Covid, quarta ondata già «in progress». Jackson Hole archivierà ex ante il taper?

Mauro Bottarelli

22 Giugno 2021 - 11:13

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La variante Delta è ormai dominante in Regno Unito e Portogallo e minaccia Germania, Italia, Francia e Belgio. La Cina impone lockdown mirati e negli Usa salgono contagi e ricoveri fra gli under-30

Covid, quarta ondata già «in progress». Jackson Hole archivierà ex ante il taper?

Mario Draghi non è uomo che si affidi all’improvvisazione. Mai. Tantomeno in un contesto delicato e ufficiale come la visita ad Angela Merkel, di fatto una sorta di passaggio di testimone alla guida dell’Europa. Quindi, la sparata sullo spostamento della finale degli Europei da Londra appare un chiaro segnale. Il presidente del Consiglio italiano sapeva che l’Uefa avrebbe immediatamente bocciato l’idea, quindi la sua intenzione non era - almeno in prima battuta - quella di scippare l’atto conclusivo dei campionati di calcio per una questione di prestigio internazionale.

Bensì, utilizzare un veicolo potentissimo come il calcio per ricordare a tutti ciò che aveva già sottolineato a Barcellona pochi giorni fa: la lotta al Covid non è finita. E, contestualmente, compiere un primo atto prodromico di nuova leadership Ue, stante anche lo schiaffone - questa volta, solo politico - incassato da Emmanuel Macron al primo turno delle regionali: ricordare cioé a Boris Johnson che Bruxelles può essere partner ma anche antagonista. Rognosa, se ci si mette.

Ma sottotraccia, il rischio c’è. Anzi, comincia già a essere chiamato per nome e cognome: quarta ondata. Sfruttando al meglio la concentrazione mediatica garantita dal bilaterale fra Merkel e Draghi, infatti, il chiacchierato ministro della Sanità tedesco, Jens Spahn, non ha infatti utilizzato perifrasi per descrivere quale sia la minaccia: La variante Delta rischia di creare le condizioni per una nuova onda di contagi in Germania. Per combattere questa prospettiva, dobbiamo trovare il giusto bilanciamento e prepararci a un aumento dei casi in autunno e in inverno.

Casualmente, poche ore prima il ministro delle Finanze, Olaf Scholz, aveva annunciato un extra-indebitamento netto della Germania da 99,7 miliardi di euro per il 2022 al fine di finanziare la ripresa dalla pandemia. Cifra ragguardevole, stante quanto messo già in campo da Berlino fra il 2020 e l’anno in corso a livello di emissioni. Quasi un segnale di estrema cautela finanziaria. E di abbondante fornitura di Bund per la Bce, in caso il Pepp non solo dovesse proseguire dopo il marzo del prossimo anno ma aumentare anche di volume.

Ma è tutta Europa a muoversi con i piedi di piombo. E a certificarlo nella giornata di ieri era niente meno che il Financial Times, corredando il proprio articolo con questa tabella:
Four1 Fonte: Financial Times
la variante Delta è ormai dominante nel Regno Unito e in Portogallo, mentre comincia a prendere piede anche in Germania, Belgio e Italia, dove rappresenta rispettivamente il 15%, 16% e 26% di tutti i nuovi casi. E se il ministro della Salute francese, Olivier Véran, ha sottolineato come nel suo Paese la nuova mutazione incida per ora solo fra il 2% e il 4%, i dati di cui dispone il quotidiano della City alzano già l’asticella in area 7%: Stiamo battendo il virus e la pandemia, non dobbiamo in nessun modo lasciare che la variante Delta prenda il sopravvento, ha dichiarato Olivier Véran parlando a un centro vaccinale parigino.

Ma a far temere maggiormente è il caso portoghese, dove la variante Delta con il suo 96% di incidenza è ormai a livello britannico (98%): l’intera area metropolitana di Lisbona ha registrato il 60% di tutti i nuovi casi nazionali la scorsa settimana, tanto che le autorità hanno limitato ingressi e uscite non essenziali per evitare una diffusione in tutto il Paese. Un pre-lockdown, insomma. Molto light, per ora. Ma in piena stagione turistica. Quindi con un vettore di contagio in più. E il fatto che, nonostante il calo dei contagi, Boris Johnson proprio ieri abbia parlato di un rough winter per la Gran Bretagna dimostra come la variante Delta abbia colto tutti con la guardia abbassata. Nonostante i tassi di vaccinazione ufficialmente e formalmente molto alti.

Chi invece starebbe già pagando un prezzo molto alto alla bassissima partecipazione alla campagna di immunizzazione sono alcuni Stati americani, in primis Missouri, Arkansas e Utah, dove non solo il numero di contagiati dalla nuova variante sta salendo rapidamente ma, soprattutto, si è registrata un’esplosione di ricoveri fra la popolazione più giovane,
Four2 Fonte: Bloomberg
come mostra il grafico di Bloomberg. Nei tre Stati citati, i casi confermati di Covid sono aumentati del 30% nelle ultime due settimane, stando a dati del Department of Health & Human Services, mentre in Mississippi il tasso di ospedalizzazioni è in aumento del 5% nel medesimo arco temporale. E se le criticità appaiono maggiormente concentrate in Stati del Sud dove la campagna vaccinale ha avuto bassissimo riscontro, a far paura è la fascia di età dei nuovi ricoverati, giovani fra i 18 e i 29 anni.

Negli Usa, ad oggi, il 53% della popolazione ha ricevuto almeno una dose ma la situazione appare molto a macchia di leopardo, poiché se New York ha potuto riaprire tutto in base ai dati record, sempre il Mississippi sconta solo un 35% di immunizzazione. Parziale, oltretutto. E se la natura stessa del virus dovrebbe far propendere all’ottimismo, stante la sua bassa resistenza all’alta temperatura estiva, lo scorso anno alcuni Stati della cosiddetta Sun Belt hanno registrato un’impennata di casi sul finire del periodo delle vacanze, a causa dell’utilizzo di massa di centri commerciali e altri luoghi al chiuso dotati di aria condizionata.

Infine, la Cina. Stando a quanto riportato da Reuters, i lockdown imposti nella provincia di Guangdong a seguito dell’esplosione di focolai non sono serviti, poiché il contagio ha raggiunto l’hub manifatturiero di Dongguan. Anche in questo caso, è la variante Delta partita dall’India che sta operando da catalizzatore. E generando problemi seri a Shenzhen, terzo porto per container al mondo dopo Shanghai e Singapore: le autorità hanno infatti imposto una quarantena ai lavoratori del terminal dopo la scoperta di un caso il 21 agosto scorso. Oltre 230.000 persone dovranno infatti sottoporsi a cinque test di positività, vivendo confinate nel frattempo in complessi prefabbricati. Di fatto, un danno enorme a un commercio globale già colpito da inflazione e crisi dei microchip.

Per ora, almeno nei numeri totali, nulla di allarmante. Ma le precedenti ondate hanno dimostrato come l’effetto moltiplicatore sia molto rapido, soprattutto in assenza di precauzioni minime. Insomma, come certe sell-off che si auto-alimentano, l’eccessivo ottimismo da fine del tunnel potrebbe giocare brutti scherzi. Oppure, offrire straordinari assist. Perché come mostrano questi due grafici,
Four3 Fonte: Bloomberg/Morgan Stanley
Four4 Fonte: Bloomberg/Morgan Stanley
il vero unico driver in un mondo di Qe perenne come quello attuale, ovvero la crescita della fornitura monetaria attraverso il dato della massa M2, stia rallentando sia negli Usa che nel resto del mondo.

Di fatto, il Big Bang operato la scorsa settimana dalla Fed con il suo pre-annuncio di rialzo dei tassi ha innescato in questa dinamica un effetto accelerante simile a quello già vissuto nel 2014 e 2018: il mercato è entrato in una fase di rolling correction degli assets di rischio. Insomma, occorre creare le condizioni per un nuovo ciclo di creazione di M2 a livello globale. Anche perché questo ultimo grafico
Four5 Fonte: Bloomberg/Zerohedge
mostra plasticamente e impietosamente quale sia stata la forza trainante del mercato fra il marzo del 2020 e quello di quest’anno, tracciata attraverso il proxy di un portfolio di bolle susseguitesi a supporto degli indici: l’espansione dello stato patrimoniale della Fed. La quarta ondata o quantomeno il timore di un suo arrivo, consentirà a Jerome Powell di pensionare ex ante un tapering talmente tanto annunciato da rivelarsi immaginario, magari già al meeting di Jackson Hole? In quel caso, il rally natalizio potrebbe davvero rivelarsi quello del secolo. Benedetto dal virus.

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