Conte “tradito” da Di Maio? Avanza l’ipotesi di un governo Draghi

Dopo che Luigi Di Maio ha incontrato Mario Draghi e Gianni Letta, si infittiscono le voci su una nuova maggioranza con l’ex presidente della BCE a Palazzo Chigi: Giuseppe Conte per il momento resiste, ma il fronte per un governo di unità nazionale prende forma.

Conte “tradito” da Di Maio? Avanza l'ipotesi di un governo Draghi

Tu quoque, Luigi… Retroscenisti scatenati dopo il tour di Luigi Di Maio, che dopo aver discusso a quattr’occhi con Mario Draghi avrebbe in gran segreto incontrato anche Gianni Letta, da sempre il deus ex machina di Silvio Berlusconi.

Di cosa si è parlato in questi faccia a faccia? Nel caso di Draghi per la Farnesina si è trattato di un “scambio di punti vista” sui vari temi, mentre per quanto riguardo l’incontro con Letta ci sarebbe il riserbo più assoluto.

In un momento in cui Romano Prodi e Carlo De Benedetti si sono detti disposti ad accettare un’alleanza con Silvio Berlusconi, loro storico nemico, pur di allargare la maggioranza a Forza Italia e sostituire Giuseppe Conte a Palazzo Chigi, questo attivismo di Luigi Di Maio di certo non fa dormire sonni tranquilli al premier.

Il motivo è presto detto. Nonostante il gran pressing dei “centri economici e dell’informazione” come ipotizzato qualche mese fa da Andrea Orlando, un governo dalle larghe intese formato da PD-Italia Viva-Forza Italia e centristi vari, non avrebbe i numeri in Parlamento per formare una maggioranza.

Di Maio trama per un governo Draghi?

Mario Draghi in questo momento viene descritto come indeciso se imbarcarsi o meno in un’operazione del genere. Di certo, senza la certezza di avere dalla sua una maggioranza solida difficilmente si potrebbe esporre.

Dove trovare allora questi voti mancanti? Parte della Lega, quella che fa capo a Giancarlo Giorgetti, sarebbe disponibile a un governo di unità nazionale, a differenza di Matteo Salvini che invece, nonostante le recenti parole di stima verso l’ex governatore, potrebbe accettare solo se anche Fratelli d’Italia fosse della partita.

Considerando che Giorgia Meloni non ne vuol saper parlare di una cosa del genere, il segretario del Carroccio mai darebbe il suo ok a un’operazione del genere visto che questo significherebbe lasciare praterie politiche alla sua alleata-rivale, soprattutto guardando gli ultimi sondaggi dove la Lega viene data in calo tutto a vantaggio di Fratelli d’Italia.

Non rimane di conseguenza che il Movimento 5 Stelle per trovare i voti necessari a garantire una maggioranza a Mario Draghi. In quest’ottica, l’incontro romano tra l’ex numero uno della BCE e Luigi Di Maio può dare adito a diverse interpretazioni.

L’incontro tra Di Maio e Draghi è davvero storico - ha commentato ospite su La7 l’ex premier Enrico Letta, nipote di Gianni - I 5 Stelle cominciano a parlare la lingua della ragionevolezza”.

Giuseppe Conte per il momento va avanti, forte della sempre consistente popolarità tra i cittadini e convinto che portando a casa un buon risultato in Europa sul tema Recovery Fund tutte le voci di un cambio della guardia alla guida del Paese possano essere messe a tacere.

Questo cambiamento di Di Maio, che fino a un paio di anni fa a Berlusconi neanche voleva stringere la mano e ora incontra in gran segreto Letta, potrebbe far intendere come anche nel Movimento 5 Stelle si stia ragionando su un governo Draghi.

Di certo c’è che senza i voti in Parlamento dei grillini, o di una parte di essi, nessuna nuova maggioranza sarebbe all’orizzonte: buttare giù Conte per sostituirlo con Draghi potrebbe essere una mossa che andrebbe a far deflagrare i 5 Stelle, ma al tempo stesso capace di garantire un futuro politico a qualche big in attesa di capire cosa fare da grande.

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