Coronavirus e infermieri: laurea in anticipo per l’emergenza

Coronavirus: infermieri con laurea in anticipo per affrontare l’emergenza. Come richiesto dal Miur gli Atenei hanno anticipato le lauree di un mese per aumentare il personale sanitario in tempi rapidi.

Coronavirus e infermieri: laurea in anticipo per l'emergenza

Coronavirus e infermieri: laurea in anticipo per moltissimi per affrontare l’emergenza sanitaria nel Paese e la carenza di personale sanitario.

Una misura straordinaria quella della laurea in anticipo degli infermieri adottata dall’università di Pavia e altri Atenei per affrontare l’enorme mole di lavoro degli ospedali.

Già il decreto dello scorso 9 marzo ha messo in campo misure straordinarie per l’assunzione di medici e infermieri con contratti brevi o di collaborazione come anche la possibilità, prevista dal DPCM di assumere personale in congedo.

Ora la laurea in anticipo per gli infermieri che andranno a combattere al fronte coronavirus.

Infermieri e coronavirus: laurea in anticipo

Hanno conseguito la laurea in anticipo gli infermieri che si apprestano a combattere il coronavirus e affrontare l’emergenza. Una misura chiesta dal ministero dell’Istruzione e accolta dagli Atenei.

Se il decreto-legge del 9 marzo prevede di affrontare l’emergenza sanitaria con specializzandi di medicina al quarto e quinto anno e infermieri precari, se non addirittura in pensione, ora giovanissimi senza troppa esperienza si apprestano ad affrontare coraggiosamente una nuova sfida, la prima grande sfida della loro carriera.

Molti di questi giovani neolaureati infermieri, che si sono laureati in gruppo sì, ma a debita distanza e con tanto di mascherine, verranno assunti nelle zone maggiormente colpite da COVID-19, vale a dire nel bergamasco, lodigiano e bresciano. Come ha raccontato a Fanpage.it una delle infermiere che ha preso la laurea in anticipo:

“È stato tutto molto repentino, era tutto programmato per aprile ma invece è stato anticipato a marzo. Entrare da inesperti è una sfida personale, ma la preparazione che ci hanno dato serve a essere pronti anche per queste emergenze.”

E sulla zona rossa e la possibilità di lavorare lì dice:

“Siamo pronti, è il nostro lavoro ed è quello per cui abbiamo studiato, certo è strano essere catapultati così immediatamente nel mondo del lavoro e in una situazione di emergenza, ma è questa la nostra sfida.”

E dall’università di Pavia, uno degli Atenei che ha anticipato le lauree degli infermieri chiariscono:

“Speriamo che questa attenzione mediatica possa riconoscere anche il lavoro svolto dal personale sanitario in questo momento di emergenza.”

Infermieri e coronavirus: misure straordinarie per assunzioni

Come abbiamo anticipato gli infermieri, come i medici, per affrontare l’emergenza coronavirus verranno assunti con misure straordinarie.

Il DPCM continuamente aggiornato e che ha portato a fare dell’Italia un’unica zona rossa nelle sue ultime versioni, ha stabilito già l’assunzione di medici e infermieri in congedo, come anche la possibilità di lasciare attivi solo i concorsi riguardanti il personale sanitario, laddove tutti gli altri concorsi pubblici sono sospesi. Non solo, il decreto-legge del 9 marzo n.14 ha stabilito le assunzioni, seppur precarie, di medici e infermieri per tutto il periodo emergenziale.

In particolare il decreto conferisce la possibilità alle strutture sanitarie sul territorio di assumere personale sulla base dei titoli e colloquio orale. Verranno pertanto assunti medici specializzandi al quarto o quinto anno con co.co.co. per almeno sei mesi.

Allo stesso tempo si prevede di assumere infermieri con contratti a tempo che abbiano la durata di un anno e non rinnovabili.

Al momento si prevedono, oltre ai laureati in anticipo, assunzioni di infermieri e medici per 20mila unità, anche se i sindacati ritengono che le condizioni non siano accettabili dal momento che non risolvono la precarietà cui il settore è destinato.

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