Coronavirus: il vero pericolo sono Africa e India, altro che Cina

Coronavirus: nonostante il ritardo nel lanciare l’allarme, la Cina starebbe facendo grandi sforzi per cercare di limitare un contagio che invece, se dovesse diffondersi in Africa e in India, potrebbe aumentare in maniera catastrofica.

Coronavirus: il vero pericolo sono Africa e India, altro che Cina

Non si placa l’emergenza coronavirus, ma la situazione già in questo momento grave potrebbe assumere dimensioni ben maggiori se il morbo dovesse iniziare a diffondersi anche in India e in Africa.

Al momento i dati ufficiali parlano di 427 morti a causa del virus, di cui soltanto 2 fuori dalla Cina, con i contagiati totale che sarebbero circa 20.000 tra cui anche i due coniugi cinesi ricoverati in gravi condizioni allo Spallanzani.

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Quel che spaventa di più del coronavirus è la sua diffusione, con Pechino che ha attuato drastiche misure per cercare di limitare il contagio con intere città e distretti che sono stati isolati oltre alla costruzione dell’apposito ospedale in tempi record.

Vista la criticità della situazione, ci si interroga su cosa possa accadere se il coronavirus dovesse arrivare in India o in Africa dato che, in presenza di situazioni sanitarie più precarie, il morbo potrebbe diffondersi in maniera drammatica.

Coronavirus, i rischi per India e Africa

In un momento di grande allarme, con tutti gli occhi del mondo puntati su quelli che sono gli sviluppi di questa epidemia, l’OMS non ha nascosto come la sua più grande preoccupazione è che dalla Cina il coronavirus possa raggiungere “ paesi con sistemi sanitari più deboli ”.

Qui la Mappa interattiva dei contagi accertati

Giorni fa è arrivata la notizia del primo contagio ufficiale in India, paese geograficamente non lontano dalla Cina e che con i suoi 1,3 miliardi di abitanti potrebbe essere un altro pericolosissimo terreno ideale per la diffusione del virus.

Bisogna considerare poi come le condizioni igienico sanitarie in molte località indiane siano più che precarie, con la facilità del contagio che potrebbe fare il resto. Un discorso simile può essere fatto anche per il continente africano.

Negli ultimi anni i rapporti economici tra Pechino e l’Africa sono aumentati in maniera esponenziale, con enormi flussi di lavoratori cinesi impegnati nella realizzazione di numerose opere nel continente.

Finora nessun caso di coronavirus è stato registrato in Africa anche se ci sarebbero dei casi sospetti, ma il rischio sarebbe alto secondo il direttore dei Cdc africani John Nkengasong, che lamenta però come nel continente mancherebbero i test per la diagnosi.

Non ho mai visto una malattia dallo sviluppo così rapido” ha dichiarato Nkengasong, parlando di milioni di cittadini cinesi che annualmente si recano in Africa per lavoro o per vacanza.

Se la Cina è il luogo dove si concentrano al momento tutte le attenzioni, è alta la guardia non solo in Occidente ma anche in tutti quei luoghi dove, a causa di un sistema sanitario scadente, il coronavirus si potrebbe diffondere in maniera ben anche catastrofica.

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