Crisi Argentina impatta anche sul reddito fisso

Le velleità degli investitori internazionali colpiscono il decennale di riferimento di Buenos Aires. Costo CDS sui massimi dal 2015

Crisi Argentina impatta anche sul reddito fisso

L’Argentina è stata senza dubbio fra i protagonisti (negativi) della settimana. La nazione sudamericana è stata messa all’angolo dai mercati finanziari dopo la richiesta perpetrata dal Presidente Mauricio Macri al Fondo Monetario Internazionale (Fmi) per accelerare i pagamenti previsti dal piano di salvataggio da 50 miliardi di dollari utili a tamponare la situazione economica in cui versa il Paese (clicca qui per approfondire).

Peso a picco, la Banca centrale interviene con provvedimento storico

La vittima designata di questo insieme di eventi è stata principalmente la divisa nazionale, il Peso argentino, che in una manciata di sedute è arrivato a perdere oltre il 30% del proprio valore aggiornando nuovi minimi assoluti nei confronti del dollaro statunitense. Di conseguenza le quotazioni del cambio Usd/Ars hanno toccato un nuovo massimo storico: una unità di dollaro comprava 41,3618 pesos argentini.

La svalutazione della moneta argentina ha costretto la Banca Centrale del Paese a scendere in campo con un provvedimento drastico: l’istituto guidato da Federico Sturzenegger ha alzato il costo del denaro di 15 punti base portandolo dal 45% al 60%, il livello più alto al mondo (clicca qui per approfondire).

Il provvedimento dell’istituto centrale argentino è giunto per contrastare il deprezzamento della valuta e fermare l’inflazione folle che attanaglia il Paese. L’ultimo dato disponibile relativo allo scorso luglio censiva un rialzo dei prezzi al consumo pari al 31,20% su base annuale.

Tensioni sul debito pubblico


L’impennata del rendimento del decennale benchmark emesso da Buenos Aires

Le velleità degli investitori internazionali sono state avvertite anche sul fronte del debito pubblico e dei titoli di Stato. Come si può osservare sui grafici, le tensioni che hanno travolto Buenos Aires hanno provocato un balzo dei rendimenti prezzati dai titoli.

Il rendimento del decennale di riferimento denominato in dollari (ISIN US040114HQ69, titolo negoziato anche su EuroTLX di Borsa Italiana) è salito di oltre 17 punti base superando la soglia psicologica del 10%. Di riflesso lo spread nei confronti del Treasury statunitense a dieci anni si è portato a ridosso dei 790 punti base.


Il costo di un CDS sulle scadenze 5 anni denominato in dollari

In aumento anche il costo dei CDS, i contratti che gli investitori sottoscrivono Over the counter per assicurarsi dal rischio di default dell’emittente, in questo caso l’Argentina. Sulle scadenze a 5 anni il prezzo di questi contratti è salito in poche sedute sopra gli 800 dollari per unità, livello massimo dal 2015 seppur ancora molto inferiore rispetto ai livelli risalenti agli anni pre-2014.

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