Covid: perché l’Italia potrebbe pagare le conseguenze di quanto succede in Gran Bretagna

Giorgia Bonamoneta

20 Ottobre 2021 - 22:22

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Tornano ad aumentare i contagi nel Regno Unito. L’Italia potrebbe dover pagare le conseguenze di questa nuova crisi sanitaria brittanica.

Covid: perché l'Italia potrebbe pagare le conseguenze di quanto succede in Gran Bretagna

In Italia l’emergenza Covid-19 sembra rientrata, da tempo infatti i dati sono confortanti, anche se inizia a diminuire l’effetto estate. Aumentano però i contagi, mentre i decessi e le terapie intensiva rimangono stabili. Per gli esperti è merito della campagna vaccinale, che oggi segna l’81,55% di popolazione over 12 completamente vaccinata.

Nel Regno Unito la popolazione vaccinata è, come in Italia, l’80% ma questo dato non sembra dare gli stessi sperati risultati. La situazione Covid-19 infatti non migliora, anzi. Dopo il via libera del 19 luglio e l’eliminazione delle restrizioni, nel Regno Unito si sono registrati nuovamente quasi 50 mila casi di positività.

Ma non è tutto. Quello che sta accadendo in Inghilterra ha le sembianze di qualcosa già visto. Infatti accanto alle notizie sui contagi si legge quella della scoperta di una nuova mutazione della variante Delta, che è già stata ribattezzata “variante Delta plus”.

L’Italia potrebbe rischiare di pagare lo stesso prezzo pagato per la variante Delta, almeno sulle restrizioni. Il Governo torna infatti a parlare di terze dosi per tutti per impedire il verificarsi di un aumento dei contagi su immagine inglese.

Covid: l’Italia alle prese con le conseguenze inglesi

Lo scenario dell’inverno inglese non è dei migliori. Durante l’ultima conferenza del Ministro della Salute, Sajid Javid, ha messo in guarda sul numero di contagi. Sarebbero quasi 100 mila al giorno all’attuale ritmo e con la percentuale di vaccinati presenti nel Paese (l’80% della popolazione è completamente vaccinato).

Certo gli ospedali sono ancora in condizioni favorevoli, ma più persone si contagiano maggiore è la possibilità di ricoveri, soprattutto tra i non vaccinati.

Quanto sta accadendo nel Regno Unito mette in allarme l’Europa. Anche l’Italia presenta l’80% della popolazione over 12 vaccinata (l’81,55% per la precisione) e i casi sono in aumento.

La differenza tra Regno Unito e Italia

La grande differenza tra i due Paesi, motivo per il quale ancora non si parla di “allarme”, è la presenza di restrizioni nel nostro Paese. Sul territorio britannico le restrizioni sono state eliminate e anche il green pass è venuto meno.

In Italia invece le restrizioni sono ancora fortemente consigliate e, se anche è vero che in molti si comportano con disinvoltura sulle restrizioni, l’obbligo di green pass e la mascherina al chiuso garantiscono una certa protezione.

Covid: l’Italia alle prese con una nuova variante Delta?

Nel Regno Unito è stata scoperta da tempo la nuova mutazione della variante Delta, da tutti già ribattezzata variante Delta plus. Questa non sembra al momento pericolosa ma, come fu per la variante Delta, saranno gli esperti a indicarci la contagiosità e quindi il rischio.

Degli oltre 45 mila contagi in 24 ore del Regno Unito, il 6% è positivo alla variante Delta Plus (nome scientifico: AY.4.2). Il professore Francois Balloux, direttore dell’UCL Genetics Institute, ritiene che la capacità di trasmissione potrebbe non superare quella della variante Delta.

Se non è quindi pericolosa per la sua capacità di diffusione, perché si parla di allarme dal Regno Unito? Il rischio in questo momento è che la mutazione della variante la renda più resistente ai vaccini e quindi comunque in grado d’infettare un maggior numero di persone.

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