Covid, con la riapertura delle scuole si rischia un’ondata incontenibile: lo studio

Martino Grassi

8 Gennaio 2021 - 18:16

condividi
Facebook
twitter whatsapp

La riapertura delle scuole potrebbe comportare un incremento dei contagi e una nuova ondata incontenibile secondo uno studio condotto dalla Fondazione Bruno Kessler, Istituto Superiore di Sanità e INAIL.

Covid, con la riapertura delle scuole si rischia un'ondata incontenibile: lo studio

La riapertura delle scuole e la riattivazione dei contatti sociali potrebbe causare una nuova ondata di contagi incontenibile. È quanto emerso da uno studio condotto dai ricercatori della Fondazione Bruno Kessler, Istituto Superiore di Sanità e INAIL, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Science of the United States (PNAS), basato sull’analisi delle informazioni ottenute durante la prima ondata della pandemia.

Riapertura scuole: rischio ondata incontenibile

Con l’imminente riapertura delle scuole voluta dal governo, si rischia di provocare una nuova ondata di contagi che rischia di sfuggire al controllo e in linea di massima un allentamento delle restrizioni potrebbe portare ad un nuovo picco di contagi e di ricoveri che potrebbero mettere sotto forte tensione le terapie intensive e tutto il sistema sanitario.

I ricercatori tuttavia hanno precisato che dallo studio non è possibile “distinguere tra infezione trasmessa all’interno degli edifici scolastici e infezione trasmessa durante le attività peri-scolastiche (es. trasporti, possibili assembramenti fuori degli edifici scolastici, attività extra-scolastiche)”.

In ogni caso, riattivare questa tipologia di contatti sociali e le scuole di ogni ordine e grado, seppure in modo ridotto, “come avvenuto in tarda estate, può risultare in un’onda epidemica non contenibile senza severe misure restrittive.

L’unica eccezione riguarda le scuole fino alle medie, a destare maggiori preoccupazioni infatti sono le scuole superiori, dal momento che la sola riapertura delle scuole dagli asili fino alle medie “potrebbe avere un impatto limitato sulla trasmissibilità di Sars-Cov-2 a causa della minor suscettibilità all’infezione dei bambini e ragazzi fino a circa 14 anni di età.

L’importanza dell’indice Rt per la riapertura delle scuole

Dallo studio è emerso anche un ruolo fondamentale dell’indice Rt “per permettere margine di azione dopo il rilascio delle restrizioni” è necessario infatti necessario che si minore di 1, mentre “la bassa incidenza è necessaria per mantenere il livello dei casi, e quindi di ospedalizzazioni e decessi, approssimativamente costante dopo che Rt ritorna a valori vicini a 1 a seguito delle riaperture”. Stefano Merler, ricercatore della Fondazione Bruno Kessler ha infatti spiegato che:

“L’incidenza deve essere sufficientemente bassa da poter essere gestita dai sistemi di prevenzione con l’isolamento dei casi e la quarantena dei contatti. Basandosi sul periodo in cui i servizi di prevenzione hanno cominciato ad andare in sofferenza a causa dell’aumento di incidenza di casi durante la seconda onda, questa incidenza dovrebbe essere inferiore a circa 50 casi settimanali ogni 100.000 abitanti”.

Argomenti

# Italia
# INAIL
# Scuola

Iscriviti alla newsletter

Money Stories