Covid, il vaccino russo Sputnik V funziona: ecco i dati sull’efficacia e la sicurezza

Martino Grassi

02/02/2021

26/05/2021 - 16:25

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Anche il vaccino Spuntik V della Russia funziona. I dati pubblicati su The Lancet hanno mostrato un’efficacia pari al 91,6% dopo due iniezioni.

Covid, il vaccino russo Sputnik V funziona: ecco i dati sull'efficacia e la sicurezza

Anche il vaccino russo Spuntik V funziona. Stando ai dati della sperimentazione di Fase 3 dell’antidoto prodotto in Russia è stata evidenziata un’efficacia del 91,6% contro la malattia sintomatica, in seguito ad una doppia dose con un intervallo di 21 giorni.

Il governo russo aveva registrato il vaccino Gam-COVID-Vac, chiamato Sputnik V lo scorso 11 agosto, suscitando il clamore della comunità scientifica. L’antidoto infatti inizialmente era stato testato solamente su diverse decine di persone.

L’agenzia regolatoria europea (Ema) e l’istituto della Russia sono già in contatto per avviare l’analisi del dossier e la successiva approvazione, tanto che la prima revisione potrebbe avere luogo già durante i prossimi giorni. Ma come funziona il vaccino russo? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Il vaccino della Russia funziona: i dati

I risultati della sperimentazione del vaccino russo sono stati pubblicati su The Lancet, una nota rivista scientifica. Lo studio ha coinvolto 20.000 partecipanti, dei quali, tre quarti dei quali hanno ricevuto il vaccino e un quarto un placebo.

La sperimentazione è stata svolta in 25 ospedali di Mosca tra il 7 settembre e il 24 novembre 2020. In totale hanno partecipato alla ricerca 21.977 volontari con un età superiore ai 18 anni, che sono stati assegnati in modo casuale a due gruppi:

  • 16.501 persone hanno ricevuto il vaccino;
  • 5.476 volontari hanno ricevuto il placebo.

Dopo ogni somministrazione è stato svolto anche un tampone molecolare, mentre nei giorni successivi al richiamo, il test molecolare è stato somministrato solamente alle persone che mostravano dei segni della malattia. Solamente 16 persone su 14.900 che hanno ricevuto entrambe le dosi del vaccino sono risultate positive al coronavirus, pari allo 0,1%, mentre nel gruppo placebo la percentuale è salita all’1,3%.

Come funziona il vaccino della Russia

Il vaccino della Russia utilizza la tecnica del vettore virale non replicante, proprio come quello di AstraZenenca e Johnson & Johnson. Diversamente da questi due Gam-Covid-Vac si avvale di due diversi adenovirus umani, invece che uno solo:

  • per la prima dose viene utilizza Ad26,
  • per il richiamo Ad5.
    I due microorganismi, resi innocui per l’organismo e quindi non in grado di sviluppare la malattia, sono stati utilizzati anche per altri vaccini come quello per l’Ebola o la rabbia.

Al momento il vaccino Sputnik V, dopo aver ottenuto il via libera dal Ministero della Salute, è già in via di somministrazione in Russia e si presume che sia già stato inoculato ad un numero molto alto di soggetti. L’Ungheria invece è stato il primo Paese europeo ad utilizzarlo in via d’emergenza, unendosi ad altri Paesi come gli Emirati Arabi, Argentina, Paraguay, Serbia e Algeria.

Sputnik V: quali sono gli effetti collaterali?

Stando ai dati pubblicati gli effetti collaterali gravi, per i quali si è reso necessario il ricovero in ospedali, sono stati estremamente rari: 23 su 5.435 nel gruppo placebo e 45 su 16.427 nel gruppo dei vaccini. Nessuno di questi tuttavia è stato considerato associato alla somministrazione del vaccino.

Sono stati registrati anche quattro decessi nello studio, anche in questo caso però nessuno è stato considerato legato al vaccino. Gli effetti collaterali più comuni sono stati molto lievi, e sono stati sintomi simili a quelli provocati dalla tradizionale influenza, dolore nel luogo in cui è stata fatta l’iniezione, debolezza e scarsa energia.

Efficace anche sugli over 60

Stando a quanto riferito dal Fondo Russo per gli Investimenti Diretti il vaccino della Russia “ha indotto una robusta risposta anticorpale e una risposta immunitaria cellulare. Lo studio ha incluso 2.144 partecipanti di età superiore ai 60 anni, e l’efficacia del vaccino in questo gruppo è stata del 91,8%”.

Stando ai dati pubblicati, il vaccino è stato ben tollerato dai soggetti e le informazioni sulla sicurezza riguardanti 1.369 pazienti hanno evidenziato che gli effetti collaterali più comuni erano sintomi influenzali o reazioni locali.

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