Dipendenti pubblici, le nuove regole per il ritorno al lavoro

Teresa Maddonni

02/09/2021

07/09/2021 - 11:29

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I dipendenti pubblici presto potranno dire addio allo smart working. Arrivano le nuove regole di Brunetta che accelera per riportare tutti in ufficio. Si discute sul green pass obbligatorio.

Dipendenti pubblici, le nuove regole per il ritorno al lavoro

Dipendenti pubblici: in arrivo le nuove regole per il ritorno al lavoro che il ministro per la PA Renato Brunetta si prepara a definire.

Nuove regole per lo smart working dei dipendenti pubblici, che andrebbero a modificare quelle in vigore a oggi fino al 31 dicembre 2021, sarebbero definite, secondo quanto anticipato da Il Sole 24 Ore, con una modifica al decreto Green Pass nella sua fase di conversione.

Per i dipendenti pubblici Brunetta vuole che il lavoro sia quello in ufficio, in presenza, e che lo smart working resti tuttavia l’eccezione. Vediamo quali sono le nuove regole per il ritorno in ufficio secondo le prime ipotesi in attesa delle certezze.

Dipendenti pubblici: le nuove regole Brunetta per il ritorno al lavoro in presenza

I dipendenti pubblici torneranno presto al lavoro in presenza, abbandonando lo smart working, secondo le nuove regole che Brunetta di prepara a definire.

Il lavoro a distanza diventerebbe pertanto un’eccezione perché l’obiettivo primario è rafforzare l’efficienza dei servizi che i dipendenti pubblici devono garantire.

Una prima modifica alle regole definite per lo smart working in emergenza è arrivata qualche mese fa con il decreto Proroghe di aprile (n.56/2021) che ha eliminato la soglia del 50% per il ricorso al lavoro agile fino al 31 dicembre 2021, ma prevedendo comunque la procedura semplificata.

Lo stesso decreto affida la definizione della disciplina del lavoro agile ai contratti collettivi e dà la possibilità, sempre fino al 31 dicembre 2021, alle amministrazioni di organizzare “il lavoro dei propri dipendenti e l’erogazione dei servizi attraverso la flessibilità dell’orario di lavoro, rivedendone l’articolazione giornaliera e settimanale”, ma comunque “a condizione che l’erogazione dei servizi rivolti a cittadini ed imprese avvenga con regolarità, continuità ed efficienza, nonché nel rigoroso rispetto dei tempi previsti dalla normativa vigente.”

Tuttavia, sempre come anticipa Il Sole 24 Ore, il ministro Brunetta punta a un’accelerazione per il ritorno al lavoro in presenza per la stragrande maggioranza dei dipendenti pubblici e questo perché nonostante l’eliminazione della soglia minima gli stessi hanno continuato a svolgere il lavoro da casa in modo prevalente, anche a livello centrale delle amministrazioni.

L’efficienza della macchina amministrativa è fondamentale e questo evidentemente per Brunetta può avvenire solo con un ritorno al lavoro in presenza, con nuove regole che fanno dello smart working un evento eccezionale come lo è stato in emergenza.

Commentando i dati sul PIL il titolare di Palazzo Vidoni qualche giorno fa ha sottolineato che la crescita potrebbe essere superiore ripristinando il lavoro in ufficio ordinario nel pubblico come anche nel privato. Intanto ci si prepara al dialogo con i sindacati proprio per ridefinire, al di fuori della’emergenza, il lavoro agile con i contratti collettivi.

Dipendenti pubblici: ritorno al lavoro con il green pass?

E tra le altre regole per il ritorno al lavoro dei dipendenti pubblici vi è la questione green pass.

Non è ancora ufficiale ma tra le ultime proposte normative vi è quella sull’obbligo del green pass per il lavoro in presenza dei dipendenti pubblici che pertanto verrebbero trattati alla stregua degli insegnanti e di tutto il personale della scuola.

Dal 1° settembre, lo ricordiamo, a scuola è previsto l’obbligo di presentare la certificazione verde (sono esclusi gli studenti).

Il green pass obbligatorio nella PA andrebbe comunque a creare una discrepanza con quanto accade nel privato oltre a far temere un ricorso da parte dei dipendenti pubblici a permessi pur di non presentarsi con il vaccino o un tampone negativo al lavoro.

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