari.

Grande soddisfazione è stata espressa ieri dal Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che riguardo al completamento della Delega assegnata al Governo sul Lavoro, ha dichiarato che

«Avremo le politiche attive per il lavoro, gli ammortizzatori sociali, l’agenzia unica per l’ispezione e tutti i processi di semplificazione previsti (...) E’ un caso veramente eccezionale che la legge delega nell’arco di sei mesi trovi piena e totale applicazione».

Naspi
La riforma degli ammortizzatori sociali potrebbe prevedere importanti aggiustamenti e revisioni del meccanismo di assegnazione della Naspi, soprattutto alla luce delle proteste dei lavoratori stagionali del turismo, per quali saranno previste regole che eviteranno le attuali penalizzazioni, in base alle quali, tale categoria rimane attualmente scoperta sia dal punto di vista del sussidio di disoccupazione vero e proprio, sia dal punto di vista dei contributi, per circa 3 mesi all’anno, differentemente da quanto avveniva con la vecchia Aspi. Riguardo alla Naspi dovrebbe anche essere ridefinita la durata massima dell’assegno, rendendo i 24 mesi un limite massimo strutturale anche per gli anni successivi al 2016.

Sussidi di disoccupazione per piccole imprese
Dal prossimo 1 Gennaio dovrebbe essere previsto una specifica prestazione a sostegno del reddito dei dipendenti delle piccole imprese con oltre 5 dipendenti. Tali imprese dovranno finanziarsi uno specifico ammortizzatore che verrà utilizzato sia in caso di crisi aziendali temporanee, sia in caso di perdita effettiva del lavoro; tale strumento dovrebbe sostituire la cassa integrazione in deroga che viene attualmente finanziata con i fondi pubblici.
Il nuovo sussidio di disoccupazione per le piccole imprese dovrà entrare in vigore dal Luglio 2016 e le PMI dovranno scegliere se:

  • costituire fondi di solidarietà bilaterali;
  • confluire in un fondo residuale istituito presso l’INPS, per il quale sarà prevista:
    • un’aliquota dello 0,45% per le aziende da 6 a 15 dipendenti;
    • un’aliquota dello 0,65% per le aziende con più di 15 dipendenti;

I contributi spettanti all’INPS o ai fondi di solidarietà bilaterali, per finanziare il nuovo strumento a sostegno del reddito, saranno a carico sia dell’impresa (per circa due terzi) sia dei lavoratori (per un terzo).

Cassa Integrazione
Consistenti novità saranno previste anche per la Cassa Integrazione. Un primo intervento di riforma consisterà nell’istituzione di un fondo speciale (da circa 50 milioni di euro) per il finanziamento delle crisi di rilevanza nazionale, per il quale un successivo decreto ministeriale definirà i criteri di distribuzione e di spettanza.
La nuova Cassa Integrazione avrà una durata massima di 24 mesi per cui, però, saranno previste:

  • un’estensione di 6 mesi, finanziata proprio con il fondo di nuova istituzione, nei casi di crisi aziendali di rilevanza nazionale;
  • un’estensione di ulteriori 6 mesi (quindi la Cassa Integrazione avrebbe una durata totale di 36 mesi massimi) nel caso in cui l’azienda abbia utilizzato anche i contratti di solidarietà;

Con ogni probabilità, sul fronte delle aziende, dovrebbe essere reso operativo il meccanismo del cosiddetto «bonus malus» in base al quale più un’azienda utilizza la Cig e più paga:

  • per i primi 12 mesi sarà prevista un’addizionale del 9%;
  • tra il dodicesimo e il ventiquattresimo mese l’addizionale sarà elevata al 12%;
  • dal venticinquesimo al trentaseiesimo mese di utilizzo dell’ammortizzatore, l’addizionale crescerà ancora al 15%.

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