Covid, la pandemia poteva essere evitata secondo l’Oms: ecco come

Martino Grassi

12 Maggio 2021 - 16:22

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Secondo un rapporto indipendente sulla risposta dei leader mondiali e dell’Organizzazione mondiale per la Sanità commissionato dall’Oms la pandemia poteva essere evitata. Ecco come

Covid, la pandemia poteva essere evitata secondo l'Oms: ecco come

La pandemia poteva essere evitata. È quanto è emerso da un rapporto indipendente sulla risposta dei leader mondiali e dell’Organizzazione mondiale per la Sanità commissionato proprio dall’Oms.

Secondo l’organizzazione infatti è stato attuato un cocktail tossico di negazione, scelte sbagliate e l’assenza di un coordinamento internazionale che hanno permesso al virus di circolare in tutto il mondo, facendo precipitare tutti i Paesi all’interno di una pandemia devastante che ormai perdura da più di un anno.

Covid, la pandemia poteva essere evitata secondo l’Oms

Secondo il rapporto commissionato dall’Oms la pandemia sarebbe potuta essere evitata attraverso una risposta internazionale rapida e collaborativa che avrebbe impedito al focolaio cinese del 2019 di trasformarsi in una catastrofe di portata globale nel corso dell’anno successivo.

Imparando da quanto accaduto in passato l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha voluto produrre anche una serie di regole che potrebbero prevenire le nuove pandemie, prevedendo delle riforme anche al sistema di prevenzione. Il rapporto dell’Independent Panel for Pandemic Preparedness and Response include anche l’istituzione di un Global Health Threats Council, dando maggiori poteri di sorveglianza all’Oms, oltre che maggiori fondi per la International Pandemic Financing Facility, che possa permettere di spendere fra i 5 e i 10 miliardi di dollari all’anno, e di stanziare fra i 50 e i 100 miliardi in caso d’emergenza senza bisogno di un largo preavviso.

Al momento infatti il sistema limita un’azione rapida, piuttosto che facilitarla”, precisa il rapporto, criticando anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità che ha atteso fino al 30 gennaio per dichiarare l’emergenza sanitaria internazionale e il 30 marzo per parlare di Pandemia. Le critiche poi si allargano anche ai Paesi europei e al Nord America, colpevoli di aver “buttato febbraio 2020”, senza attuare delle misure per contrastare la diffusione del virus.

Le restrizione per i viaggi

Per quanto riguarda i viaggi invece “è difficile ritenere che le restrizioni imposte dall’International Health Regulations possano bastare per fermare le pandemie in quest’epoca estremamente interconnessa”.

Anche per l’ex primo ministro della Nuova Zelanda Helen Clark, co-presidente del panel, “se le restrizioni agli spostamenti fossero state imposte più rapidamente e diffusamente, avrebbero comportato una seria inibizione alla rapida trasmissione del virus: dobbiamo realizzare che viviamo nel 21esimo secolo, e non nel Medioevo”. Nel momento in cui è stata dichiarata la pandemia, nel corso del mese di marzo 2020, “si è scatenata una battaglia per ottenere materiale protettivo, terapeutico ed altri equipaggiamenti medici”, ha continuando Clark precisando che questa “situazione è stata aggravata da una carenza di leadership globale.

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