Crowdfunding in Italia: i numeri del mercato dal suo lancio a oggi

L’equity crowdfunding in Italia ha solo 5 anni ma un futuro roseo davanti a sé: ecco i numeri (da capogiro) dell’evoluzione, offerti dall’Osservatorio Crowdfunding del PoliMi.

Crowdfunding in Italia: i numeri del mercato dal suo lancio a oggi

Negli ultimi anni il crowdfunding ha attirato sempre più attenzione, ponendosi come interessante e gettonata via alternativa per finanziare imprese al loro early stage.

Anche l’Italia, prima in Europa a regolamentare con normative ad hoc lo strumento dell’equity crowdfunding, ha fatto passi importanti per dare impulso al settore e per colmare il gap rispetto ad altri paesi europei.

Ecco i dati più interessanti sull’evoluzione del crowdfunding in Italia da 5 anni a questa parte, restituiti dall’indagine dell’Osservatorio Crowdfunding della School of Management del Politecnico di Milano.

L’equity crowdfunding in Italia

Nel 2013 la Consob (Commissione nazionale per le società e la Borsa), con delibera al Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio tramite portali on-line, ha delineato alcune misure per regolamentare il crowdfunding azionario in Italia e creare un ambiente affidabile in grado di infondere fiducia nei finanziatori.

Da quando gli investitori retail e professionali possono sostenere le startup innovative attraverso lo strumento dell’equity crowdfunding (si investe una somma di denaro in cambio di azioni della società), il settore ha ricevuto nuova linfa vitale ed è cresciuto in maniera esponenziale.

Come funziona? La raccolta fondi viene lanciata dall’imprenditore sulla piattaforma online illustrando il progetto, il traguardo monetario da raggiungere per realizzarlo e le tempistiche. Il target della raccolta viene diviso in quote a prezzo fisso offerte agli investitori. Se il progetto non raggiunge il traguardo minimo entro i termini dichiarati, l’eventuale somma versata verrà restituita ai finanziatori. Inoltre - forse non tutti lo sanno - chi investe nel capitale azionario di una startup o PMI innovativa attraverso il crowdfunding può usufruire di sgravi fiscali (detrazione IRPEF del 30%), riducendo in modo significativo i costi sostenuti.

I numeri del crowdfunding italiano dal suo lancio a oggi

Stando agli ultimi dati resi noti dall’Osservatorio Crowdinvesting, da noi riassunto nell’infograficaEvoluzione del Crowdfunding in Italia”, nel 2017 le raccolte fondi azionari online in Italia hanno raggiunto 11.586 milioni di euro, quasi triplicando i risultati dell’anno precedente. E siamo ancora a metà 2018, ma le previsioni per il 2018 parlano di oltre 8.000 milioni (dato aggiornato al 13 maggio 2018). Si tratta di numeri significativi se consideriamo che nel non lontano 2014 sono stati investiti in startup e PMI innovative solo 1.308 milioni di euro.

Dall’avvio della legge il capitale di rischio totale raccolto è pari a 27.391.730€.
25 i portali autorizzati; 205 le offerte pubblicate di cui più della metà (64,4%) chiuse con successo; 164 le startup e 16 le PMI innovative che hanno promosso le offerte; 218.159€ il target medio di raccolta; 65,9 il numero medio di finanziatori per ogni campagna.

Le migliori

Spiccano nelle statistiche Crowdinvesting 2018 piattaforme di equity crowdfunding come CrowdFundMe, StarsUp e MamaCrowd, che occupano la top 3 per fondi raccolti e numero di progetti pubblicati dal 2013 a oggi.

Le migliori società per raccolta risultano essere ClubItalia Investimenti 2, Synbiotec e Green Energy Storage, che hanno raggiunto (o superato) fondi per 1 milione di euro.

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