Covid, per il CTS i contagi sono “fuori controllo”: cosa farà il Governo?

Antonio Cosenza

10 Gennaio 2021 - 09:49

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Covid, l’allarme degli esperti spaventa: “I contagi stanno risalendo”. Secondo il CTS e la Cabina di regia serve una nuova stretta.

Covid, per il CTS i contagi sono “fuori controllo”: cosa farà il Governo?

Il Covid preoccupa gli esperti, tant’è che secondo il CTS (Comitato Tecnico Scientifico) e la Cabina di regia insediata presso la direzione generale della Prevenzione sanitaria la situazione “sta tornando ad essere fuori controllo”.

Dichiarazioni che ci fanno capire cosa potrebbe succedere nelle prossime settimane, con la possibilità di nuove restrizioni per contrastare la ripresa dei contagi in vista di una terza ondata. E non è un caso che si parli di prevedere criteri più restrittivi per decidere se una Regione deve passare in zona rossa, o anche se si pensa ad ulteriori restrizioni da introdurre con il DPCM del 16 gennaio.

Nel dettaglio, nella giornata dell’8 gennaio il CTS e la Cabina di regia, due degli organi che affiancano e consigliano il Governo nella gestione della crisi, si sono riuniti per capire effettivamente cosa sta succedendo sul fronte Covid e se dobbiamo preoccuparci o meno. D’altronde nel resto d’Europa, vedi Gran Bretagna e Germania, il coronavirus sta correndo a ritmi persino superiori rispetto a quelli della prima ondata, ed è per questo che non è assolutamente possibile abbassare la guardia.

Ebbene, quanto emerso dal confronto non lascia alcun dubbio: “c’è il rischio che la pandemia diventi incontrollata e per questo motivo servono nuove restrizioni”.

Covid, situazione in Italia “fuori controllo”: perché dobbiamo preoccuparci

Secondo la Cabina di regia, in “quasi tutto il Paese c’è un rischio moderato o alto di una pandemia non controllata e non gestibile”. Dello stesso parere il CTS, secondo cui questa situazione “non consente allentamenti dei provvedimenti adottati con il DPCM del 3 dicembre”.

E a preoccupare c’è quanto successo nel periodo di Natale, dove cenoni e pranzi potrebbero aver alimentato la stessa ondata nata a causa del Ferragosto. Tutto, quindi, lascia pensare all’inizio di una terza ondata.

I segnali di un peggioramento della situazione sono chiari: ad esempio, dopo alcune settimane di diminuzione si registra nuovamente l’aumento dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni. Inoltre, nel periodo che va dal 15 al 28 dicembre 2020, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,03, superando - per la prima volta dopo sei settimane - nuovamente la quota 1.

Ma a preoccupare è anche l’incremento dei tassi di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e nelle aree mediche.

E in questa situazione - con un’incidenza a livello nazionale che è pari a circa 170 contagiati ogni 100.000 abitanti - non è possibile ripristinare sull’intero territorio nazionale la procedura per l’identificazione dei casi e il tracciamento dei contatti; ricordiamo, infatti, che secondo gli esperti questo meccanismo può dirsi efficace solamente nel caso in cui si resti al di sotto di un’incidenza pari a 50 contagi ogni 100.000 abitanti.

Il quadro, quindi, si fa sempre più preoccupante perché - sottolineano i due gruppi di esperti - “sono i dati a dirlo”.

Covid, l’allarme degli esperti condizionerà il Governo?

Il Governo, quindi, non potrà restare sordo agli appelli degli esperti. D’altronde, in questi mesi il Presidente del Consiglio ha sempre mostrato fiducia allineandosi alle loro indicazioni.

Ecco perché abbiamo motivo di pensare che anche questa volta andrà così e una prima dimostrazione la avremo con il DPCM del 16 gennaio, quando c’è il rischio vengano introdotte ulteriori restrizioni oltre a quelle già in vigore. E si colloca in questa direzione anche il possibile inasprimento dei criteri per il passaggio in zona rossa, così da facilitare un lockdown in quelle zone in cui i livelli di rischio superano una certa soglia (che potrebbe essere pari ad un’incidenza settimanale di 250 casi ogni 100.000 abitanti).

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