Covid: variante nigeriana isolata a Brescia

Marco Ciotola

2 Marzo 2021 - 17:28

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Isolata a Brescia variante nigeriana del coronavirus. Era stata individuata per la prima volta a Napoli a febbraio

Covid: variante nigeriana isolata a Brescia

Ancora varianti di coronavirus al centro dell’attenzione sul fronte emergenza sanitaria. In mattinata a Brescia è stata infatti individuata e isolata la variante nigeriana, quella che era stata inizialmente ribattezzata variante napoletana vista la sua prima insorgenza proprio nella città campana.

Il ceppo è il B1.525 e per Arnaldo Caruso, direttore del Laboratorio di Microbiologia degli Spedali Civili, preoccupa proprio per il rischio di resistenza ai vaccini ad oggi disponibili.

Tuttavia l’isolamento rappresenta una buona notizia e alimenta speranze risolutive per il futuro:

“La cosa importantissima è che ora avendo isolato il virus potremo finalmente valutare se questa variante, rispetto al ceppo originario o agli altri mutanti noti, mostra o meno una maggiore aggressività e se è resistente o no agli anticorpi indotti dalla vaccinazione.”

Covid: variante nigeriana isolata a Brescia

La cosiddetta variante nigeriana è stata descritta come rara ma in forte crescita, specie dopo la prima comparsa di febbraio a Napoli, quando si precisò appunto che l’origine sarebbe da individuare in un uomo di ritorno a Napoli dopo un viaggio di lavoro in Africa.

Allora si parlava di poche decine di casi, nel frattempo aumentati con quelle che Arnaldo Caruso descrive come “segnalazioni sparse in tutto il mondo” .

A Brescia è stata individuata casualmente, durante controlli di routine. Malgrado se ne anticipino le preoccupazioni dovute alla possibile resistenza ai vaccini, è ancora molto limitato quello che si conosce del ceppo:

“In questo momento stiamo espandendo il virus in modo da studiarlo più approfonditamente e capire l’impatto di questa variante nigeriana dal punto di vista clinico e soprattutto sull’efficacia dei vaccini”

Da questo punto di vista è ovviamente cruciale l’isolamento, che potrebbe condurre presto a risposte importanti sulla natura del ceppo e sul modo migliore per gestirne la diffusione.

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