Crowdfunding: chi sono, quali requisiti e che quota devono sottoscrivere gli investitori professionali

Il crowdfunding ha bisogno del supporto degli investitori professionali per le proprie campagne di raccolta. Ecco chi sono e quali sono i requisiti che devono rispecchiare per far parte di questa categoria

Crowdfunding: chi sono, quali requisiti e che quota devono sottoscrivere gli investitori professionali

L’equity crowdfunding in Italia non è più una scoperta, anzi sta sempre più attirando nuovi investitori privati e professionali. Proprio questi ultimi sono essenziali per l’effettiva riuscita di una campagna di raccolta.

Infatti, il regolamento Consob n°18592/2013 in materia di equity crowdfunding esplicita che in una ciascuna campagna la presenza di investitori professionali deve coprire almeno il 5% della raccolta complessiva. Ma secondo la legge, chi può essere considerato investitore professionale e quali requisiti deve avere? Ecco cosa si deve rispettare per essere identificato come tale.

Crowdfunding: i requisiti di un investitore professionale

Innanzitutto per essere identificati come investitore professionale a supporto delle piccole e medie imprese bisogna avere un portafoglio titoli, incluso il deposito contanti su conti correnti, di almeno 500.000 euro. Poi si deve soddisfare almeno uno dei due requisiti proposti di seguito:

  • aver effettuato, nell’ultimo biennio, almeno tre investimenti nel capitale sociale o a titolo di finanziamento in piccole o medie imprese. Ciascuno di essi però deve comunque essere di un importo almeno pari a 15.000 euro;
  • l’investitore deve aver ricoperto, per almeno 12 mesi, la carica di amministratore o amministratore esecutivo in una piccola media impresa, diversa dalla società offerente.

Come si diventa investitore professionale su richiesta?

In materia di crowdfunding, è bene ricordare che diventare un investitore professionale a supporto delle piccole e medie imprese non comporta alcun costo, non si viene iscritti in alcun registro e dà diritto alle stesse detrazioni fiscali.

Ma non è tutto. Come previsto dall’allegato 3.II del Regolamento Intermediari che è stato adottato con delibera Consob n. 20307 del 15 febbraio 2018, si può anche richiedere di diventare un investitore professionale su richiesta con certificazione dalla propria banca. Per aver riconosciuto questo titolo, bisogna almeno rispettare due di questi requisiti:

  • aver effettuato operazioni di dimensioni significative sul mercato in questione con una frequenza media di 10 operazioni al trimestre nei quattro trimestri precedenti;
  • il valore del portafoglio di strumenti finanziari, inclusi i depositi in contante, deve superare 500.000 euro;
  • lavorare o aver lavorato nel settore finanziario per almeno un anno in una posizione professionale che presupponga la conoscenza delle operazioni o dei servizi previsti.

Gli investitori professionali di diritto

La qualifica di investitore professionale di diritto, come previsto dall’Allegato 3.I del Regolamento Intermediari, viene invece attribuita a:

  • gli intermediari, per tutti i servizi e gli strumenti di investimento i soggetti che sono tenuti ad essere autorizzati o regolamentati per operare nei mercati finanziari, siano essi italiani o esteri quali:
  1. banche;
  2. imprese di investimento;
  3. altri istituti finanziari autorizzati o regolamentati;
  4. imprese di assicurazione;
  5. organismi di investimento collettivo e società di gestione di tali organismi;
  6. fondi pensione e società di gestione di tali fondi;
  7. i negoziatori per conto proprio di merci e strumenti derivati su merci;
  8. soggetti che svolgono esclusivamente la negoziazione per conto proprio su mercati di strumenti finanziari e che aderiscono indirettamente al servizio di liquidazione, nonché al sistema di compensazione e garanzia (locals);
  9. altri investitori istituzionali;
  10. agenti di cambio;
  • le imprese di grandi dimensioni che presentano, a livello di singola società, almeno due dei seguenti requisiti dimensionali:
  1. totale attivo di bilancio: € 20.000.000;
  2. fatturato annuo netto: € 40.000.000;
  3. fondi propri: € 2.000.000;
  • gli investitori istituzionali la cui attività principale è investire in strumenti finanziari, compresi gli enti dediti alla cartolarizzazione di attivi o altre operazioni finanziarie.

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