Covid, allarme varianti: un terzo dell’Umbria zona rossa

Mario D’Angelo

05/02/2021

07/07/2021 - 16:54

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L’Umbria sull’orlo della zona rossa a causa delle varianti Covid. Per l’ISS bisogna imporre dei lockdown nei Comuni interessati, che si trovano anche in altre Regioni italiane.

In Umbria e altre Regioni italiane dovrebbero essere istituite delle zone rosse per controllare le varianti di coronavirus. Nel corso dell’odierna conferenza stampa, gli esperti della cabina di regia hanno parlato della necessità di chiudere quei Comuni che presentano cluster delle pericolose varianti inglese e brasiliana.

Nel suo report sul monitoraggio settimanale, l’Istituto Superiore di Sanità ha parlato di “un contesto preoccupante per il riscontro di varianti virali di interesse per la sanità pubblica in molteplici Regioni italiane”. In questa fase delicata, ha spiegato l’ISS, si presentano segnali di contro-tendenza che potrebbero “preludere ad un nuovo rapido aumento diffuso nel numero di casi nelle prossime settimane”.

Questa settimana l’Umbria è rimasta in zona arancione ma estese aree della Regione sono state poste in zona rossa. Quello dei cluster di varianti Covid è un fenomeno sempre più diffuso in Italia, tanto che è ormai possibile individuare una lista di territori più a rischio varianti.

Covid, ISS: zone rosse in caso di varianti

Abbiamo una particolare attenzione alle varianti del virus e sappiamo quanto sia importante agire prontamente e le regioni possono stabilire la presenza di zone rosse all’interno del territorio in caso di varianti. Una sorta di mini lockdown”. Lo ha affermato direttore della prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, nel corso della conferenza di presentazione dei dati della cabina di regia sull’evoluzione dell’epidemia.

Rezza ha detto che l’efficacia dei vaccini non viene inficiata “in nessun modo” dalle mutazioni presenti nella variante inglese, ma “alcune varianti virali possono determinare una maggiore contagiosità e dunque dobbiamo fare presto a vaccinare”.

La variante inglese, ha spiegato Rezza, è caratterizzata da maggiore trasmissibilità e particolare incidenza sulla fascia di popolazione in età pediatrica. La variante brasiliana in Umbria, al momento, riguarda quasi esclusivamente dei cluster ospedalieri. I focolai sono stati messi sotto attenzione, in particolare per determinarne la provenienza.

Spetta alle Regioni, adesso, “agire prontamente” stabilendo “zone rosse in modo chirurgico”, ha precisato Rezza.

Umbria zona rossa con varianti Covid? Cosa ha detto Tesei

La situazione è più complessa nel nord dell’Umbria, in provincia di Perugia, dove oltre alla variante inglese è stata rilevata anche quella brasiliana, su cui non ci sono ancora abbastanza dati circa l’efficacia del vaccino.

Con le ulteriori aperture che potrebbero verificarsi a partire dalla metà del mese di febbraio, le varianti potrebbero diffondersi ampiamente anche in altre parti del territorio italiano. L’area interessata è quella di Perugia e del Trasimeno, ragion per cui sono state allertate anche le zone limitrofe della Toscana.

Intervenuta nel corso della conferenza stampa dell’ISS, la presidente dell’Umbria Donatella Tesei ha annunciato un’ordinanza regionale stabilità delle zone rosse a partire, probabilmente, da lunedì. L’area interessata sarà principalmente quella di Perugia.

Su 42 campioni inviati all’ISS, in 18 è stata isolata la variante inglese, in 12 quella brasiliana. La variante inglese è stata trovata nella zona del Perugino, di Bastia Umbria e del Trasimeno.

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