Investire in equity crowdfunding: incentivi fiscali e come ottenerli

Chi decide di investire in start-up e PMI innovative può godere di agevolazioni fiscali. Ecco come funziona l’equity crowdfunding e perché conviene

Investire in equity crowdfunding: incentivi fiscali e come ottenerli

Oggi chiunque può diventare un piccolo venture capitalist.

Nel 2013 la delibera Consob al Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio tramite portali on-line ha dato grande slancio al settore, delineando alcune misure per regolamentare l’equity crowdfunding in Italia e aprendo alle persone fisiche e società la possibilità di finanziare startup e PMI innovative in cambio di quote.

Il crowdfunding regolamentato è un vantaggio per le start-up - per le quali l’accesso alle risorse e al capitale risulta essere la più grande sfida - ma anche per gli investitori, che da queste operazioni possono ottenere benefici fiscali (detrazione nel caso di persona fisica, deduzione in caso di persona giuridica).

Se trovi allettante questa opportunità di guadagno (e risparmio) e vuoi contribuire alla cultura dell’innovazione, ecco una breve guida alle modalità di investimento e i vantaggi fiscali dell’equity crowdfunding.

Come investire in start-up innovative

Supponendo che tu abbia deciso di investire una somma di denaro in una start-up innovativa, la prima cosa da sapere è che ci sono diversi portali autorizzati da Consob dove iscriverti e poter visionare i progetti promossi, il target delle campagne e decidere come e in cosa investire i tuoi soldi.

Tra le migliori piattaforme di equity crowdfunding sul mercato italiano troviamo Crowdfundme, Mamacrowd e 200Crowd, ad esempio, ma ci sono anche portali di crowdfunding immobiliare che offrono lo strumento dell’equity, come Walliance e Concrete.

Il portale verificherà se sei idoneo o no a investimenti ad alto rischio, fornendo tutta la documentazione utile sul progetto e le istruzioni per procedere col finanziamento.

Le agevolazioni fiscali per chi investe in equity crowdfunding

Le persone fisiche che investono o hanno investito in equity nel 2018 possono godere di una detrazione IRPEF lorda pari al 30% della somma investita, per un massimo di 1 milione di euro investito all’anno. Quindi il risparmio fiscale non può superare i 300mila euro annui.

La società che investe in una start-up o PMI innovativa invece può usufruire di una deduzione sull’imponibile IRES pari al 30% su un massimo di 1 milione e 800mila euro all’anno (totale investito anche in più società).

Quanto si risparmierà davvero? La risposta è: dipende dal reddito della società. Infatti la deduzione riduce la base imponibile su cui viene calcolata l’imposta da fissare, e visto che l’IRES è fissa al 24% il risparmio reale sarà del 24% di quel 30%.

Come ottenere i benefici fiscali: requisiti e dichiarazione dei redditi

Al momento della dichiarazione dei redditi

  • la persona fisica non userà il modello 730, bensì il modello Persone Fisiche, dove dovrà compilare il rigo RP80 “Detrazioni per investimenti in Start-up” che si trova nel Quadro RP, Sezione VI. Qui va inserito codice fiscale della start-up, il tipo di impiego (diretto o indiretto) e l’ammontare dell’investimento detraibile. In caso di investimento indiretto bisogna precisare se viene effettuato tramite un organismo di investimento collettivo del risparmio o tramite una società di capitali che investe soprattutto in start-up.
  • La società compilerà il modello Redditi SC inserendo gli importi investiti in start-up innovative nel Quadro RS - Prospetto vari - nei righi dal RS 160 a RS 179.

Per poter usufruire delle agevolazioni è bene ricordare che:
1) non si deve essere a propria volta una start-up innovativa o un incubatore certificato;
2) è necessario che nei 3 anni successivi la start-up in cui si investe non perda i requisiti di start-up innovativa, non si ceda a titolo oneroso la quota di capitale sociale derivante dall’investimento, e che il socio investitore non receda o non venga escluso dalla società;
3) bisogna conservare alcuni documenti utili da presentare al commercialista in fase di dichiarazione dei redditi. In particolare serviranno:

  • certificazione con la quale la start-up innovativa garantisce il rispetto del limite di 15 milioni di euro di investimenti ricevuti
  • copia del piano di investimento della start-up e il business plan
  • certificazione dell’importo sul quale spetta l’agevolazione entro 60 giorni dal conferimento ricevuto.

La Legge di Bilancio 2019 è stata presentata ma è in attesa di approvazione definitiva, quindi non sappiamo se l’agevolazione per chi investe in start-up e PMI innovative verrà mantenuta o no, se rimarrà invariata o subirà qualche modifica.

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