Covid, stop mascherine e distanziamento a giugno: la proposta

Martino Grassi

25/04/2021

25/04/2021 - 15:52

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Un gruppo di scienziati britannici ha proposto al premier Boris Johnson di eliminare l’obbligo di indossare le mascherine e di mantenere il distanziamento sociale a partire dal 21 giugno.

Covid, stop mascherine e distanziamento a giugno: la proposta

Stop all’obbligo di indossare la mascherina e al mantenimento della distanza sociale. È quanto potrebbe accadere nel Regno Unito nel caso in cui il primo ministro Boris Johnson accolga la proposta contenuta in una lettera aperta a lui indirizzata firmata da un gruppo di scienziati.

Il pool di esperti infatti avrebbe suggerito al premier Johnson di rimuovere tutte le restrizioni a partire dal 21 giorno, l’ultima data del calendario di riaperture nel Paese. A partire da metà maggio invece, quando sarà permesso ai gruppi familiare diversi di incontrarsi anche al chiuso, gli esperti suggeriscono di togliere l’obbligo della mascherina all’interno delle scuole.

Covid, stop mascherine e distanziamento a giugno

Nel Regno Unito, dove la campagna di vaccinazione procede spedita e senza troppi intoppi, tanto che sono già state somministrate più di 45 milioni di dosi e il 18% della popolazione ha ricevuto entrambe le dosi previste, secondo il sito Our World in Data, a partire dalla fine di giugno potrebbe cadere anche l’obbligo di indossare la mascherina e rispettare il distanziamento sociale. Secondo un gruppo di scienziati, che ha redatto una lettera aperta indirizzata al primo ministro Boris Johnson, si potrebbero eliminare tutte le restrizioni.

Gli esperti tuttavia si sarebbero espressi in modo negativo sul passaporto sanitario, affermando che sarebbe da preferire una maggiore sensibilizzazione dei cittadini a quei comportamenti che ridurrebbere il rischio di contagio, come igienizzarsi spesso le mani. Nella lettera infatti è possibile leggere:

“Dobbiamo soppesare di più il successo della campagna vaccinale. L’emergenza Covid-19 non ci richiede più misure straordinarie di controllo nella nostra vita quotidiana, specialmente nei casi in cui non ci sono state valutazioni e poca evidenza di benefici”.

La proposta degli scienziati, come hanno sottolineato loro stessi, deriva anche dalla necessità di attenuare gli effetti del distanziamento fisico e sociale sulla salute psicologica delle persone, ed in modo particolare dei più piccoli. Inoltre i rischi del virus, sono ridotti e più lievi, in genere, nella popolazione che ancora non ha ricevuto il vaccino, ossia i più giovani e nel caso in cui il virus possa avere delle ricorrenze stagionali, con i vaccini che si hanno al momento non si dovrebbero creare situazioni che mettano sotto stress il sistema sanitario come accaduto in passato.

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