Covid, paradosso Italia: boom contagi tra i pakistani ma da noi continuano ad arrivare

I pakistani possono entrare in Italia nonostante in Pakistan i contagi siano in aumento. Una situazione paradossale che rischia di far scoppiare nuovi focolai?

Covid, paradosso Italia: boom contagi tra i pakistani ma da noi continuano ad arrivare

L’Italia non ha chiuso le frontiere ai pakistani perché il Paese asiatico non è considerato a rischio.

La valutazione, però, potrebbe essere un grave errore ed esporre la nostra nazione a una nuova minaccia focolai, come già accaduto con i positivi dal Bangladesh.

Stando ai dati e alle cronache provenienti dal Pakistan, infatti, la situazione coronavirus non è affatto sotto controllo e si sta assistendo a un vero boom di contagiati. Le previsioni parlano addirittura di un picco di oltre 1 milione di positivi entro fine luglio.

Intanto, però, i pakistani hanno ingresso libero in Italia, creando una nuova minaccia sanitaria. Tra gli ultimi immigrati sbarcati sulle nostre coste e risultati positivi, infatti, 13 vengono dal Pakistan.

Boom di contagi in Pakistan è un rischio per l’Italia?

Dal Pakistan si può liberamente arrivare in Italia, nonostante la nazione sia sotto osservazione nel Sud dell’Asia per l’aumento di contagi nelle ultime settimane.

Lo Stato confina con l’India, al terzo posto mondiale per numero di positivi, oltre ad aver registrato più decessi per milione di abitanti degli indiani e dei bengalesi, che hanno una situazione allarmante.

Attualmente, i positivi registrati in Pakistan sono oltre 257.000, con ritmi giornalieri anche di 2.000 casi e decessi pari a più di 5.400. La situazione non è considerata positiva, visto che gli ospedali sono al collasso, manca ossigeno terapeutico per i malati gravi e il Governo pare sottovalutare la portata dell’epidemia.

Il boom di contagiati, però, si sta verificando soprattutto da quando il Primo Ministro Imran Khan ha revocato il blocco a maggio per evitare la catastrofe economica.

Resta difficile, inoltre, per i pakistani osservare le due regole basilari per evitare i contagi: il distanziamento sociale e l’impiego di mascherine. Città e abitazioni affollate, povertà e ignoranza sulla pandemia spingono la maggior parte della popolazione a violare le norme.

In questa cornice, consentire ai pakistani di arrivare liberamente in Italia è un paradosso, oltre che un pericolo per la sicurezza sanitaria.

Il pericolo arriva anche dal mare

Dopo l’emergenza dei nuovi focolai causati da casi importati dal Bangladesh l’Italia ha deciso di bloccare gli arrivi dalla nazione asiatica.

La lista dei Paesi a rischio, dai quali non si può arrivare stando agli aggiornamenti ministeriali, non comprende invece il Pakistan. E questo è un paradosso, considerando i dati provenienti da Islamabad.

I pakistani, con visti lavorativi o di ricongiungimento familiare, possono quindi entrare liberamente nel nostro territorio. Il problema è che, stando alle condizioni precarie del Paese di origine, è improbabile che siano stati controllati alla partenza. Potrebbero, quindi, risultare positivi una volta atterrati.

Il rischio contagi dal Pakistan viene anche dal mare. La quarantena per chi sbarca nei porti è stata resa obbligatoria dal Ministro Speranza. Gli ultimi migranti approdati in Calabria e scoperti positivi erano proprio pakistani.

A luglio, gli arrivi via mare dalla nazione asiatica sono stati oltre 200 secondo i dati del Viminale. Il Pakistan è al settimo posto come Paese di origine dei migranti sbarcati in Italia.

Se le rotte del mare sono meno controllabili, quelle terrestri, invece, si prestano a un più severo monitoraggio in questo delicato periodo per l’epidemia. Ecco perché l’Italia dovrebbe valutare la situazione Pakistan.

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