Covid: 30 Province da tenere d’occhio per l’aumento dei contagi

Luna Luciano

24 Ottobre 2021 - 13:32

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Aumentano i casi di Covid in Italia. In alcune Province l’incidenza è salita di più del 40%. In 8 addirittura si contano 50 casi a settimana. Ecco quali sono le 30 Province da tenere sotto controllo.

Covid: 30 Province da tenere d'occhio per l'aumento dei contagi

Tornano a salire i contagi da Covid, in alcune Province si è registrata un’impennata considerevole, una situazione che di certo deve essere tenuta sotto controllo. A raccontare questo nuovo scenario italiano sono state le analisi condotte dal matematico Giovanni Sebastiani del CNR: negli ultimi sette giorni 30 delle 107 province italiane ha registrato un aumento del 40% dell’incidenza dei casi.

Dall’Istituto per le Applicazioni del Calcolo “Mauro Picone”, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, Sebastiani ha commentato il dato emerso dalle sue indagini: il trend è in crescita e in alcune di queste l’aumento è “statisticamente significativo”. Oltre alle 30 Province che hanno registrato un’incidenza simile, altre 17 mostrano una crescita compresa fra il 20% e il 40%.

Covid: aumenta l’incidenza del 40% in alcune Province

Sono 30 le Province italiane che negli ultimi sette giorni hanno registrato un aumento dei casi positivi al Covid almeno del 40%. In 8 di queste l’incidenza ha superato i 50 casi per 100.000 abitanti a settimana, un dato non trascurabile in quanto è uno dei tre elementi che, contemporaneamente all’occupazione dei posti letto per Covid superiore al 10% in terapia intensiva e al 15% in area medica, decreta il passaggio da zona bianca a zona gialla.

Dall’analisi condotta dal matematico Giovanni Sebastiani (CNR) ci sono altre 17 province in cui l’aumento è compreso tra il 20% e il 40%, tra queste non possono passare inosservati tre capoluoghi di Regione: Roma, Milano e Torino, dove risiede complessivamente circa un sesto della popolazione italiana. I dati però non si riducono solo a questo.

Covid: quali sono le 30 Province più colpite?

L’aumento del 40% dell’incidenza dei casi positivi al Covid non è certamente un dato rassicurante, ma il Comitato Tecnico Scientifico aveva ipotizzato una situazione simile. Infatti con l’arrivo dell’autunno e del freddo il CTS e Walter Ricciardi, braccio destra di Speranza, avevano supposto un aumento dei contagi, nonostante l’Italia abbia più dell’80% della popolazione vaccinabile con almeno la prima dose del vaccino.

Parlando in termini percentuali l’impennata dei contagi preoccupa, anche se, in termini reali, nell’ultima settimana alcune Province hanno registrato appena una ventina di casi complessivi. Se per queste città l’aumento rimane comunque considerevole, c’è una città che desta preoccupazioni avendo un’incidenza pari a 150 casi a settimana per 100.000 abitanti ed è Trieste, che si pone in testa alla classifica, con il numero maggiore di casi positivi. Di seguito la lista delle 30 Province più colpite d’Italia.

  • Trieste con 150 casi;
  • Bolzano con 84 casi;
  • Rieti con 73 casi;
  • Imperia con 63 casi;
  • Enna con 60;
  • Forlì-Cesena con 56 casi;
  • Gorizia con 52 casi;
  • Terni con 51 casi;
  • Viterbo con 49 casi;
  • Pisa con 49 casi;
  • Rovigo con 49 casi;
  • Massa Carrara con 47 casi;
  • Latina con 46 casi;
  • Messina con 45 casi;
  • Vercelli con 40 casi;
  • Fermo con 39 casi;
  • Grosseto 39 casi;
  • Perugia con 36 casi;
  • Salerno con 35 casi;
  • Cremona con 33 casi;
  • Varese con 32 casi;
  • Pordenone con 31 casi;
  • Lecce con 29 casi;
  • Udine con 27 casi;
  • Chieti con 21 casi;
  • Brindisi 18 casi;
  • Como con 17 casi;
  • Campobasso con 16 casi;
  • Ascoli Piceno con 14 casi;
  • Mantova con 13 casi.

Alla luce dei dati Sebastiani parla di un trend in crescita e in sette di queste (Forlì, Rieti, Viterbo, Imperia, Cremona, Fermo e Pisa) l’aumento è stato statisticamente significativo.

Covid: le cause dell’aumento dell’incidenza

L’incidenza che preoccupa maggiormente è quella del capoluogo del Friuli-Venezia Giulia: Trieste con un’incidenza di 150 casi a settimana, indice di un problema che coinvolge l’intera Regione. Davanti a tale risultato il matematico Sebastiani ne ha ricercato le cause.

Sicuramente ha inciso negativamente la bassa percentuale di vaccinati rilevata rispetto al resto della Regione. Le poche vaccinazioni sono sempre state indicate dal CTS come causa dell’aumento dei contagi. Un’ipotesi veritiera se si considera che Bolzano, seconda in classifica con un’incidenza di 84 casi a settimana, è tra le meno vaccinate d’Italia, con due persone su tre non ancora immunizzate.

Altra causa è sicuramente il contatto con altri Paesi dell’Europa, che stanno affrontando un’impennata dei casi, in special modo i Paesi dell’Est. Non è un caso infatti che tutte le province del Friuli-Venezia Giulia abbiano registrato un aumento significativo dei contagi. Bisogna infatti considerare che la Slovenia è al 9° posto per incidenza in Europa, con 330 casi a settimana per 100.000 abitanti; altri Stati della penisola balcanica hanno valori altrettanto alti, come la Serbia con 442 casi (valore più alto in Europa), la Romania con 368 casi e la Bulgaria con 343, registrando un aumento esponenziale. Questi dati evidenziano per Sebastiani l’ovvia esigenza di eseguire controlli alla frontiera dei flussi in entrata.

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