Covid, mercato del lavoro in crisi: quale risposta dal Parlamento per il 2021?

Antonio Cosenza

14 Dicembre 2020 - 08:34

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Il 2020 è stato un anno horribilis per il mercato del lavoro e non andrà meglio nel 2021. Il Parlamento dovrà dare una risposta con la Legge di Bilancio.

Covid, mercato del lavoro in crisi: quale risposta dal Parlamento per il 2021?

L’ISTAT conferma la crisi del mercato del lavoro in Italia accentuata dall’emergenza Covid: come rilevato dall’Istituto di Statistica, infatti, dopo tredici mesi consecutivi di calo è tornato a crescere il numero dei disoccupati in Italia. Oggi questo numero si attesta a 2 milioni e 246 mila unità, con un incremento di 202 mila in un solo anno.

Il 2020 è stato un anno horribilis per il mercato del lavoro e il prossimo anno a rischiare sono sia i dipendenti quanto gli autonomi, per i quali il calo del fatturato subito nel 2020 potrebbe aver ormai compromesso il proseguo della propria attività.

Il Parlamento è chiamato a dare una risposta già con la Legge di Bilancio 2021: a tal proposito, abbiamo chiesto a due deputati del Movimento 5 Stelle - Soave Alemanno ed Enrica Segneri - di fare chiarezza su come la maggioranza intende lavorare per evitare che sempre più persone si trovino senza un lavoro.

Il nuovo DPCM autorizza lo shopping natalizio, ma tra raccomandazioni per il cenone e limitazioni per servizi (vedi bar e ristoranti) e attività commerciali c’è il rischio concreto che i consumi saranno molto più bassi rispetto a quelli degli anni scorsi. Si conclude così un anno horribilis per l’economia italiana con il 2021 che di certo non sarà migliore visto il rischio concreto di una terza ondata e la possibilità che le restrizioni anti Covid restino in vigore fino alla primavera del 2021. A tal proposito, immaginiamo che la Legge di Bilancio 2021 dovrà dare un segnale a tutte quelle imprese che hanno pagato il prezzo delle restrizioni imposte dal Governo per contenere la crisi sanitaria e che in questo 2020 hanno faticato a pagare tasse e spese di gestione. Cosa si sente di promettere a queste attività?

Risponde Soave Alemanno, deputata M5S - commissione Attività Produttive

Siamo purtroppo consapevoli delle difficoltà affrontate in questi durissimi mesi dalle migliaia di commercianti ed imprenditori.

Voglio però ricordare che lo Stato è intervenuto immediatamente per dare un segnale e sostenere quanti sono stati costretti a sospendere o limitare le loro attività:

  • sono oltre 10 i miliardi destinati a tal fine nei vari decreti che si sono succeduti per erogare contributi a fondo perduto, giunti automaticamente sul conto corrente delle attività coinvolte dalla crisi;
  • i finanziamenti garantiti dallo Stato grazie al Fondo per le Piccole e medie imprese; il credito di imposta al 60% fino a dicembre per chi deve pagare gli affitti commerciali pur avendo tenuto la saracinesca abbassata;
  • il rinvio o sospensione di alcune importanti scadenze fiscali, come Irpef, Irap e Ires, la rottamazione ter il saldo e stralcio, e la cancellazione della seconda rata IMU, solo per citarne alcuni.

A tutto ciò si è voluto aggiungere un ulteriore e importante contributo agli acquisti nei negozi fisici attraverso il cashback che è partito in via sperimentale per il Natale e proseguirà poi per tutto l’anno modulato in modo differente, che punta a sostenere proprio l’economia di prossimità, incentivando gli acquisti e contribuendo anche a maggiori entrate per l’erario.

La fase critica non è purtroppo archiviata, ma come Movimento 5 Stelle siamo pronti a sostenere ulteriori interventi per il rilancio della nostra economia anche nella prospettiva dell’utilizzo degli oltre 200 miliardi di euro destinati all’Italia dal Recovery Fund.

Secondo l’ufficio studi della Cgia di Mestre con i contributi a fondo perduto erogati dall’Agenzia delle Entrate è stato coperto, figurativamente parlando, il 25% delle perdite subite a causa delle serrate. A questo punto è ovvio che il 2021 potrebbe essere l’anno in cui tanti dovranno chiudere, ormai sommersi dai debiti accumulati in questo anno difficile. Eppure il Governo aveva promesso, ad inizio pandemia, che nessuno avrebbe dovuto perdere il lavoro a causa del Covid…

Risponde Soave Alemanno, deputata M5S - commissione Attività Produttive

Lo sforzo fatto dal Governo per aiutare tutti coloro che hanno dovuto fermare la loro attività è stato secondo me davvero notevole e finalizzato proprio a non lasciare nessuno da solo.

Chiaramente nessuno poteva prevedere i terribili effetti che questa pandemia sta avendo sugli equilibri economici mondiali.

L’emergenza sanitaria in corso sta già cambiando di molto anche il mondo del lavoro ed un esempio concreto è rappresentato dal considerevole ricorso allo smart working.

Da questo punto di vista il Covid ha impresso un’accelerazione e molte aziende si sono attrezzate per consentire ai loro impiegati di lavorare da casa. Di qui il nostro impegno a digitalizzare tutta la penisola per ridurre al massimo il «digital divide», quel divario che c’è tra chi ha accesso adeguato a internet e chi no. Un’esclusione, questa, che spesso ha penalizzato il mio sud. Anche da questo dobbiamo ripartire per creare nuova occupazione, soprattutto giovanile.

Oltre a preservare e salvare i posti di lavoro che già ci sono, ci stiamo concentrando molto sull’offrire nuove opportunità: ecco perché abbiamo puntato con convinzione sul superbonus 110% per lanciare un piano di ricostruzione del Paese che veda protagonista l’edilizia sostenibile.

Mi piace ricordare che grazie a questa nostra importante misura, in soli 3 mesi, sono nate in Italia quasi 5 mila nuove realtà (fonte Unioncamere): si tratta di micro e piccole imprese che rappresentano il reale motore dell’economia del nostro Paese.

Mi sembra un dato interessante che deve farci ben sperare; l’Italia riparte se è in grado di scommettere sul futuro delle sue imprese!

Sempre restando sul tema della perdita del lavoro, il 31 marzo sarà l’ultimo giorno del blocco dei licenziamenti. Poi molte aziende potranno liberarsi di quel personale che ormai risulta essere insostenibile finanziariamente, anche perché questo sarà l’unico modo per le imprese per sopravvivere. A tal proposito, in Legge di Bilancio ci saranno delle misure pensate per tutelare coloro che dal 1° aprile si troveranno senza lavoro?

Risponde Enrica Segneri, deputata M5S – commissione Lavoro

La Legge di Bilancio contiene una serie di misure importanti volte a tutelare sia i lavoratori che gli imprenditori, non tutte si esauriscono i primi mesi del 2021.

È pur vero che, qualora non bastassero, provvederemo a mettere in atto ulteriori interventi. La situazione pandemica e la crisi economica sono costantemente monitorate nella loro evoluzione, lavoratori e imprenditori non saranno mai lasciati soli ed è per questo che al Ministero del Lavoro è costante l’azione interlocutoria con tutte le rappresentanze, proprio per far sì che non ci si ritrovi nella condizione di intervenire in maniera inefficace o tardiva.

La Ministra Catalfo sta portando avanti un lavoro di sinergia encomiabile, nonostante le grandi difficoltà e le tensioni sociali derivanti dalla terribile situazione che stiamo attraversando.

Matteo Renzi giorni fa ha dichiarato che il decreto di attuazione del Recovery Fund “pensa alla moltiplicazione delle poltrone” ma non va a dare una mano ai “disoccupati, ai negozi chiusi e alle persone che soffrono”. Ed effettivamente leggendo il piano del Governo notiamo voci come “digitalizzazione, transizione ecologica, infrastrutture” ma niente di concreto per chi rischia effettivamente di trovarsi senza lavoro. Cosa si sente di rispondere?

Risponde Enrica Segneri, deputata M5S – commissione Lavoro

Non mi sento di dover dare risposte sulle parole di Matteo Renzi, che me lo lasci dire, non brillano per senso di responsabilità.

Invece, ciò su cui vorrei soffermarmi sono le parole da lei citate presenti nel piano di Governo, che mi sento di sostenere con grande forza e che meritano una riflessione più approfondita. Parole come digitalizzazione o transizione ecologica, sono dei punti cardine della nostra azione di Governo e non sono lì a caso, sono scritte perché sono parte di una visione importante a cui deve tendere il nostro Paese.

L’Italia è ancora molto indietro su questi aspetti, non a caso il Presidente Conte ha ribadito proprio ieri in Europa, le sei missioni in cui si articolerà il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) che rappresentano aree “tematiche” strutturali di intervento e che sono:

  • 1. Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura
  • 2. Rivoluzione verde e transizione ecologica
  • 3. Infrastrutture per una mobilità sostenibile
  • 4. Istruzione e ricerca
  • 5. Parità di genere, coesione sociale e territoriale
  • 6. Salute

Sono sfide importanti che dobbiamo assolutamente vincere per far sì che l’Italia rimanga un Paese competitivo. Su questo non posso che esprimere tutto il mio apprezzamento sul grande lavoro che sta portando avanti il Presidente Conte, un lavoro su cui ho piena fiducia.

Il 2021 potrebbe anche essere l’anno in cui lo Stato stesso “licenzierà” circa 2.700 lavoratori, i cosiddetti navigator. Assunti con contratto di collaborazione, con la promessa di una stabilizzazione fatta dallo stesso Di Maio (allora Ministro del Lavoro), il loro rapporto di lavoro con Anpal Servizi terminerà ad aprile 2021. In vista dell’approvazione della Legge di Bilancio sono stati presentati diversi emendamenti che parlano di una possibile proroga, per una categoria di lavoratori che nasce con l’obiettivo di assistere i disoccupati, nonché i percettori del Reddito di Cittadinanza, nella fase di ricollocazione del mercato del lavoro. Quale pensa potrebbe essere il destino di questi lavoratori? Si troveranno anch’essi senza lavoro come coloro che hanno assistito in questi mesi oppure, in vista di un potenziamento delle politiche attive per il lavoro, ci sarà ancora spazio per il loro operato?

Risponde Enrica Segneri, deputata M5S – commissione Lavoro

La pandemia ha causato purtroppo, tra i moltissimi effetti nefasti, anche evidenti rallentamenti nella piena attuazione di provvedimenti importanti come il Reddito di Cittadinanza.

È indubbio che la cosiddetta “seconda fase” del Rdc, riguardante la sottoscrizione dei Patti per il Lavoro, abbia subito un fermo. La conseguenza è stata che i navigator non hanno potuto operare appieno.

Come ha correttamente sottolineato lei, in Legge di Bilancio sono presenti diverse proposte emendative per prorogare l’azione di questi professionisti che, evidentemente, non hanno potuto assolvere al meglio la loro funzione. Credo che sia giusto, nell’ottica di un provvedimento che non ha potuto conoscere la piena attuazione, prorogare i contratti dei navigator.

Il MoVimento 5 Stelle, in particolare la Commissione Lavoro di cui faccio parte, porterà quest’istanza nel dibattito della Legge di Bilancio e ci batteremo per sostenerla con forza, confidando che le altre forze politiche non operino una chiusura che, a parer mio, in questa fase, potrebbe essere solo ideologica, non avendo potuto appurare la validità e la vera efficacia del lavoro dei navigator.

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