Coronavirus, record giornaliero di casi nel mondo: il COVID-19 non è sconfitto

Ogni giorno più di 100.000 nuovi casi di positività in tutto il mondo, un dato che ad aprile solo una volta è stato raggiunto: boom di contagi in Asia e Sud America, ecco perché l’emergenza coronavirus è tutt’altro che finita.

Coronavirus, record giornaliero di casi nel mondo: il COVID-19 non è sconfitto

La battaglia con il coronavirus non è stata ancora vinta e infuria come non mai, soltanto che ora si è spostato il fronte. Se in Italia fortunatamente la curva epidemiologica è in costante calo, tanto da poter essere entrati nella Fase 3 e pensare alla ripartenza, in diverse parti del mondo si sta vivendo il momento della massima espansione del virus.

Nell’ultima settimana in maniera costante si sono registrati più di 100.000 nuovi casi al giorno in tutto il mondo; una soglia che ad aprile, quando in Europa c’è stato il picco, soltanto una volta era stata superata.

In totale in tutto il mondo si è superato il muro dei 7 milioni di contagi complessivi, con i morti accertati che sarebbero più di 415.000. Il Paese più colpito rimane sempre gli Stati Uniti con 2 milioni di casi, ma a preoccupare è quello che sta succedendo in Asia e Sudamerica.

Se del Brasile tanto si è scritto soprattutto per quanto fatto, o non fatto, dal presidente Jair Bolsonaro, ci sono situazione come quelle in Perù, India e Pakistan che invece sono meno note ma che rappresentano delle autentiche “bombe” sanitarie.

Coronavirus: record di casi nel mondo

Quando un avvenimento non ci coinvolge direttamente, spesso l’uomo tende a darne poca importanza. Un errore che con il coronavirus in Europa è già stato fatto quando la pandemia riguardava soltanto la Cina, ma che adesso potrebbe ripetersi ora che da noi la curva del contagio è in costante calo.

Se fortunatamente in Italia il peggio sembrerebbe essere passato, anche se giornalmente ancora si registrano nuovi casi e decessi, questo non vuole assolutamente dire che il COVID-19 sia un’emergenza ormai messa alle spalle.

Paradossalmente considerando il mondo intero mai come ora si registra un numero così elevato di nuovi casi al giorno. A marzo e aprile solo una volta si era superato i 100.000 contagi giornalieri, ma ora questa asticella viene costantemente oltrepassata.

Segno di come la pandemia, nonostante l’arrivo della bella stagione, sia con ogni probabilità nella sua fase più acuta. L’unica differenza è che, invece di Italia, Spagna o Regno Unito, adesso la maggior parte dei nuovi casi si stanno registrando in Sud America o Asia.

Con la situazione che rimane sempre drammatica in Brasile e negli Stati Uniti, in Perù sono stati superati i 200.000 casi in totale mentre in India si è arrivati a 276.000, in Messico a 130.000 e in Pakistan a 113.000.

Secondo gli esperti invece che rallentare, la capacità di trasmissione del coronavirus starebbe accelerando colpendo zone che nei mesi scorsi sono state “risparmiate” dal COVID-19.

Abbassare la guardia in Italia potrebbe di conseguenza essere un errore colossale in questo momento: oltre a pensare a come affrontare una eventuale seconda ondata in autunno, sarebbe bene ricordare come il virus non è scomparso ma, al contrario, non è mai stato così aggressivo nel resto del mondo.

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