Covid, cosa sta succedendo in Molise: arriva l’esercito

Teresa Maddonni

25/02/2021

25/02/2021 - 16:31

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Covid: cosa sta succedendo in Molise? Alla ribalta nazionale nelle ultime ore per le criticità in aumento legate all’emergenza, la Regione chiede l’intervento dell’esercito.

Covid, cosa sta succedendo in Molise: arriva l'esercito

Covid: cosa sta succedendo in Molise? Arriva la richiesta dell’esercito per fronteggiare l’emergenza che nella piccola regione del Sud, che conta poco più di 300mila abitanti, sta mettendo in ginocchio la Sanità già provata da anni di tagli, dal commissariamento e dalle privatizzazioni.

I posti in terapia intensiva non bastano più e per questo il presidente della Regione Donato Toma ha chiesto al governo l’intervento dell’esercito. Sono 33 al momento i comuni del basso Molise che si trovano in zona rossa per il dilagare del Covid, con l’epidemia aggravata dalla circolazione delle varianti. Da domenica infatti il Molise tutto si trova in zona arancione.

Nei giorni scorsi molti pazienti sono stati trasferiti in altre regioni fino a Cesena e Grosseto. Gli ospedali sono al collasso tanto che al San Timoteo di Termoli la Croce Rossa ha già allestito un ospedale da campo per i degenti non Covid.

Sono attese terapie intensive removibili per gli ospedali di Isernia, Termoli e Campobasso che saranno disponibili solo a metà marzo e si cerca personale.

Intanto la Regione Molise ha trovato un accordo con le strutture private sul territorio per la disponibilità di posti letto, mentre la procura di Campobasso ha avviato un’indagine a seguito dell’esposto del “Comitato verità e dignità per le vittime del Covid”.

Covid: in Molise chiesto l’esercito

Il Covid sta colpendo in modo preoccupante una delle regioni più piccole d’Italia, il Molise, la regione che non esiste e che di fronte alla pandemia sembra non resistere più.

Dopo essere stata abbondantemente dichiarata Covid free e dopo essere stata per molto tempo in zona gialla, ora la Regione chiede l’intervento dell’esercito. Una situazione, che con un po’ di organizzazione e lungimiranza, si sarebbe potuto evitare. D’altronde la pandemia è scoppiata un anno fa.

Nella giornata di ieri in Molise sono stati registrati 109 contagi e secondo i dati Agenas il 38% dei posti letto in terapia intensiva e il 48% di quelli in area non critica sono occupati da pazienti Covid. La media nazionale, e ricordiamo che il Molise conta poco più di 300mila abitanti, è del 24-25%. Un dato che fa del Molise una sorvegliata speciale.

Così interviene l’esercito per attivare posti extra di terapia intensiva secondo una mozione, presentata dai consiglieri regionali di minoranza del PD e che è stata approvata dalla maggioranza, contenente la richiesta di intervento inviata al ministero della Difesa.

In breve tempo intanto accanto al San Timoteo di Termoli, dove la scorsa settimana è morto di Covid un uomo di soli 38 anni ricoverato e in attesa di un posto in terapia intensiva, è stato allestito l’ospedale da campo per i malati non Covid così da decongestionare l’ospedale e si attende il personale.

10 posti removibili di terapia intensiva dovrebbero essere istallati vicino all’ospedale, ma che saranno disponibili a metà marzo. 6 posti arriveranno anche all’ospedale di Isernia e altri 10 al Cardarelli di Campobasso entro il 3 marzo. Anche per le nuove terapie intensive servirà personale. È stato fatto un bando in Regione, attraverso la Protezione civile, per avere 60 tra medici, infermieri e OSS.

“La situazione è grave e gli ospedali sono in forte affanno.”

È quanto afferma all’Adnkronos Salute David Di Lello, presidente del sindacato degli anestesisti-rianimatori Aaori-Emac del Molise.

«Le terapie intensive sono piene e credo che si attiveranno altre richieste di Cross, il trasferimento di pazienti in altre Regioni. Temiamo che questa seconda ondata si possa diffondere dalla zona costiera a quella interna della provincia di Isernia. Quindi non è il caso di allentare le misure, anzi dobbiamo prepararci ad affrontare una situazione peggiore con un aumento dei casi legati alla diffusione delle varianti».

Covid in Molise: l’indagine

Intanto sulla situazione Covid in Molise e quello che sta succedendo alle terapie intensive c’è un’indagine in corso della Procura di Campobasso aperta a seguito dell’esposto del Comitato verità e dignità per le vittime del Covid.

In particolare l’indagine si concentrerebbe sulle discrepanze tra i numeri delle terapie intensive dichiarate dalla Regione, e in base ai quali il ministero definisce il colore della regione, e i posti effettivamente disponibili.

Le indagini dovranno fare il loro corso per accertare se ci sono, e dove sono, le responsabilità per la crisi che il Molise ora sta vivendo e che potrebbe essere anche imputata a una cattiva gestione dell’emergenza.

I cittadini molisani da quando è scoppiata la pandemia un anno fa chiedono la riapertura dell’ospedale Vietri della cittadina di Larino, chiuso da tempo, da trasformare in ospedale Covid; a distanza di un anno ancora non si è proceduto in tal senso, ormai pare sia troppo tardi.

Intanto il Molise, tutto, spaventato dal dilagare della pandemia e dalla gestione dell’emergenza, si è mobilitato affinché la situazione locale divenisse di interesse nazionale e ci sta riuscendo. Il Molise sta pagando il caro prezzo di anni di cattiva gestione della Sanità pian piano completamente risucchiata dai privati e ora si leva forte il grido di aiuto della sua popolazione.

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