CRISI. Le banche centrali del Regno Unito e della zona euro si sono battute nel tentativo di iniettare nuova linfa vitale nelle loro economie sbiadite ed esangui, agendo entrambe per cercare di evitare la recessione e scongiurare una stretta una stretta creditizia, in attesa della prossime mosse dei governi della regione.
La Banca d’Inghilterra, con una mossa a sorpresa, ha deciso di acquistare titoli di stato per cercare di abbassare i tassi di interesse e rilanciare la crescita, mentre la Banca centrale europea ha riesumato dal vecchio baule, le misure dello scorso anno, per assicurare che continui a scorrere liquidità nelle vene prosciugate delle banche d’ Europa.
«Questa è la più grave crisi finanziaria, almeno dal 1930, se non di sempre», banca britannica capo ha detto Mervyn King, numero uno della BoE, spiegando la decisione di iniettare denaro nel sistema finanziario. «Stiamo creando i soldi perché non c’è abbastanza denaro nell’economia».
Una raffica di incontri con i responsabili politici globali, nelle ultime settimane, ha fatto poco per ispirare fiducia, e per convincere che una misura permanente, una soluzione utile all’ assediata periferia d’Europa, sia in serbo. Intanto, negli ultimi giorni, gli li indicatori economici hanno offerto nuovi segnali che l’Europa rischia di scivolare in un’altra recessione. L’agenzia di statistiche francese ha previsto una recessione per la Spagna e l’Italia entro la fine dell’anno, trascinando la crescita della Francia a zero.
Il cancelliere tedesco Angela Merkel ha incontrato a Berlino i responsabili del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale, della BCE e dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. I leader del mondo hanno avvertito che l’economia globale potrebbe ora entrare in una fase di pericolo ancora maggiore.
Jean-Claude Trichet, nel suo ultimo incontro nelle evsti di presidente della BCE, prima di passare le redini a Mario Draghi, ha, di nuovo, rivolto una critica ai governi europei. «La governance è stata insufficiente», ha detto Trichet, ripetendo un monito ricorrente negli ultimi mesi. «Non possiamo sostituirci ai governi», ha aggiunto il presidente.
La mossa del Regno Unito, che si è impegnato in più quantitative easing, è stata particolarmente degno di nota, perché gli economisti non si aspettavano una tale decisione, per almeno un altro mese - riflesso di quanto le increspature dalla crisi del debito della Grecia, si stiano estendendo, destando preoccupazioni tra i responsabili politici al di fuori della zona euro - mentre i timori che hanno avuto inizio due anni fa con Atene ora minacciano le economie più grandi d’Europa. La Banca d’Inghilterra ha deciso di rilanciare il suo programma di acquisto di assets, noto come il quantitative easing, con l’acquisto di un ulteriori £ 75 miliardi (116 miliardi di dollari) in titoli di Stato, oltre ai alla £ 200 miliardi già acquistati. Apparenetemente la mossa sembra concepita per diminuire gli effetti del programma di austerità del governo britannico, che ha sollevato alcuni interrogativi. Il Tesoro britannico ha anche in programma di acquistare miliardi di sterline in obbligazioni societarie emesse da società piccole e da medie imprese, liberando così capitale per le aziende incapaci di ricorre a prestiti bancari.
La BCE non ha fatto il passo più audace, ovvero decidere di abbassare i tassi di interesse, anche se alcuni membri del Consiglio direttivo, che premevano in tale direzione, sono stati messi in minoranza. La BCE ha quindi mantenuto il suo principale tasso di interesse all’ 1,5% per il terzo mese consecutivo, dopo averlo aumentato nel mese di aprile e luglio. Trichet ha precisato che la decisione è stata presa a maggioranza, non all’unanimità.
Ma le mosse della banca sui programmi di prestito per le banche riflettono fino a che punto ci si sta spingendo per risollevare gli istituti finanziari, e forse, per garantire la sopravvivenza stessa dell’Unione Monetaria, flagellata dalla crisi del debito.
Trcihet ha annunciato due eccezionali operazioni di rifinanziamento, una a dodici mesi, l’altra a tredici e un rilancio del programma di riacquisto di covered bond, obbligazioni garantite da assets come mutui e prestiti del settore pubblico, tra novembre 2011 e ottobre 2012, per complessivi 40 miliardi di euro.
«Le prospettive economiche restano soggette a incertezza particolarmente elevata”, mentre i “rischi al ribasso intensificati», ha sottolineato Trichet. I funzionari "hanno avuto una lunga discussione ... sui pro e i contro”, se lasciare i tassi invariati o ridurli.
Secondo gli analisti, le osservazioni di Trichet suggeriscono che il suo successore, Mario Draghi, potrebbe dover abbassare i tassi di interesse a breve. Ora che sono state aperte le dighe, con la liquidità alle banche, l’attenzione si sposta ai tassi di interesse.
Anche altre banche centrali stanno agendo in fretta La Federal Reserve ha lanciato il mese scorso la sua Operation Twist, al fine di ridurre i tassi di interesse a lungo termine e rilanciare spesa e gli investimenti.
Trichet lascia la BCE, alla fine del mese, con la zona euro sulla cuspide della recessione, un’ inflazione al 3%, un mercato finanziario gemente sotto il peso della loro esposizione alla Grecia e agli altri governi fortemente indebitati, responsabili politici divisi su come rispondere alla crisi, e una crescita letargica. Né le prospettive economiche per i 17 paesi dell’area dell’euro sembrano essere in grado di migliorare nel breve termine, ragione che ha indotto la BCE ad estendere i suoi programmi di emergenza, di sostegno alle banche, sino al 2013.
Politici e banchieri centrali, sempre più esplicitamente, nei giorni scorsi, hanno parlato della possibile necessità di una ricapitalizzazione forzata delle banche in Europa.
La Merkel ha ribadito che l’aiuto pubblico per ricapitalizzare le banche, deve essere concesso solo se necessario. «I danni che sorgerebbero in caso contrario sarebbero, in proporzione, molto più grandi».