Covid, con riaperture a maggio i morti potevano essere la metà: lo studio

Martino Grassi

28 Aprile 2021 - 12:20

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Nel caso in cui il governo avesse posticipato le riaperture al 12 maggio il numero dei decessi sarebbe potuto essere la metà secondo la previsione condotta da Stefano Merler, il matematico-epidemiologo della Fondazione Bruno Kessler.

Covid, con riaperture a maggio i morti potevano essere la metà: lo studio

Se le riaperture fossero state posticipate al 12 maggio il bilancio dei decessi potrebbe essere stato la metà. È quanto contenuto in uno studio condotto da Stefano Merler, il matematico-epidemiologo della Fondazione Bruno Kessler che elabora i dati per l’Istituto superiore di Sanità e il ministero della Salute da febbraio 2020.

Il governo non ha mai reso pubblico il documento, rilanciato dal Corriere, ma pare che sia stato determinante per rallentare le riaperture, considerate ancora troppo rischiose. All’interno della ricerca sono contenute solamente proiezioni e calcoli, e non viene menzionato cosa sarebbe dovuto riaprire e cosa no, queste scelte infatti spettano unicamente al governo.

Covid, con riaperture a maggio i morti potevano essere la metà

Stando all’analisi condotta da Stefano Merler il monitoraggio riferito al periodo tra il 31 marzo e il 13 aprile, riportava un indice Rt pari a 0,81, da qui si prospettano una serie di scenari:

  • Nel caso in cui l’indice salga a 1, un’ipotesi molto reale con le riaperture, fino al 15 luglio dovremmo poter fare i conti con una media di circa 200/300 morti al giorno.
  • con un indice di 1,1 i decessi potrebbero arrivare anche a 600 al giorno.
  • lo scenario peggiore invece, con indice Rt pari a 1,25, raggiungibile con un libera tutti, vede 1.200/1.300 decessi al giorno.

Il matematico-epidemiologo ha poi calcolato cosa sarebbe potuto succedere nel caso in cui il governo avesse deciso di posticipare le riaperture al 12 maggio: in questo caso i decessi sarebbero potuti essere circa 100 al giorno, ossia la metà. Il motivo di questa previsione è da ritrovarsi nel fatto che un ritardo di due settimane nelle riaperture avrebbe contribuito ancora ad una diminuzione del numero dei casi giornalieri rispetto a quelli di adesso, con una conseguente riduzione del numero dei decessi.

Rischio di nuove chiusure in arrivo?

Le stime di Merler chiaramente hanno anche un margine di errore, anche se minimo. Al momento dunque non possiamo permetterci di vedere l’indice Rt tornare sopra all’1. L’alternativa proposta dal matematico-epidemiologo, che non sarebbe dispiaciuta ad alcuni esperti, sarebbe stata quella di posticipare le riaperture a maggio, ma questa tuttavia resta una scelta politiche che prevede quello che il premier Mario Draghi ha definito come “rischio calcolato”.

Naturalmente nelle previsioni di Merler si tiene conto anche dell’abbassamento della letalità del virus dovuto all’effetto dalle vaccinazioni. Grazie ai vaccini infatti il tasso di letalità del Covid si è già ridotto e continuerà a farli fino a quando non sarà paragonabile ad una comune influenza, passando cioè dagli undici decessi su mille infetti, a uno. Il governo infatti ha intenzione di accelerare ancora sulla campagna vaccinale arrivando a proteggere l’80% delle persone fragili entro il 25 maggio.

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