Covid, primo cane positivo in Italia: come è avvenuto il contagio

11 novembre 2020 - 15:48 |

In Italia è stato individuato il primo cane positivo al coronavirus, le autorità sanitarie tuttavia rassicurano che non ci sono pericoli per l’uomo. Ecco come è avvenuto il contagio.

Covid, primo cane positivo in Italia: come è avvenuto il contagio

Un cane è risultato positivo al coronavirus, si tratta del primo caso registrato in Italia. La conferma della diagnosi arriva direttamente da Nicola Decaro, professore ordinario di malattie infettive degli animali all’Università di Bari e componente dell’executive board del College europeo di microbiologia veterinaria, nonché fratello del sindaco di Bari, Antonio Decaro. La notizia è stata anche confermata all’ANSA dal dipartimento Prevenzione.

Il cane infetto si trova a Bitonto, un comune nella provincia di Bari, e con molta probabilità è stato contagiato dai suoi padroni, anche loro positivi al coronavirus e con una sintomatologia manifesta. Le autorità competenti hanno tuttavia precisato che non ci sono pericoli per l’uomo dal momento che il rischio di contagio dal cane o dal gatto è quasi zero.

Cane positivo in Italia: come è avvenuto il contagio

Un barboncino è risultato positivo al coronavirus dopo essere stato sottoposto ad un tampone. Si tratta del primo caso in Italia. La scoperta è stata fatta dal professor Nicola Decaro, che fin dalla prima ondata di contagi ha incentrato la sua ricerca proprio sui cani e gatti. Il cagnolino, di appena un anno e mezzo, vive in una famiglia con altre persone, tutte positive al coronavirus e con sintomi, l’animale invece è asintomatico. Il primo tampone positivo è stato registrato lo scorso 5 novembre e l’esito è stato confermato poi da ulteriori analisi. A quanto è emerso dalle prime analisi sembrerebbe che il cane sia stato infettato proprio dai suoi proprietari.

Adesso il cane sarà sottoposto anche ad un prelievo di sangue per svolgere un test sierologico. Il medico precisa che l’animale è stato sottoposto a diversi tamponi, “una quindicina fra quelli nasali, orali e rettali. Ma il titolo virale è risultato molto basso. Significa che il cane non è in grado di infettare, perché anche se viene contagiato, il virus è presente in quantità modeste, per intenderci. Dunque si conferma quanto era già noto sulla base della letteratura scientifica internazionale. I tamponi sono stati effettuati dal servizio veterinario, secondo quanto riporta l’ANSA.

Nessun pericolo per l’uomo

Dalle autorità sanitarie arriva anche una rassicurazione sulla possibile pericolosità per l’uomo. Lo stesso Decaro ha infatti precisato che non allarmarsi. Bisogna trattare gli animali esattamente come se fossero altre persone. Quindi, anche a tutela della salute dei nostri animali, è opportuno affidarli agli amici o parenti non positivi che possano prendersene cura, se possibile”. Secondo quanto documentato a livello internazionale infatti, riporta il medico, sono solamente una ventina i casi di infezione da cane a uomo, per cui, conclude Decaro “il rischio di contagio dal cane o dal gatto è quasi zero”.

A fare eco alle dichiarazioni di Decaro, l’assessore regionale alla Salute, Pierluigi Lopalco, il quale ha precisato che “la notizia non rappresenta un problema sanitario, da quanto è emerso fino ad ora i cani non sono ospiti in grado di diffondere il contagio”.

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