Covid, il piano del G20: 70% dei vaccinati in tutto il mondo, a che punto siamo?

Giorgia Bonamoneta

31 Ottobre 2021 - 17:58

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Il G20 discute i temi del futuro e non poteva mancare il Covid-19 e la campagna di vaccinazione globale. Il piano è semplice: 70% del mondo vaccinato. Nella pratica cosa è stato deciso?

Covid, il piano del G20: 70% dei vaccinati in tutto il mondo, a che punto siamo?

Il Covid-19 non poteva non essere uno degli argomenti del G20 di questi giorni. In particolare il focus è stato rivolto alla necessità di trovare un piano per la vaccinazione della maggior parte della popolazione mondiale.

L’obiettivo comune deve essere quello di rispettare le quote di distribuzione ai Paesi in via di sviluppo, non solo per garantire il raggiungimento dell’obiettivo sanitario, ovvero il 70% della popolazione vaccinata nel 2022, ma anche per ridimensionare l’impatto economico che il Covid-19 ha avuto su tutto il mondo e che potrebbe avere nei prossimi 5 anni.

In questi giorni si sono susseguite una serie di dichiarazioni in merito, per l’Italia a parlare è stato Roberto Speranza, Ministro della Salute; dall’estero invece arrivano una lettera firmata anche dai duchi del Sussex, Harry e Meghan, per chiedere un’equa distribuzione dei vaccini e dei materiali sanitari contro il Covid-19.

Il piano del G20: bisogna accelerare sui vaccini o i rischi sono elevati

Singoli Paesi stanno facendo bene, raggiungendo quote sempre più alte di popolazione completamente vaccinata, in Europa in particolare. Se ci si allontana dai Paesi occidentali e ricchi la situazione cambia però drasticamente, in tutti i sensi.

Il ritardo nella vaccinazione globale non ha conseguenze solo nel singolo Paese. Ormai, dopo due anni di esperienza in tema di pandemia, sappiamo che dove non c’è una copertura vaccinale il virus prolifera e rischia di mutare. Ogni mutazione può, nel concreto, mettere a rischio la campagna vaccinale faticosamente portata avanti, perché potrebbe svilupparsi una variante resistente al vaccino.

Se questo è passaggio dai toni allarmistici, scoprire che non abbiamo raggiunto neanche l’obiettivo del 2021 sulla campagna vaccinale a livello mondiale (40% della popolazione over 12 vaccinata) dovrebbe rimettere tutto in prospettiva, a partire dalle manifestazioni sulla presunta “dittatura sanitaria”.

Il piano del G20 per il Covid-19: 70% della popolazione vaccinata entro il 2022

Il presidente dell’OMS Tedros Adhananom Ghebreyesus ha dichiarato che il mondo intero è in ritardo sull’obiettivo più difficile ma anche più essenziale della campagna vaccinale: l’immunizzazione di almeno il 40% della popolazione globale entro la fine del 2021. La vaccinazione è al di sotto della soglia, con il 38,8% dei vaccinati.

Il G20 ha risposto all’urgenza e ha sottoscritto un impegno per vaccinare intanto il 40% della popolazione mondiale entro la fine di questo anno e il raggiungimento del 70% di vaccinati entro il prossimo anno.

La situazione attuale della campagna di vaccinazione mondiale

Come detto in precedenza, la campagna di vaccinazione a livello mondiale non va altrettanto bene come nei singoli Paesi ricchi occidentali. I numeri, che emergono da alcune analisi, fanno intuire il perché. Scopriamo l’acqua calda nell’apprendere che il 77% delle iniezioni è stata effettuata nei Paesi con economie avanzate e solo lo 0,5% nei Paesi a basso reddito.

L’Europa ha dichiarato di aver mantenuto la promessa e aver ridistribuito una dose su due prodotta, ma secondo le stime tutti i Paesi del G7 non hanno donato più del 15% delle dosi promesse.

Ursula von der Leyen, nel corso della conferenza stampa sul G20 di Roma, ha confermato che il prossimo anno la produzione delle dosi di vaccino sarà superiore e di conseguenza anche le dosi donate.

Dall’OMS arriva però un nuovo richiamo alla realtà: perché avviare le terze dosi quando c’è bisogno di vaccinare il resto del mondo? Anche Mario Draghi ha commentato su questa linea i dati “moralmente inaccettabili che minano la ripresa globale”.

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